Il perno dell’Arabia Saudita verso l’Oriente

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di Abdel Bari Atwan

Il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, Adel al-Jubeir, ha approfittato della sua partecipazione al vertice sul clima COP 27 di Sharm al-Sheikh, dove rappresentava il suo Paese, per annunciare che il presidente cinese Xi Jinping visiterà il regno nella seconda metà di dicembre per discutere del rafforzamento del commercio e della sicurezza regionale, due questioni prioritarie per entrambe le parti.

La tempistica dell’annuncio ha coinciso con l’arrivo del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden al raduno, in un momento di tensioni nelle relazioni tra Arabia Saudita e Stati Uniti dovute soprattutto alle divergenze sulla produzione di petrolio. Jubeir, che agisce per conto del principe ereditario e sovrano de facto Muhammad Bin-Salman, potrebbe aver deliberatamente inviato il messaggio che l’Arabia Saudita ha preso una decisione e continuerà a orientare il proprio orientamento strategico verso est, in particolare verso l’emergente superpotenza cinese.

Le autorità saudite sono ora impegnate a preparare un’accoglienza senza precedenti per il leader cinese, che eguaglierà, se non supererà, quella riservata a Donald Trump nel 2017. I rapporti suggeriscono che parteciperà anche a un vertice Cina-Golfo (la sua visita coincide con l’incontro annuale dei leader dei sei Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo). Potrebbero essere invitati anche altri governanti arabi, come il presidente egiziano Sisi e il re giordano Abdullah.

La Cina è già il principale partner commerciale dell’Arabia Saudita e il volume degli scambi e degli investimenti è in costante aumento, soprattutto a favore dell’Arabia Saudita grazie al volume delle sue esportazioni di petrolio.

L’Arabia Saudita ha anche ottimi legami con la Russia, come dimostrato chiaramente dall’accordo OPEC+ per limitare l’aumento della produzione di petrolio che ha tanto irritato gli Stati Uniti e i suoi partner europei. Rafforzando i legami con la Cina, oltre che con la Russia, e chiedendo di entrare nel gruppo BRICS e nell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, l’Arabia Saudita sta prendendo decisamente le distanze dall’Occidente e dagli Stati Uniti, nonostante tutte le dichiarazioni ufficiali che affermano il contrario e la forza delle relazioni tra Arabia Saudita e Stati Uniti.

Non sappiamo ancora quale sarà la risposta degli Stati Uniti a questa mossa. Biden potrebbe considerarla una provocazione. Ci sono stati molti accenni al fatto che gli Stati Uniti potrebbero imporre sanzioni al Regno: dalla legge sul NOPEC che contesta l’OPEC a guida saudita come cartello, alla legge JASTA che minaccia il Regno di subire cause legali per gli attentati dell’11 settembre, ad altri accenni al fatto che i suoi investimenti negli Stati Uniti, per un valore di 800 miliardi di dollari, potrebbero essere congelati.

Quello che sappiamo è che Jubeir ha dichiarato in un’intervista alla Reuters che il Regno sta dando priorità ai propri interessi e al proprio popolo. Ciò implica che è sulla strada per liberarsi di 70 anni di dominio statunitense e per entrare a far parte del nuovo ordine mondiale guidato da Cina e Russia.

Consiglierei al presidente cinese di seguire un corso rapido per eseguire la tradizionale danza della spada saudita ‘ardha. Potrebbe essere la componente più importante dei festeggiamenti organizzati per accoglierlo, con i leader dell’Arabia Saudita e degli altri cinque Stati del Golfo che ballano insieme a lui.

Traduzione a cura della Redazione

Foto: Katehon.com

23 novembre 2022

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