Il lato oscuro del femminile e l’Apollineo e il Dionisiaco: uno studio sulla duplicità della Natura e dell’esistenza [3]

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di Fabrizio Manco

Parte terza: la Natura e gli opposti: la sua duplicita’ tra l’Apollineo e il Dionisiaco. 

Il mondo e la natura sono caratterizzati dal doppio, dagli opposti e dalla duplicita’: Ecco spiegato la presenza dell’Apollineo e del Dionisiaco.  Tuttavia, bisognerebbe chiarire e capire quale opposto si è originato per primo, o se un opposto deriva da un altro e viceversa. In tutti i miti Cosmogonici, quindi in tutte le Cosmogonie, compaiono gli opposti come il cielo e la terra, le acque e il fuoco, le tenebre e la luce, il mattino e la sera.  Sembra proprio che tutta la Creazione presso ogni popolo e ogni cultura, abbia bisogno degli opposti per creare il mondo.

Nel mito Cosmogonico Giudaico/ Cristiano, rappresentato dai primi capitoli della Genesi, gli opposti sono molto presenti:

“In principio Dio il Cielo e la Terra. La terra era informe e deserta e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse:” sia la luce!”, e la luce fu.  Dio vide che la luce era buona e separò la luce dalle Tenebre. Dio chiamò la luce giorno e le Tenebre notte. E fu sera e fu mattina.  Secondo giorno. Dio disse:” le acque che sono sotto il cielo si raccolgono in un unico luogo asciutto “…  E così avvenne. Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque mare “…. (25) .

Nella filosofia Occidentale, è nel filosofo Presocratico Eraclito di Efeso che possiamo trovare gli opposti come essenza del reale e della realtà, la quale viene concepita da Eraclito di Efeso (535 – 575 A. C.) come una divinità. In un frammento molto conosciuto, proveniente dall’opera Sulla Natura, si legge che:

“La divinità è giorno e notte, inverno e estate, guerra e pace, sazietà e fame. Ed essa muta come il fuoco “(26).

Questo passo di Eraclito l’oscuro, fa capire come il Cosmo, il nostro mondo conosciuto e tutta la Natura si basano su questo rapporto molto stretto tra i due opposti. Sono gli opposti quindi per Eraclito di Efeso a creare il mondo manifestato. Ecco perché per gli Alchimisti questa dualità è duplicita’ del mondo viene raffigurata dall’ Uroboro, cioè il Drago/ Serpente che si morde la coda, il quale simbolo lo troviamo raffigurato già in un testo di una certa Cleopatra l’alchimista, vissuta nel Terzo/ Quarto secolo D. C. E sempre l’alchimia, attraverso un testo, la leggendaria Tavola Smeraldina, afferma che tutto il mondo e la cosa unica sono creati dal rapporto di ciò che è in alto e di ciò che è in basso, poiché tutto ciò che è in basso è uguale a tutto ciò che è in basso (27).

Tuttavia, gli opposti possono trovarsi a sfociare l’uno nell’ altro, e in questo caso si parla di Enantiodromia.  Concetto Junghiano, concepito da Jung ma anticipato da Eraclito di Efeso nella rappresentazione del Cosmo come un eterno divenire e trasformazione, e ripreso dalla sua allieva Marie Louise Von Franz nel suo libro I miti di Creazione, il termine Enantiodromia, prende in prestito le parole greche di Enantios, che significa Opposto, e Dromos, che significa Corsa.  Letteralmente, quindi, il termine Enantiodromia significa “Corsa verso l’opposto. Come spiega Carl Gustav Jung nel suo Mysterium Coniunctionis (28) in ogni cosa può essere presente il suo contrario. Nel bene può nascondersi il male e nel male può nascondersi il bene. La stessa concezione della realtà si trova nel pensiero Taoista dello Yin e Yang.  

Marie Louise Von Franz (1915- 1998), nei Miti di Creazione scrive che:

“… la realtà umana, vale a dire la realtà della coscienza, è descritta, nei vari tipi di creazione, come un fenomeno mediano situato fra i due poli. Gli dèi del centro della terra sono in realtà dei del cielo dotati di una strana qualità terrestre.  Vediamo dunque esemplificativa la realtà degli opposti, che sappiamo essere tipica di tutti i fenomeni psicologici. È il concetto di Enantiodromia, secondo il quale un opposto si trasforma nel suo contrario. Appena un fenomeno psichico tocca un estremo, comincia, in modo occulto, ma poi sempre più evidente, a manifestare il suo aspetto opposto “(29).

Nell’ Universo, tutto è in continuo mutamento: dalla Nascita alla Morte e dalla Morte e dalla Rinascita, ogni cosa sembra seguire il principio dell’Enantiodromia. Infatti, non mi convince la rappresentazione dicotomica del mondo in amore e in odio.  Ogni cosa nell’universo si trasforma neo-suo contrario e così anche per l’amore. L’amore, nella sua forma più elevata si trasforma nell’odio più distruttivo: quante storie di amore, all’inizio intense, si sono trasformate in relazioni tossiche e distruttive dalle quali fuggire. E in quante storie di amore apparentemente sublimi e pure, si nascondono pulsioni orgiastiche, di sesso estremo e perversioni estreme. E poiché ogni cosa è caratterizzata dall’Enantiodromia, ecco che l’amore puro, cioè il vertice dell’amore, si trasforma nel suo opposto, cioè l’odio, o nel sesso più arido e asciutto.  Ed ecco che l’acqua da bollente passa allo stadio solido del ghiaccio….

Come fa notare la Von Franz (30), la realtà di tutti i contenuti, che vanno dalle Cosmogonici fino allo studio delle Particelle gemelle o Elettroni gemelli per la teoria dell’origine del Cosmo formulata dal fisico Francese Paul Andrien Maurice Dirac (1902- 1984), rivela un legame e parallelismo stupefacente. Praticamente le scoperte nel campo della Fisica e della Microfisica, hanno dimostrato che ogni particella ha la sua antiparticella. Il che è sorprendente perché spiega non solo che tutto l’universo conosciuto sia nato attraverso gli opposti, ma che ogni volta che un individuo ha cercato di spiegare la formazione e la struttura della realtà e del reale, ha utilizzato la dualità.  Essa è insita quindi nella materia fin dai tempi primordiali. A questo punto dobbiamo chiederci se il Dionisiaco e l’Apollineo possano trasformarsi nei loro corrispettivi contrari. Se tutto nell’ Universo segue la legge dell’Enantiodromia, non vedo il motivo per il quale questi due opposti debbano fare diversamente. L’ Apollineo è sicuro che può trasformarsi nel suo contrario.  Mentre il Dionisiaco può rimanere nascosto dietro l’Apollineo.

Se analizziamo per un attimo la storia della terra e della vita, gli inizi della terra furono caratterizzati dalla furia distruttiva degli elementi. I primi milioni di anni della terra sono stati classificati non a caso con il termine Adeano, epoca della terra primordiale nella quale ha dominato la lava vulcanica incandescente. Da qui il nome di Adeano, per indicare il periodo della terra più infernale in assoluto. Ade nella mitologia greca è il dio degli Inferi. L’epoca dell’Adeano fa parte del Precambriano, e classificata nel 1972 dal geologo Preston Cloud, va da 4 miliardi e 600 milioni di anni, cioè dai primi istanti della formazione della terra, fino a 4 miliardi di anni fa, epoca nella quale inizia l’Archeano. Ebbene l’Adeano è l’epoca più Dionisiaca della storia della terra. Pur tuttavia nel Precambriano entra in scena l’Apollineo, con l’acquietarsi delle eruzioni vulcaniche e il sorgere delle prime forme di vita. Le prime forme di vita apparse circa 600 milioni di anni fa erano essenzialmente batteri e cellule procariote. Durante il Proterozoico superiore, circa 620 / 550 milioni di anni fa, comparvero le primissime forme di vita pluricellulari che però erano una via di mezzo tra le piante e gli animali. Tali forme di vita sono conosciute con il nome di Fauna di Ediacara, e furono trovate nell’ Australia, nel Sudafrica sudoccidentale e in Inghilterra. 

La separazione nel regno degli animali (Animalia, Linnaeus, 1758 / Metazoa, Haeckel,) e nel regno delle piante (Plantae, Linnaeus, 1758), inizia nel periodo compreso tra la fine dell’Ediacariano e l’inizio del Cambriano, epoca nella quale apparvero i Trilobiti (Trilobita e la Fauna di Burgess, come gli Anomalocaris, le Opabinie e le Wiwaxia. Ecco che in questa epoca compare per la prima volta nella vita biologica la duplicita’ e dualità: animali e piante, maschio e femmina compaiono nel mondo.

Tuttavia, con la duplicita’ biologica entra in scena di nuovo il Dionisiaco, soprattutto per quanto il rapporto tra prede e predatori. Come afferma il medico e neurologo Inglese Oliver Sacks ( 1933- 2015), nel suo bel libro Il fiume della coscienza, è proprio durante il Cambriano,  circa 542 milioni di anni fa, che i mari molto tranquilli del Precambriano ( io li definirei Apollinei ), si trasformarono lentamente in una spietata giungla formata da predatori e prede, mentre le spugne avviarono una regressione verso la vita vegetale, i predatori come le Anomalocaris, evolsero sempre di più organi di senso, capacità di memorie e menti sempre più articolati ( 31). Il Dionisiaco sarà quindi il protagonista dei successivi 400 milioni di anni della vita sulla terra. Ed è soprattutto nei mari e negli oceani che il Dionisiaco, attraverso l’evoluzione di creature bizzarre e feroci, ha manifestato il suo aspetto. Le acque nascono insieme al Dionisiaco.

Tuttavia, nel processo di Individuazione interno dell’Individuo, collegato al processo di individuazione alchemico, avviene una sorta di regressione (32): se nell’ evoluzione biologica e nelle Cosmogonie, si inizia dalla materia inorganica come la terra, le acque, le rocce, i pesci, gli anfibi, i rettili e gli animali superiori come gli uccelli i mammiferi e la specie umana, nel processo alchimico interiore, l’evoluzione è al contrario: è quindi rovesciata.  Si inizia allo stadio della Nigredo, corrispondente agli animali superiori e più feroci e selvaggi, come orsi, leoni, lupi, cinghiali, leopardi, e scendendo appaiono i pesci, i vegetali, le acque, le rocce e i minerali. Si inizia quindi dal Dionisiaco, rappresentato dagli animali feroci che raffigurano gli istinti primordiali e si arriva alle rocce e ai minerali, cioè all’ Apollineo. E questa regressione, inoltre, non è altro che una teoria della Ricapitolazione al contrario. 

Dopo Eraclito di Efeso, il primo a comprendere che la Natura si basa sugli opposti è stato Jacob Bohme ( 1575- 1624 ) , il ciabattino di Gorlitz, analfabeta, mistico ,teologo e filosofo Tedesco, il quale a 37 anni, contemplando un vaso contenente zinco posizionato sopra un armadio, scrive di getto Aurora consurgens ,  cioè Aurora nascente ( ma da non confondere con l’altro testo omonimo alchemico attribuito forse a Tommaso D’ Acquino ) , nel quale con un linguaggio forte , frenetico e robusto descrive il mondo e l’universo come formati da due qualità opposte : la qualità del bene e la qualità del male. Bohme le intende come due polarità estreme, ma entrambe essenziali per lo sviluppo della vita sulla terra è sull’intero universo. Le stelle, gli esseri viventi e i corpi celesti, sono soggetti a queste due forze zampillanti:

“Ma la natura ha due qualità in sé: una degna di lode, celeste e santa, e l’altra rabbiosa, infernale “(33).

Come fa notare la curatrice dell’unica edizione italiana del testo di Bohme, queste due forze, sono in continuo ribollire e zampillare (34).  La parte della Natura che Bohme chiama degna di lode, santa e celeste, è il lato Apollineo della natura, la parte infernale e rabbiosa è la parte Dionisiaca della Natura. Bohme prosegue affermando che in tutta la natura dominano e sgorgano sia il bene che il male, e che gli esseri umani e tutti gli esseri viventi sono un impasto di entrambe le forze.  Ed è molto bello il termine che Bohme usa per descrivere la parte Dionisiaca della Natura: Forza rabbiosa e Infernale (35). Infatti, il Dionisiaco è proprio questo: una forza rabbiosa, infernale e che ribolle di continuo: come la lava dei vulcani e il magma del centro della terra. Mentre il lato Apollineo è una forza sublime e celestiale. La concezione della Natura di Bohme, tuttavia, non sembra seguire la legge della ‘ Enantiodromia, perché il Bene e il Male sono mescolati assieme. Anche il pensiero di Bohme da questo punto di vista sembra avvicinarsi al pensiero Taoista dello Yin-yang. E la cosa più sorprendente dello Yin-yang è che il lato Yin, che sarebbe il lato oscuro, contiene il femminile, la luna e la notte, mentre lo Yang, è il lato positivo, e contiene il principio maschile e la luce. 

Ma il lato Apollineo, seguendo il principio dell’Enantiodromia, può trasformarsi nel Dionisiaco, ciò vuol dire che il lato Apollineo del Femminile è un confine molto labile, in quanto se si raggiunge il picco del sublime, automaticamente si scende nel Dionisiaco e nel lato infernale e rabbioso della Natura e del Femminile. 

 

Note bibliografiche:

(1) Fabrizio Manco: La magia e il Fantasy parte 3: Manco, Fabrizio (2022). La magia e il Fantasy parte 3: “Coraline e la porta magica “: simbologia e significati nascosti.  Ars Docendi, Settembre 2022, numero 12.

(2) Erich Neumann, La grande Madre: Fenomenologia delle Configurazioni femminili dell’Inconscio; Edizioni Astrolabio, pag. 151.

(3) Erich Neumann, Ibidem….

(4) Erich Neumann, Ibidem, pag. 152….

(5) Neumann, Ibidem pag. 153….

(6) Neumann, Ibidem, pag. 153…

(7) Neumann, Ibidem, pag. 153, 154, figure pag. 155.

(8) Neumann, Ibidem, pag.  172, figura 39.

(9) Neumann, Ibidem, pag. 172, figura 40.

(10) Neumann, Ibidem, tavola 81.

(11) Neumann, Ibidem, pag. 173.

(12) Neumann, Ibidem, pag. 173.

(13) Neumann, Ibidem, schema 3.

(14) Neumann, Ibidem, pag. 116/ 116/ 118/ 119.

(15)  Eraclito di Efeso, frammento 36: nella raccolta di Hermann Diels e Walther Kranz; I Presocratici: Testimonianze frammenti, edizione Bompiani, a cura di Giovanni Reale, Milano 2006, traduzione di Maurizio Migliori. 

(16) J. R. R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’anello, Cap. Lo specchio di Galadriel, Edizioni Bompiani, 2000, traduzione di Vittoria Alliata di Villafranca. 

(17) per un chiarimento della separazione tra la letteratura cosiddetta Fantastica e la letteratura cosiddetta per adulti, si può leggere un mio articolo in merito, pubblicato su “Il pensiero mediterraneo “, il 22 Novembre 2022, dal titolo “Il Transumanesimo e la letteratura Fantastica: una riflessione sul futuro dell’umanità “.

(18) Aleksander Gel ‘ Evic Dugin: Introduzione a Noomachia: lezione numero 1: Noologia, uno studio sulla struttura dell’intelletto, pubblicato su Geopolitica.ru

(19) AleKsand Gel ‘Evic Dugin, Ibidem……

(20) Aleksander Gel’Evic Dugin Ibidem……

(21) Erich Neumann, Ibidem, pag. 175….

(22) Erich Neumann, Ibidem, pag. 176….

(23) Erich Neumann, Ibidem, pag. 176….

(24) Erich Neumann, Ibidem, pag. 180….

(25) da “La sacra Bibbia”: La Genesi, capitoli 1- 2….

(26) I Presocratici, Testamento e frammenti, nella raccolta di Walther Kranz e Hermamn Diels, Edizioni Bompiani, Milano 2006, a cura di Giovanni Reale.  Traduzione di Maurizio Migliori.

(27) La Tavola Smeraldina….

(28) Carl Gustav Jung; Mysterium Coniuctionis, Edizioni Bollati Boringhieri. 

(29) Marie Louise Von Franz, I miti di Creazione, pag. 47, Edizioni Bollati Boringhieri, traduzione di Silvia Stefani, Torino.

(30) Marie Louise Von Franz, Ibidem, pag. 78- 79….

(31) Oliver Sacks, Il fiume della coscienza, Edizioni Bollati Boringhieri, 2018.

(32) Marie Louise Von Franz, I miti di Creazione, pag. 227…

(33) Jacob Bohme, Aurora nascente, pag. 132, a cura di Cecilia Muratori, edizione Mimesis, Milano.

(34) Jacob Bohme, Ibidem, pag. 85….

(35) Jacob Bohme, Aurora nascente….

Foto: Idee&Azione

20 gennaio 2023

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