Il ministero degli Esteri tunisino respinge le affermazioni di Israele sui piani di normalizzazione

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di Redazione di The Cradle

Il Ministero degli Esteri tunisino ha respinto le notizie diffuse dai media israeliani, secondo cui Tunisi avrebbe avviato colloqui con Tel Aviv per una possibile normalizzazione delle relazioni.

Il ministero ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma di non essere interessato a stabilire legami diplomatici con Tel Aviv.

Il presidente tunisino Kais Saied ha dichiarato che il popolo tunisino sosterrà sempre i palestinesi nella lotta per i loro diritti, a partire dalla creazione di uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme come capitale.

Secondo le autorità tunisine, i siti web israeliani pubblicano ripetutamente voci nel tentativo di screditare l’immagine internazionale della Tunisia e la sua posizione sul conflitto palestinese.

Durante la campagna elettorale del 2019, il presidente Saied ha definito la normalizzazione con Tel Aviv un alto tradimento.

Numerosi gruppi di opposizione tunisini hanno attribuito i problemi economici del Paese al rifiuto di stabilire legami con Israele, sebbene le autorità abbiano respinto tali critiche.

Diverse nazioni arabe si sono recentemente mosse per criminalizzare i legami con Israele, dopo che Marocco, Emirati Arabi Uniti e Bahrein hanno firmato i cosiddetti Accordi di Abramo nel 2020.

Il mese scorso, l’Iraq ha effettivamente approvato una legge che rende la normalizzazione dei legami con Israele un crimine. La decisione di Baghdad è stata seguita da Yemen e Algeria che hanno annunciato i loro piani per criminalizzare qualsiasi forma di normalizzazione con Israele.

Il Governo di Salvezza Nazionale (NSG) dello Yemen ha presentato una proposta di legge che criminalizza ogni forma di normalizzazione dei legami con Israele il 3 maggio.

Una settimana prima, il 17 maggio, i legislatori algerini hanno presentato un appello simile al loro parlamento, che includeva anche il divieto di viaggiare o di avere contatti diretti con Tel Aviv.

Il documento è ancora in fase di revisione da parte della prima camera del Parlamento algerino e dell’Ufficio Iniziative Parlamentari dell’Assemblea Nazionale del Popolo.

Pubblicato su The Cradle 

Traduzione a cura di Costantino Ceoldo

Foto: Katehon.com

12 giugno 2022