Il lato oscuro del femminile e l’Apollineo e il Dionisiaco: uno studio sulla duplicità della Natura e dell’esistenza [1]

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di Fabrizio Manco

“Noi stiamo vivendo una escatologia Cibeliana … se mettiamo per un attimo da parte la nostra tradizione culturale, religiosa, etica, e consideriamo la nostra visione scientifica, notiamo che si tratta di una visione totalmente atomistica, materialistica, progressista, e basata sulla simmetria dal basso verso l’alto…. stiamo vivendo l’attacco finale di Cibele, della Grande Madre risorta, con il femminismo, l’intelligenza artificiale, la globalizzazione, il liberalismo, la democrazia e così via……. “

(Da Aleksandr Gel’Evic Dugin: Introduzione a Noomachia; lezione numero 1: Noologia: la disciplina filosofica delle strutture dell’Intelletto. Su Geopolitica.ru).

 

Parte prima. Il lato oscuro del femminile: la Dea Madre Terribile.

Questo studio vuole essere una piccola ma densa appendice sull’ analisi della fiaba Coraline dello scrittore Statunitense Neil Gaiman dove analizzo ancora una volta il rapporto tra Apollineo e Dionisiaco nella Natura e il lato oscuro del femminile.  Ho già scritto molto infatti su questi argomenti, in particolare sul mio lungo saggio precedente dedicato a questi temi, nel quale ho esposto in dettaglio la trama del film e la storia del racconto, riportando e riscrivendo porzioni di dialoghi, insieme alla simbologia e alla sua analisi.  (1).  Tuttavia, mi sono reso conto che mancavano alcuni approfondimenti, che cercherò di colmarli qui. 

Nel racconto Coraline, una ragazzina di dodici anni viene risucchiata in un mondo parallelo al suo, attraverso una piccola porta situata nella sua casa. Nell’altro mondo parallelo, incontra L’altra madre, una donna apparentemente uguale a sua madre, tranne che per due inquietante occhi- bottone, i quali hanno un significato ben preciso, come ho scritto nel mio saggio citato nelle note.  L’altra madre si rivela essere in seguito un essere femminile mostruoso e crudele che intrappola ogni bambino che viene ad abitare nella casa, per nutrirsi della sua essenza vitale. L’altra madre, quindi, è in mostro divoratore di anime. Ed è da qui che inizia la mia nuova riflessione e il mio nuovo studio. Ci troviamo di fronte all’essenza della Madre Terribile. La porta e il corridoio rappresentano il Corpo- vaso, che apparentemente dovrebbe formare il lato Apollineo e positivo del femminile.  Tuttavia, il vaso, la porta, l’antro e il corridoio, nascondono un volto terribile: il volto della Madre Terribile (2).

Il volto Terribile della Grande Madre corrisponde al lato Dionisiaco e Oscuro.  La prima manifestazione del lato Apollineo e Dionisiaco della Natura, la troviamo nella Coscienza e nell’ Inconscio.  La Coscienza è il principio Maschile, ed è quindi Apollinea, la Coscienza rappresenta quindi il lato Apollineo della Natura. L’inconscio rappresenta invece il contrario dell’Apollineo, è infatti la manifestazione del lato Dionisiaco Oscuro, e per questo rappresenta il lato Femminile. È nell’ inconscio che infatti dimorano gli aspetti più tenebrosi della Natura, i quali si manifestano attraverso sogni, tendenze, orientamenti, perversioni, Archetipi e pulsioni (3).

Il mondo è in perenne conflitto tra il lato oscuro e Dionisiaco del Femminile Terribile rappresentato dalla Grande Madre e il lato Apollineo e solare, rappresentato dal Maschile.  Il femminile Terribile e Oscuro, quindi, appartiene e dimora nell’ Inconscio collettivo di tutta l’umanità. Credo fermamente che il Femminile non sia soltanto luce, ma è in modo particolare oscurità e tenebra. La realtà simbolica della Madre Terribile prende tutte le immagini mostruose dall’interno e quindi dall’ Inconscio (4).

Tutto ciò che fa parte dell’inconscio e l’Inconscio stesso, è la dimora della Grande Madre Terribile, la Dea Cibele mostruosa. Come acutamente osserva Erich Neumann nel suo studio sulla Grande Madre (5), in ogni tradizione della terra, da quella dell’Impero Romano a Bali, dall’ Egitto all’ India e dal Messico all’ Etruria, troviamo con una terrificante somiglianza e in alcuni casi anche in modo identico, rappresentazioni e raffigurazioni della Dea Madre Terribile. Ma nella vita onirica dei sogni degli esseri umani di oggi e in tutta la cultura moderna e Contemporanea, come cinema, film di animazione, cinema horror, fumetti, manga e anime, compaiono in maniera impressionante e ossessiva streghe, donne malefiche e crudeli e sadiche donne manipolatrici, delle quali il personaggio del racconto di Coraline è soltanto uno dei tantissimi esempi.  Ecco, quindi, che il Femminile si rivela e si svela per quello che è: un terrificante e terribile terreno oscuro dove dimorano streghe, sirene crudeli e demoni spaventosi. L’archetipo dell’Uovo Cosmico,  con la sua divisione in due metà, una metà bianca rappresentante la parte Apollinea del Femminile legato alla vita, alla nascita e alla nutrizione, e una metà nera rappresentante la parte Dionisiaca e oscura,  è ormai scisso e separato nella sola ed esclusiva parte oscura e tenebrosa: la dea madre terribile rappresenta ed è lei stessa l’ archetipo dell’abisso notturno della vita, dell’ esistenza tutta e del cosmo,  oltre che di tutta la psiche umana con le sue paure più profonde generate dai  suoi mostri terrificanti. Ecco che se da un lato, il lato Apollineo, il femminile è stato da sempre unito e assimilato dalla cura, da nutrimento, dalla protezione e dall’ accoglienza, dall’altro lato, il lato Dionisiaco, oscuro e tenebroso del Femminile, e forse questo è lato più autentico di esso, il femminile è il volto che divora, distrugge, consuma, mette in pericolo e annienta con la sua malvagità ogni cosa nell’universo. Così la terra non è più un luogo dove dimora un grembo protettivo e accogliente, ma svela il suo lato Dionisiaco: la terra si spalanca e si trasforma nelle fauci divoratrici, come dimostra chiaramente un bassorilievo proveniente dall’ arte Azteca, che raffigura le Fauci della terra che divorano tutti coloro che vi precipitano. Se nel lato Apollineo del femminile, le figure e le forme archetipiche sono il vaso, la scodella e la ciotola, nel femminile Oscuro e Tenebroso, e quindi Dionisiaco, la terra diventa una grande mano artigliata che ghermisce ogni cosa, esseri umani, animali o oggetti, che passano nelle sue vicinanze. Così nel Femminile oscuro e tenebroso, la terra non è più accogliente, ma è un dinosauro teropode carnivoro affamato di carne umana e di carne animale.

Come giustamente sottolinea Neumann (6) citando anche lo studioso tedesco H. Zimmer, grande studioso della religione Indiana e Orientale, la dea Kali è forse una delle espressioni più vicine al Femminile Terribile: la dea Kali rappresenta l’oscurità della vita, il tempo che fluisce verso la tomba e la morte e quindi essa rappresenta il tempo stesso che distrugge e divora ogni cosa. La dea Kali è per questo incoronata da teschi e da ossa. Ma questa raffigurazione del lato oscuro e terribile del femminile, la possiamo trovare nella preistoria dell’India, e quindi nella cultura Indiana più primitiva, nelle raffigurazioni scoperte nel tempio della valle del Zhob, nel Belucistan occidentale, una provincia del Pakistan, le quali terrificanti figure femminili risalenti a circa 3. 000 anni fa, così vengono descritte dallo studioso e archeologo Britannico Stuart Piggott (1910- 1996):

“Incappucciate con una cuffia o uno scialle, esse hanno la fronte alta, liscia che sovrasta la cavità sporgente degli occhi, il naso adunco da civetta e il taglio arcigno della bocca…. Qualunque cosa si possa dire delle figurine di Kulli, è difficile sostenere che siano Balocchi. Sembrano piuttosto una truce personificazione della dea madre che è anche guardiana del morto: una divinità infera che sovrintendente sia al cadavere che al seme di grano sepolto sottoterra “(7).

La terra quindi nell’ archetipo della grande madre Terribile e Oscura, non è l’utero accogliente dove avviene la gestazione, ma è il suo contrario, un grembo, un utero affamato di morte e di carne, un sarcofago, un divoratore di carne, con una bocca immensa piena di denti aguzzi, tutti sporchi di sangue e una mano terribile, con dita squamose e artigli taglienti e affilati. Non più quindi Gaia materna e falsamente accogliente, ma una dea terribile è la terra, provvista di una bocca piena di denti dove all’interno la terra fa marcire ogni cosa. E questa rappresentazione dell’utero con bocca e denti affilati la troviamo nell’arte del Perù e dell’Africa. Ma nella mitologia greca troviamo Scilla, il mostro femminile che divora ogni cosa raffigurata spesso per metà, dalla testa fino al ventre, con un corpo di una bella donna e dall’altra metà dell’utero in giù, da tre cani feroci.  Anche questa raffigurazione, la quale si trova spesso come effige in alcune gemme trovate nei territori dell’Impero Romano (8), e la dea Ecate, la dea degli Inferi e il prototipo di strega universalmente riconosciuto.  In alcune gemme e medaglioni sempre ritrovati nei territori dell’Impero Romano, la dea Ecate viene raffigurata con tre teste, con sei braccia che tengono in mano coltelli, e attorniata da serpenti malefici (9). E quindi necessario affermare che il genere contemporaneo dell’Horror è dalla mitologia della dea Ecate che prende il materiale, poiché la dea Ecate vive nell’ ambiente dell’oscurità e nel sotterraneo, nel quale dominano fantasmi, spettri e demoni femminili.

Così come dalla vagina e quindi dall’ utero esce la vita, così le labbra della vagina si trasformano in una bocca infernale con denti affilati e aguzzi che divorano ogni cosa. Una dea Germanica, la dea Hel, spesso viene raffigurata come una enorme bocca spalancata che divora ogni cosa; come dimostra la scultura Anime nelle fauci infernali, una scultura realizzata per un seggio di coro durante il Medioevo, in Francia (10). Del resto nella lingua Anglosassone, che prende in prestito molte parole Germaniche, la parola inferno è Hell, la quale deriva proprio dalla dea Germanica Hel, dalla quale deriva la parola Tedesca Holle, cioè Inferno (11). Ed anche significativo a questo proposito, ricordare che tutti i popoli, tutte le mitologie e tutte le religioni, compresa quella cristiana, il regno degli Inferi è sempre stato rappresentato sottoterra e sotterraneo, come l’inconscio, dal quale provengono tutte le minacce per la coscienza maschile situata nel superiore.  Soltanto il vero Eroe può sottrarsi dall’essere divorato dalle tremende fauci spalancate, che in antico Scandinavo il termine spalancarsi si indica con la parola Ginen, dalla quale derivano le parole Ginon e Geinon (12).

Tutte queste rappresentazioni del Femminile Terribile sono anche delle rappresentazioni in modo parallelo della parte negativa dell’inconscio, il quale può benissimo essere simboleggiato dal ventre immenso delle balene, dalle profondità degli oceani, dalle profondità delle acque primordiali dove dimorano i mostri marini preistorici come Mosasauri, Pliosauri e Plesiosauri. Ma la raffigurazione del Femminile Terribile non termina qui. Così come sono state raffigurate. Le tre Grazie, dal pittore Italiano Raffaello Sanzio (1483 – 1520) nel suo dipinto omonimo (1503 – 1504), e riprese dallo scultore Antonio Canova (1757- 1522), le quali rappresentano il femminile Apollineo, nella mitologia Greca esistono la controparte oscura delle tre Grazie: Le tre Graie, i quali nomi sono Morte, Angoscia e Terrore. Esse dimorano nelle oscurità degli abissi degli Oceani e sono le sorelle della Dea Medusa e della Gorgone, altri mostri che raffigurano il Femminile Terribile e Oscuro. Se le Arpie abitano il mondo terrestre, la Medusa, la Gorgone e le tre Graie abitano il mondo degli abissi e quindi dimorano nelle oscurità dell’inconscio negativo.

La nostra cultura è una cultura dove il femminile Terribile Dionisiaco e Oscuro domina la scena mascherato da Apollineo: non facciamoci ingannare se ancora vediamo presunte donne apollinee come alcune attrici, madonne con il bambino e fanciulle apparentemente innocue. Sono soltanto delle maschere fittizie. Togliendosi la maschera Apollinea esce il vero volto delle Gorgoni, delle Arpie e delle Graie. Oggi il Femminile Terribile Dionisiaco e Oscuro è più presente di prima: lo si può osservare nel fenomeno sempre più dilagante dell’industria del porno, dove le porno attrici non sono altro che delle dee Terribile e Dionisiache,  nel cinema Horror, il quale sembra essere un genere cinematografico che non conosce crisi, nella paura e angoscia che i media di continuo iniettano nella vita delle persone, che sempre più lontani da veri individui unici, sono sempre più vicini alla massificazione, alla folla e al rituale orgiastico delle masse mosse soltanto dagli istinti primari ( sessualità e  nutrizione ),  nello Scientismo stupido e materialistico, nel Femminismo Misandrico e tossico che sta invadendo ogni ambito della società e della cultura, nel Politicamente Corretto , che come un’ energia oscura e castrante ha intossicato la mente della maggior parte dei cosiddetti Intellettuali che affollano i salotti del Mainstream e del Pensiero Unico Dominante,  e nel Gender- Fluid, una Ideologia malata che sta iniettando la convinzione che non esiste una propria identità sessuale e che un sesso può tranquillamente trapassare nell’altro. 

Riporto un piccolo aneddoto che riguarda la mia città, perché mi sembra importante per il collegamento delle forze risvegliate della Dea Madre Terribile. Dal 13 al 15 ottobre 2022, nella mia città di Marsala, si è svolto un festival che ha coinvolto circa 40 scuole di tutto il sud Italia. Il tema dominante è stato ovviamente la tecnologia e il digitale, che sono le due grandi forze titaniche della Grande Madre risorta.  Ebbene, a conferma di ciò, il programma nei suoi loghi ha portato lo stemma formato da due D: cioè Donna e Digitale (D/ D). Penso che non ci siano dubbi su quali siano le forze che agiscono nella nostra epoca.

Ma la nostra cultura è satura di Horror, ed è da questo di vista, una delle epoche più oscure e tenebroso. Molti studiosi concordano nel ritenere che la civiltà più bella e carica di bellezza è quella di Creta. Sul finire del Neolitico, tra la Preistoria e la storia, l’isola di Creta ha elaborato una cultura carica di bellezza e di splendore, con dipinti, sculture e simboli pieni di bellezza e serenità. Se l’epoca di Creta è stata caratterizzata dall’ Apollineo, la nostra cultura è caratterizzata dal Dionisiaco.  Anche se tuttavia, è doveroso sottolineare, che la civiltà orientale di Gobekli Tepe, fiorita intorno al Decimo millennio A. C. / 12. 000 A. C., in Turchia, molto probabilmente la più antica civiltà Neolitica che sorse subito dopo la Glaciazione di Wurm, la più grande glaciazione in assoluto, è caratterizzata, in base alle scoperte artistiche e archeologiche, da una pulsione di Thanatos, e quindi di morte, molte forte. Molti megaliti scoperti nel sito archeologico raffigurano avvoltoi che sembrano giocare con le teste dei morti. A questo punto dobbiamo chiederci se la civiltà umana inizia con il lato Dionisiaco, e se quindi nelle epoche umane, se si esclude la fase Apollinea della civiltà di Creta, non sia stato il lato oscuro a predominare.

Foto: Jacques Francois Courtin, Dioniso consegnato alla ninfa Nisa, Museo delle Belle Arti di Arras

18 gennaio 2023

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