Il ruolo ridimensionato di Elon Musk nel conflitto ucraino presenta opportunità uniche

image_pdfimage_print

di Andrew Korybko

Oggi tutto il mondo parla di Elon Musk, la persona più ricca del pianeta, noto soprattutto per essere l’amministratore delegato di Tesla, SpaceX e altre visionarie aziende tecnologiche. La sua recente proposta di risolvere pacificamente il conflitto ucraino ha provocato la piena ira dei sostenitori occidentali dell’ex repubblica sovietica in disfacimento, che lo hanno accusato maliziosamente di essere un cosiddetto “agente russo”. Questa falsa idea è stata pretestuosamente rafforzata nelle menti di molti dopo che egli ha chiesto al Pentagono di pagare il conto dei terminali Internet satellitari Starlink che ha donato a Kiev.

Questo sviluppo ha seguito di poco il furore per i suoi sforzi “politicamente scomodi”, ma oggettivamente ben intenzionati, per evitare che il conflitto ucraino degenerasse fino a sfociare in una guerra nucleare tra Russia e Stati Uniti. Il fondatore di Eurasia Group Ian Bremmer ha scandalosamente affermato che Musk gli avrebbe detto di aver parlato con il Presidente Putin prima di pubblicare un sondaggio su Twitter, cosa che il multimiliardario ha prontamente smentito. Ciononostante, molti hanno avuto l’impressione che questo visionario non sia poi così saldamente a favore di Kiev come si pensava all’inizio.

Considerando tutto ciò che è accaduto di recente, non c’è dubbio che Musk abbia assunto un ruolo di primo piano nel conflitto ucraino. Per il semplice fatto di essere la persona più ricca del pianeta e di essere di nuovo in procinto di acquistare Twitter, la principale piattaforma di social media al mondo, ha già un’immensa influenza globale. Se si considera il ruolo indispensabile di Starlink nel mantenere le comunicazioni militari di Kiev nel corso della guerra per procura contro la Russia condotta dagli Stati Uniti e la sua proposta di pace, è chiaro che si tratta di una forza da non sottovalutare.

Questo presenta opportunità uniche che nessuno poteva aspettarsi sarebbero emerse quando l’ultima fase di questo lungo conflitto è iniziata a fine febbraio. Per cominciare, si è presentato come una sorta di supereroe grazie al suo decisivo intervento tecnologico-militare nel donare così tanti terminali Starlink a Kiev, anche se ora è evidente, col senno di poi, che naturalmente si aspettava di ottenere un profitto più avanti e non era interessato a sovvenzionare indefinitamente il progetto per decine di milioni di dollari all’anno. Non c’è nulla di male in questo, anzi è un piano commerciale intelligente.

Contratti militari come quello che lui prevede sono una grande fonte di denaro, e in più potrebbero avere un’influenza indiretta sulla politica, per non parlare del prestigio. Così come si ritiene che le aziende produttrici di armi collegate al complesso militare-industriale (MIC) degli Stati Uniti esercitino una certa influenza sui funzionari pubblici, soprattutto attraverso il finanziamento di quei think tank della Beltway che sono noti per essere letti da loro, anche Musk potrebbe fare qualcosa di simile. Questa osservazione porta a pensare che Musk sia in parte guidato da motivazioni legate al prestigio, in particolare quelle legate alla sua immagine di supereroe negli ultimi anni.

Ciò che è così intrigante di Musk è che vuole sinceramente rendere il mondo un posto migliore, anche se le sue proposte – sia nella sostanza che nello spirito – non sono condivise da tutti i suoi sostenitori. Questo spiega perché ha sfruttato la sua impareggiabile influenza su Twitter per condividere la sua recente proposta di pace, che purtroppo ha scatenato innumerevoli persone del Miliardo d’oro dell’Occidente guidato dagli Stati Uniti, compresi i procuratori ucraini del blocco della Nuova Guerra Fredda. A proposito di quest’ultimo, l’ambasciatore ucraino in Germania ha detto notoriamente a Musk di “andare a farsi f***re”, cosa che lui ha suggerito sarcasticamente per spiegare le sue ultime mosse su Starlink.

La realtà, come ha rivelato la CNN, è che SpaceX aveva già inviato al Pentagono una lettera prima di quello scambio online, chiedendo di pagare il conto. I suoi piani commerciali, quindi, non erano ovviamente una reazione a quel diplomatico sboccato, anche se apparentemente si è divertito a suggerire scherzosamente che lo fossero per fare un punto di principio sul non mordere proverbialmente la mano che sta letteralmente fornendo alla propria parte le indispensabili comunicazioni satellitari. La reazione eccessiva che ha avuto la sua proposta di pace ha avuto anche un altro scopo, anche se involontario, ed è stato quello di mettere in luce la brama di guerra.

Musk è seriamente intenzionato a evitare che il conflitto ucraino si aggravi fino a sfociare in una guerra nucleare russo-statunitense, che quasi ingenuamente pensava fosse condivisa da tutti, visto che tutti gli uomini hanno un interesse evidente a perpetuare la propria sopravvivenza evitando l’apocalisse. Deve quindi essere rimasto sinceramente scioccato nel vedere l’odio tossico che la sua ben intenzionata proposta di pace ha generato dalla stessa parte i cui militari ha finora sovvenzionato per decine di milioni di dollari. Si può solo immaginare l’impatto che questo ha avuto sulla sua visione del mondo in evoluzione.

Ciò che è importante sottolineare in questo contesto è che tutto questo si è svolto nella sfera pubblica dei social media, che ha permesso a tutti di vedere quanto molti dei sostenitori di Kiev desiderino veramente la guerra, anche se ciò comporta un pericoloso flirt con l’apocalisse nucleare. Questo ha contrastato con forza l’immagine accuratamente coltivata di questa parte del conflitto ucraino, che è stata artificialmente prodotta dai media occidentali mainstream (MSM) guidati dagli Stati Uniti e dai principali influencer del mondo accademico, della società civile, dei media, della comunità politica, dei think tank, ecc.

È qui che l’influenza già smisurata di Musk diventa ancora più grande, dal momento che, ironia della sorte, è stato proprio uno dei più famosi sostenitori di Kiev – le cui donazioni hanno potenziato in modo significativo le sue capacità militari in modi che nemmeno il Pentagono stesso potrebbe fare, nonostante rappresenti le forze armate più potenti della storia dell’umanità – a smascherarli. L’inimmaginabile somma di denaro che è stata versata in questa campagna mondiale di gestione della percezione a sostegno di quella parte è stata immediatamente resa vana dopo che lui ha accidentalmente innescato i suoi sostenitori.

Ciò che è così significativo è che segna un punto di inflessione nella dimensione della guerra dell’informazione del conflitto ucraino, in cui le percezioni globali si sono inequivocabilmente spostate in una direzione “politicamente scomoda” per i guerrafondai dell’élite e i loro folli sostenitori. Questa era già una tendenza emergente prima del suo sondaggio, ma ora è irreversibile, facendo deragliare gli sforzi senza precedenti per manipolare l’opinione pubblica mondiale e in particolare quella del miliardo d’oro a sostenere questa guerra per procura nonostante i costi, compreso il rischio credibile di una guerra nucleare apocalittica tra Russia e Stati Uniti.

Se Musk non fosse stato un appassionato sostenitore di Kiev e non avesse letteralmente puntato su di lui sovvenzionandone l’esercito con decine di milioni di dollari prima di rendersi conto, in modo pragmatico, che si trattava di un’operazione finanziariamente insostenibile dal punto di vista economico, la sua proposta di pace, ben intenzionata, e il suo conseguente effetto sul ridisegnare la percezione globale del conflitto sarebbero caduti nel vuoto. Invece, proprio per l’immagine di supereroe a cui è stato associato negli ultimi anni e che è stata rafforzata dalle sovvenzioni di cui sopra, è oggettivamente considerato affidabile da molti.

È per queste ragioni che le accuse maliziose di essere un cosiddetto “agente russo” non reggono e sono anzi controproducenti per coloro che le lanciano, poiché non fanno altro che esporre ulteriormente tali forze come i folli guerrafondai che sono. Senza volerlo, Musk ha frantumato l’asse MIC-MSM e ha liberato letteralmente milioni di menti in tutto il mondo che ora vedono finalmente la verità su queste operazioni di gestione della percezione così come esistono oggettivamente, il che li rende naturalmente più suscettibili al suggerimento di rilanciare il processo di pace per prevenire l’escalation di questo conflitto.

E questo non poteva essere più tempestivo, visto che il Presidente turco Erdogan sta cercando di fare proprio questo, dopo aver ospitato in precedenza colloqui che alla fine sono falliti a causa di quella che, secondo gli stessi media ucraini, è stata la perniciosa influenza dell’ex Primo Ministro britannico Johnson nel sabotare quel processo. Per essere chiari, i calcoli commerciali finanziariamente ragionevoli di Musk riguardo a Starlink e al suo famoso sondaggio di pace su Twitter non sono stati coordinati con il leader mondiale, anche se questa pura coincidenza facilita comunque involontariamente gli sforzi ben intenzionati di quest’ultimo che la persona più ricca del mondo condivide.

Per concludere, la grande influenza di Musk sul conflitto ucraino può essere riassunta come una combinazione tra il suo indispensabile sovvenzionamento delle reti di comunicazione militare di Kiev e l’impatto che la sua proposta di pace ha avuto nel mandare in frantumi le operazioni di gestione della percezione guerrafondaia dell’asse MIC-MSM. La fortuna ha voluto che tutto ciò avvenisse in perfetto orario e coincidesse con un’altra spinta del Presidente Erdogan a rilanciare il processo di pace, che, in caso di successo, potrebbe consolidare l’eredità di Musk come supereroe della vita reale che, con il senno di poi, potrebbe anche aver evitato un’apocalisse nucleare.

Pubblicato in partnership su One World 

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Foto: Idee&Azione

16 ottobre 2022

Seguici sui nostri canali
Telegram 
Facebook 
YouTube