In alto come il Sole. Aurora di una società nuova

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di Lorenzo Maria Pacini

Splendere.

Questo è segreto racchiuso nella notte del solstizio d’inverno. Nel momento più buio dell’anno, nel momento in cui l’oscurità sembra trionfare sulla luce strappandole il massimo numero di ore, ecco che il sole stesso si trova a splendere più forte di prima, sconfiggendo l’illusorio trionfo.

Per fare ciò, la Tradizione ci racconta che il sole è costretto a diventare il suo doppio, il suo opposto: il Sole di Mezzanotte. Questo fenomeno, empiricamente osservabile in diversi paesi del Nord Europa, cela nella sua simbologia il segreto della trasmutazione alchemica, il punto focale del processo di distruzione e rigenerazione.

La mezzanotte del mondo è la postmodernità, è ciò che stiamo vivendo, in questo oscuro momento in cui i demoni sembrano conquistare le ultime valli di resistenza e pare impossibile intravedere una soluzione. Dopo la sera inaugurata dalla modernità nella Storia, nella postmodernità si raggiunge il culmine del buio, in cui tutto viene sdoppiato e soppiantato da simulacri vuoti che si muovono angosciati nella fluidità di un mondo senza limiti, andando in cerca di forme da divorare. La società perde la sua stessa essenza, metabolizzandosi da se stessa in un’entropia che fa sprofondare ogni cosa sino al punto più basso. Tutte le identità culturali, le tradizioni, le mitologie lasciano il passo al decadimento inesorabile.

Ecco che sorge il Sole. Nel culmine di questo processo discendente, nel cuore della notte, alla vetta di un precipizio che ora pare una montagna rovesciata, l’Essere sperimenta l’oblio totale. È l’epoché dei sensi, l’anestesia della coscienza. In questo momento, nel nero più nero, là dove tutto sembra essere perduto, avviene un miracolo crepuscolare. D’un tratto, splende il Sole, ed è luce nell’ombra, luce che scaturisce dall’ombra, vita generata dalla morte. È un momento post-sacrale, perché è qualcosa che va oltre la Tradizione stessa, che nasce in un momento di concentrazione estrema e di polarità cosmica, proprio quando tutto sembra essere perduto ed ogni cosa scompare. È l’apogeo della volontà autentica, è il risveglio immediato e incondizionato, è un atto di creazione.

Qui il Sole trionfa. Splende, anche se apparentemente non potrebbe, anche se nessuno mai se lo aspetterebbe. È questo che, oggi, siamo chiamati a fare, simbolicamente in questo giorno sacro che segna il passaggio fra due fasi dell’anno solare, pragmaticamente nel mondo in cui viviamo, varcando le soglie di una Nuova Era. È attraverso questa vita estrema, portata al limite massimo della sofferenza, che viene generata un’energia vitale capace di trasformare tutta l’umanità. In pochi danno retta a questo trionfo già scritto, ma è altrettanto vero che in pochi credono al Sole di Mezzanotte e alla sua luce. Pochi sono gli occhi riescono ad osservarlo dentro di sé, ancor prima che nel cielo di una notte invernale. Eppure, è in questo momento che avviene una solenne investitura e nuove porte metafisiche si aprono davanti a noi. Una nuova soggettività, che il filosofo russo Aleksandr Dugin chiama il “Soggetto Radicale”, prende forma e vita in noi. Occorre realizzare il Soggetto Radicale a proprio rischio e pericolo; non il vantare l’appartenenza ad una Tradizione piuttosto che a un’altra, ma la difesa delle posizioni del Soggetto Radicale pur non avendo alcuna certezza di poterlo fare. È un momento eroico. E sono gli eroi a scrivere i nuovi miti.

Guardiamoci: chi vogliamo essere, i pavidi o gli eroi?

Ecco che, compiuta la scelta e consacrato il cuore, ci spostiamo dal centro alla periferia, dell’Essere, della società, della cultura, dell’uomo. È in atto una differenziazione, per dirla con Julius Evola, che inevitabilmente non ci permetterà più l’identificazione con la personalità di prima, ma ci troverà altro e oltre, come germini di un Uomo Nuovo la cui forma politica deve ancora manifestarsi nel mondo. Da questa differenziazione, parte il cambiamento. Non contro, ma oltre. Nel mondo senza esser del mondo, di questo mondo che è già passato, mentre il Soggetto ora vive già come aitante di una nuova dimensione, muovendosi magmaticamente fra le due per essere esempio e traghettare allo stesso epocale cambiamento tutta la società. L’uomo metafisico è impossibile da comprendere, lo si può solo essere.

A noi, di poter essere nuovi Soli pronti ad accogliere il Sole che sorge.

Foto: Idee&Azione

21 dicembre 2021