Il segreto di Frodo è la vittoria su se stesso

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di Belinda Bruni

Frodo Baggins è solo un piccolo hobbit della Contea; il destino gli fa ereditare suo malgrado l’Anello del Potere da suo zio Bilbo che lo aveva portato via a Gollum in una delle sue avventure.

Grazie all’Anello, Frodo, con l’aiuto del saggio stregone Gandalf, scopre il suo compito, prova dopo prova: distruggere l’Anello del Potere sul Monte Fato per salvare la Terra di Mezzo dall’oscurità.

L’incarico è stato affidato a lui, se lui fallirà nessun altro potrà portarlo a termine al suo posto.

È il suo fardello.

L’Unico Anello ha il potere di soggiogare chiunque lo indossi: nani, elfi e soprattutto gli uomini cadono sotto il suo dominio e sarebbero pronti a tutto per averlo e usarlo. Ma Esso risponde solo a Sauron e si serve di chi lo usa per tornare all’Oscuro Signore.

Soltanto Frodo sembra riuscire a portarlo al collo senza venirne soggiogato; non cede alla malvagità, né alla brama di dominare attraverso l’oggetto. Sa che deve arrivare sul Monte Fato e distruggerlo per salvare tutti i popoli liberi e nonostante il peso sempre più insostenibile mano a mano che si avvicina a Mordor, prosegue verso il suo destino.

Sauron sa che nessuno può resistere al potere dell’Anello, non può credere che qualcuno possa averlo, ma non voglia usarlo, possa tenerlo con sé, ma restare libero, seppur lottando con se stesso.

Non può nemmeno immaginare che una creatura della Terra di Mezzo possa portare l’Anello con la volontà di distruggerlo. La determinazione dell’hobbit e la sua capacità di tenere il controllo delle sue passioni depotenziano il potere dell’Anello. Per questo Frodo è invisibile agli occhi di Sauron: non può vederlo perché non può pensare che esista una creatura capace di tanto. Gandalf sa che l’ignoranza di Sauron verso il piano di distruggere l’Anello è il solo vantaggio che hanno contro il Male.

C’è solo un momento in cui Sauron infine vede Frodo ed è quando anche lui cade e cede. Proprio sul Monte Fato, ad un passo dalla distruzione del Male, l’hobbit dichiara che l’Anello è suo e non vuole distruggerlo. Frodo fallisce il suo compito e sarebbe preda del Male se la Grazia non si piegasse su di lui in soccorso per mezzo di Gollum, che gli strappa l’Anello e cade con esso dentro il Monte Fato, distruggendolo. La Grazia interviene quando la creatura ha compiuto tutto quello che era in suo potere e il compito supera le sue forze. Questo permette a Frodo di restare umile.

Se guardiamo oggi a noi uomini progrediti del 2022, cosa può insegnarci l’integrità di Frodo?

Ci troviamo nell’oscurità di due anni di emergenza dove “a causa” di un virus ci hanno privato della nostra precedente vita e di tutte le libertà che davamo per scontate. Ci sono state tolte in nome della paura e della sicurezza. Poi ci è stato detto che potevamo riaverle, ma solo a certe condizioni. La condizione prima è il sottoporsi ad un vaccino sperimentale dichiarato miracoloso e unica via per uscire dall’emergenza, e il possesso del lasciapassare verde che attesta non il nostro essere in salute, ma la nostra obbedienza alla nuova normalità. Senza passaporto verde ci hanno tolto prima lo svago, la cultura, lo sport, poi il diritto allo studio, al lavoro, poi la possibilità di movimento.

Il messaggio non è “con il greenpass sarai più sicuro”, ma “senza greenpass non potrai fare nulla”.

La tessera verde è il nuovo status, è il potere di riavere la vita indietro (a tempo, ma meglio di niente).

Appurato che l’uso del greenpass non è sanitario ma politico, su cosa conta il potere che lo impone? Sull’incapacità dell’uomo più progredito della storia di rinunciare alla sua vita di prima, al suo status sociale, ai suoi titoli, alle sue cose, ai suoi riconoscimenti, ai suoi vizi. L’uomo moderno non È nella sua essenza, ma HA molte cose materiali e immateriali che lo definiscono e gli danno la certezza di chi sia e quale sia il suo posto nel mondo. Senza di esse è nudo e spaventato.

La sola cosa che il potere non può immaginare è che esistano uomini capaci di rinunciare a tutti i loro possessi per tornare ad essere nella loro essenza. Liberi non solo davanti al potere, ma dalle proprie passioni. Solo questo ci rende invisibili al Male.

Il compito è arduo, supera le forze umane, ogni uomo prima o poi cadrà, ma se avrà compiuto il suo destino fino in fondo, la Grazia si piegherà su di lui. Questo è certo, anche se non è dato all’uomo sapere come.

C’è un’altra caratteristica dell’hobbit che ha molto da dire a noi uomini progrediti: se è vero che il fardello è solo di Frodo e nessuno può portarlo al suo posto, è altrettanto vero che Frodo non fa e non può fare tutto da solo. Nulla di Bene sarebbe potuto accadere se non ci fosse stata una Compagnia dell’Anello in cui ognuno ha fatto la sua parte, ha compiuto il proprio destino, ha accettato il ruolo che gli spettava rispondendo alla propria vocazione. Ognuno pronto a morire a se stesso per i compagni e per un Bene superiore.

La Compagnia dell’Anello sembra composta da un gruppo di creature “male assortite”, che apparentemente non c’entrano nulla le une con le altre, hanno in comune solo un compito “impossibile” da svolgere.

Sarà nel tempo e nel superamento delle prove che ognuno troverà il suo posto e il suo coraggio.

Oggi è il tempo delle Compagnie dell’Anello, dell’impossibile compiuto dai piccoli che rispondono ad una chiamata.

Nessuno si salva da solo. Il nostro Anello del Potere non è il greenpass o il desiderio di non morire, ma l’individualismo. Morire a se stessi è la sola strada per essere liberi.

Per questo siamo in un tempo di Grazia. Non saremmo capaci di rinunciare al nostro IO se non fossimo costretti, se non fosse questione di libertà o schiavitù, di vita o di morte.

Saremmo solo gli stessi uomini del XXI sec che si lasciano vivere, pieni di “cose”, vuoti dentro.

Foto: Alan Lee, Gandalf e Frodo, particolare

19 gennaio 2022