Il piano USA fallisce in Ucraina

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di Luciano Lago

Il fallimento della strategia occidentale nella guerra contro la Russia è ormai evidente. Sul fronte ucraino l’esercito di Kiev, nonostante le enormi forniture di armi ed attrezzature inviate dalla NATO, si trova ormai prossimo al collasso, accerchiato dalle forze russe, quello che rimane dei reparti ucraini nel Donbass, sono ormai intrappolati a Severodonetsk e Slavyansk, nell’area di Lugansk e la regione del Donbass è quasi totalmente sotto il controllo russo. Il corridoio terrestre fra la Crimea e il Donbass è ormai stabilito e Mosca non tornerà indietro, che piaccia o no agli occidentali.

Le sanzioni occidentali contro la Russia non solo non hanno portato ad un indebolimento dell’economica Russia ma anzi l’hanno rafforzata, facendo incrementare e moltiplicare le entrate della Russia grazie all’aumento dei prezzi energetici. Il rafforzamento del rublo testimonia tale effetto che è esattamente l’opposto a quanto speravano gli USA e la UE. Effetti negativi delle sanzioni anche nel settore del commercio alimentare. Considerando che la Russia in tale settore è il maggior esportatore di grano e controlla buona parte delle esportazioni non solo del grano, ma anche dei cereali, orzo, mais, olio girasole, fertilizzanti, fosfati, ed altri alimenti base, questo ha messo in crisi le catene degli approvvigionamenti mondiali. Un effetto boomerang per i paesi occidentali che pensavano di mettere in crisi la Russia e si sono messi in crisi da soli. L’aumento dell’inflazione ed il rincaro dei prezzi di tutto, dall’energia agli alimenti, stanno mettendo in seri problemi i paesi europei che avevano decretato le sanzioni alla Russia, adeguandosi alle decisioni dell’Amministrazione Biden, senza valutare le conseguenze negative che ne sarebbero derivate.

Patetico il tentativo della propaganda occidentale di incolpare la Russia per la crisi alimentare che è invece conseguenza diretta delle sanzioni occidentali e della scelleratezza dei governi europei, accodatisi come pecore ubbidienti alle direttive di Washington. Queste decisioni sono prese da una classe politica che non si è preoccupata e non ha saputo prevedere l’impatto di tali provvedimenti sulle proprie società.

Le conseguenze di crisi e carestia si moltiplicano a macchia d’olio anche nei paesi più fragili, dal Medio Oriente all’Africa. Si preannunciano rivolte sociali e insicurezza diffuse con forte aumento dell’immigrazione di masse di arabi ed africani sospinti dalla fame verso le coste europee.

Tutta la disinformazione e le fake news sulla guerra e la propaganda occidentale non possono nascondere la realtà che si evidenzia mano a mano che passano le settimane.

Gli stessi esponenti europei adesso iniziano timidamente ad ammettere che il governo di Kiev, per far terminare la guerra, dovrebbe fare delle concessioni territoriali, come lo stesso Stoltenberg (segretario della NATO) ha dichiarato da ultimo. Trovare un accordo con la Russia diventa una necessità che non si può procrastinare.

Diventa necessario anche per le autorità di Kiev riconoscere l’ineluttabilità delle cessioni territoriali del Donbass e della Crimea che non potranno mai più ritornare sotto il governo di Kiev, che siano d’accordo o meno Zelensky e la sua cricca. 

Uno scenario plausibile sarebbe che la Russia trasformi l’Ucraina in un “conflitto congelato” una volta che l’attuale fase della guerra raggiunga i confini amministrativi del Donbass, e incorporando Kherson.

In ogni caso, se si aprirà una trattativa, questa sarà tra Washinton e Mosca e la dirigenza Ucraina dovrà prendere o lasciare, non avendo alcun potere contrattuale nella guerra per procura condotta dalla NATO contro la Russia a mezzo degli ucraini.

La stessa Ucraina è un paese fallito e super indebitato che si avvia a perdere la sua statualità ed a essere smembrato fra Polonia e altri paesi. La politica di asservimento totale agli interessi degli anglo USA, praticata da Zelensky ha prodotto risultati nefasti per l’Ucraina ed il suo popolo che ha subito enormi perdite umane.

Il “pupazzo” degli USA a Kiev, dovrà risponderne e le sue sceneggiate, targate Hollywood, non basteranno a salvargli la pelle.

Per gli Stati Uniti è un nuovo disastro della politica estera dettata dai guerrafondai di Washington. Speravano di indebolire e disarticolare la Russia ma, ancora una volta, sono rimasti scottati dalla reazione e dalla contromossa di Putin con la sua “operazione speciale”.

Una dura lezione che ha messo in allarme anche la Cina di Xi Jinping, il quale ha ben compreso che, il prossimo obiettivo è lui. Tuttavia i cinesi, quali principali competitor di quella che una volta era la supremazia USA, non si faranno sorprendere e si stanno già preparando a dare la giusta risposta al prossimo tentativo egemonico degli Stati Uniti.

Foto: Controinformazione.info

16 giugno 2022