Il TPLF e i suoi patroni sono gli unici da biasimare per la rottura della tregua umanitaria

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di Andrew Korybko

“L’ultima offensiva terroristica del TPLF è intesa a punire l’Etiopia per i suoi successi estivi”, ma alcune forze insistono nell’accusare anche il governo etiope, universalmente riconosciuto e democraticamente eletto, per l’ultima serie di scontri. È proprio questa falsa rappresentazione degli eventi che il Ministero degli Esteri etiope ha respinto nella sua ultima dichiarazione condivisa sui social media. Il documento ha spiegato in modo conciso il contesto che ha portato il TPLF a rompere unilateralmente la tregua umanitaria di cinque mesi fa e ha concluso in modo toccante che “invitare entrambe le parti a porre fine al conflitto nega la realtà e rafforzerà ulteriormente il TPLF”.

Se non fosse stato per questo tacito sostegno che ha indiscutibilmente preceduto le ultime violenze, il TPLF non avrebbe mai osato fare irruzione in un magazzino delle Nazioni Unite e sequestrare 12 autocisterne piene di oltre mezzo milione di litri di carburante come il Programma alimentare mondiale (PAM) ha appena confermato. L’organizzazione ha condannato questo attacco contro la sua struttura umanitaria e ha avvertito che rischia di peggiorare il già difficile tenore di vita della popolazione della regione occupata dai terroristi. Il Direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Tedros Adhanom Ghebreyesus, che è un membro del TPLF, ha ignorato questi fatti quando ha affermato che i suoi parenti rischiano di morire di fame come parte di un implicito “genocidio”.

All’inizio di questo mese, il principale lobbista globale di questa organizzazione terroristica ha immoralmente giocato la carta della razza, ipotizzando falsamente che la diminuzione comparativa del sostegno della comunità internazionale alla causa del suo gruppo fosse puramente attribuibile al razzismo. Poiché non ha funzionato, ora sta cercando di manipolare le preoccupazioni umanitarie di persone ben intenzionate, omettendo qualsiasi riferimento all’incursione del TPLF contro il magazzino del PAM. Si concentra invece sull’ingannare tutti coloro che lo ascoltano, inducendoli a pensare erroneamente che la colpa sia del governo del suo Paese, mentre in realtà la colpa è solo del suo gruppo. Gli osservatori devono prendere coscienza di questo, perché non c’è paragone tra il TPLF e il governo etiope.

Il primo è stato designato come gruppo terroristico dalle autorità, mentre il secondo è universalmente riconosciuto dalla comunità internazionale come rappresentante democraticamente eletto del popolo della sua variegata civiltà. Spingere false equivalenze come stanno facendo alcune forze come Tedros e altri non è altro che una guerra d’informazione progettata per fuorviare il pubblico a cui si rivolge. Lo scopo di questa particolare campagna di propaganda è quello di creare artificialmente un ampio sostegno al loro complotto per intromettersi nel processo di pace guidato dall’Unione Africana (UA), dopo che questo organismo continentale e il governo centrale etiope si sono entrambi rifiutati di sostituirlo con alternative guidate dall’Occidente.

Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso per gli Stati Uniti e l’Egitto, che si sono resi conto che la loro guerra ibrida del terrore condotta dal TPLF contro l’Etiopia non aveva alcuna possibilità di raggiungere concretamente i suoi obiettivi, a meno che i loro proxy non avessero ripreso le ostilità in un disperato ultimo tentativo di costringere il governo multipolare del Primo Ministro Abiy Ahmed a fare concessioni unilaterali. A tal fine, stanno cercando di esercitare pressioni su di esso attraverso la già spiegata campagna di guerra d’informazione legata alla falsa equivalenza tra il TPLF, designato come terrorista, e le autorità centrali, che richiede un altro round di combattimenti per creare il cosiddetto “pretesto pubblicamente plausibile” per manipolare il pubblico straniero.

Tedros sta giocando lo stesso ruolo di sempre, ma questa volta è molto meno efficace che mai dopo che gli attivisti etiopi, della loro diaspora e i loro sostenitori in tutto il mondo lo hanno smascherato in modo esaustivo nel corso degli ultimi due anni, dall’inizio del conflitto nel novembre 2020, come il principale lobbista di quel gruppo terroristico, screditando così tutte le sue false affermazioni. Coloro che si imbatteranno nei fatti che hanno condiviso sui social media si renderanno conto di essere manipolati da un troll tossico che sfrutta la sua posizione all’interno dell’OMS per disarmare strategicamente il suo pubblico mirato e renderlo così più suscettibile alla sua propaganda terroristica.

Una maggiore consapevolezza di questo pernicioso piano di guerra dell’informazione ridurrà inevitabilmente le possibilità che riesca ad approfittare delle preoccupazioni umanitarie di persone ben intenzionate ma ingenue, il che a sua volta metterà in crisi il piano dei finanziatori del terrorismo di creare artificialmente il sostegno per dirottare il processo di pace guidato dall’UA. Per questo motivo, tutti coloro che hanno appreso la verità sulla guerra ibrida del terrore contro l’Etiopia, condotta congiuntamente dall’Occidente e dall’Egitto, dovrebbero informare anche i loro familiari e amici che sono interessati alla questione o che almeno sanno chi è Tedros. È ora che il mondo si svegli e si renda conto che il capo dell’OMS sta sfruttando la sua posizione per fare propaganda terroristica.

Pubblicato in partnership su One World 

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Foto: Idee&Azione

27 agosto 2022