Il vero terrorismo di Stato è la militarizzazione delle aree residenziali di Kiev

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di Andrew Korybko

La disputa su chi sia la colpa di ciò che è appena accaduto a Kremenchuk porta alla questione più ampia di cosa costituisca esattamente il terrorismo di Stato nel conflitto ucraino.

Zelensky ha accusato la Russia del cosiddetto “terrorismo di Stato” dopo che un incendio in uno dei centri commerciali di Kremenchuk, che secondo lui sarebbe stato causato dai missili dell’avversario, avrebbe ucciso finora 18 persone. Il Ministero della Difesa russo ha prontamente risposto rivelando che il Paese ha effettivamente colpito un deposito di armi che si trovava accanto a quel centro commerciale, causando l’esplosione delle munizioni nascoste e l’incendio che si è propagato a quello che ha descritto come un sito non operativo. La disputa su chi sia la colpa di ciò che è appena accaduto porta alla questione più ampia di cosa costituisca esattamente il terrorismo di Stato nel conflitto ucraino.

Kiev ovviamente ritiene che tutti i danni collaterali che la Russia provoca inavvertitamente alle infrastrutture civili si qualifichino come tali, mentre la posizione di Mosca è che la militarizzazione delle aree residenziali da parte dell’avversario sia il vero terrorismo di Stato. Se la Russia stesse davvero compiendo il cosiddetto “genocidio” nel Donbass e in Ucraina, allora si limiterebbe a bombardare a tappeto le loro città, invece di rischiare la vita delle sue truppe facendole combattere strada per strada contro i militanti che si tengono nelle aree residenziali. Inoltre, se volesse “terrorizzare” gli ucraini, potrebbe semplicemente bombardare quelli sulle spiagge di Kiev.

Partendo da quest’ultimo punto, è significativo che gli ucraini della capitale siano così calmi di fronte al presunto “genocidio” russo del loro stesso popolo in altre zone del Paese, da affollare le spiagge della loro città sul fiume Dnieper per tutto questo mese. Questo non è l’atteggiamento di un popolo che sta vivendo un cosiddetto “Secondo Olocausto”, come i media occidentali guidati dagli Stati Uniti (MSM) hanno ridicolmente insinuato, ma di persone che si sentono veramente al sicuro perché non pensano seriamente che la Russia li “terrorizzerà” bombardando un gruppo di famiglie sulla spiaggia come farebbe se li stesse “genocidando”.

Tornando al fronte di battaglia più a est, le persone non possono utilizzare i corridoi umanitari che le Forze armate russe (RAF) hanno accettato di creare per loro proprio perché Kiev vuole sfruttarle come scudi umani per bloccare l’avanzata degli avversari. Il Presidente Putin ha spiegato a lungo nel luglio 2021 la sua fede nell’unità storica di russi e ucraini, motivo per cui vuole mantenere al minimo assoluto le vittime civili in questo conflitto. Questo spiega perché preferisce ordinare alle sue truppe di mettersi in pericolo combattendo strada per strada per liberare quelle città piuttosto che bombardarle a tappeto.

Sebbene Kremenchuk non sia vicina al fronte, la sua riserva segreta di armi, che è stata incautamente collocata proprio accanto a un centro commerciale non operativo, rifornisce le forze di Kiev e quindi fa sì che il conflitto si trascini innaturalmente più a lungo che se la NATO non stesse sfruttando l’ex Repubblica Sovietica come parte della sua guerra per procura contro la Russia. Ciò indica perché la RAF l’ha preso di mira, dopodiché l’incendio che ne è scaturito si è propagato all’edificio vicino, che secondo Zelensky ospitava istericamente più di 1.000 persone, nonostante i filmati mostrassero un parcheggio quasi completamente vuoto, con alcuni soldati in uniforme che si mescolavano alla folla molto ridotta. 

Il vero terrorismo di Stato, quindi, non è stato quello della Russia che ha colpito una riserva segreta di armi, ma quello di Kiev che l’ha nascosta letteralmente accanto a un centro commerciale non operativo, come parte della sua strategia di militarizzazione delle aree residenziali in modo da ritardare l’avanzata degli avversari e dissuadere gli attacchi contro le sue scorte, ben oltre le linee. Non solo, ma la militarizzazione molto più brutale delle aree residenziali al fronte è indiscutibilmente un atto di terrorismo di Stato, sebbene tacitamente sostenuto dall’Occidente guidato dagli Stati Uniti per machiavelliche ragioni di “convenienza militare” legate al prolungamento indefinito del conflitto il più possibile.

Pubblicato in partnership su OneWorld

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Foto: keystone, da rsi.ch

29 giugno 2022