Individualismo e comunione

image_pdfimage_print

di Belinda Bruni

Platone diceva che la democrazia degenera in tirannide.

Nella post democrazia del XXI secolo vediamo il mito democratico scivolare verso una “dolce tirannide” per il bene del popolo. La parvenza democratica viene mantenuta, ma oggi per essere democratico devi essere fluido, green, apolide, ipertecnologico, scientista, senza radici, produttivo. La sola fede ammessa è quella nel progresso sempre in avanti, la sola spiritualità tollerata è quella che solletica il benessere, fuori da qualunque tradizione.

La giustizia non è più garantita perché il diritto positivo non è fondato su nulla di eterno e quindi è nelle mani di chi detiene il potere. Gli ordini professionali da garanti nei confronti dei cittadini sulla serietà dei professionisti, diventano organi di controllo dell’adesione degli iscritti ad un pensiero non criticabile. L’istruzione, dall’asilo all’università, cessa di essere formazione umana per divenire addestramento, anche sottile, all’Agenda 2030, il futuro che le élite hanno scritto per il popolo. La scienza non è più praticabile perché è stato azzerato il dibattito. I giornalisti da cani da guardia della democrazia a dispetto del potere, sono diventati pericolo per la democrazia a favore del potere. Gli artisti da creatori di avanguardie che hanno sempre aperto nuove strade rispetto alle imposizioni, sono diventati giullari di corte. Il controllo digitale della vita delle persone è la nuova forma di sicurezza, dimenticando che tutto ciò che è digitalizzato è passibile di spegnimento da parte di chi lo gestisce; fino allo spegnimento della vita sociale di chi non aderisce a determinate regole. Gli standard di Facebook come stili di vita: puoi dire tutto, purché sia allineato o inutile.

Nella meravigliosa e rassicurante cornice della democrazia liberale, hanno imposto il greenpass quando è piaciuto ai piani alti, mentendo sul valore di limitazione del contagio del vaccino.

Cavalcando un terrore psicologico caduto a pioggia sui cittadini per oltre un anno.

Ora lavorano in Parlamento per eliminare gli ultimi residui di richiesta del green pass a dicembre 2022, 15 giorni prima della scadenza, quando piace ai piani alti. Giocano al teatro del poliziotto buono e del poliziotto cattivo. Il cdx deve apparire come il cavaliere che vuole porre fine agli abusi, il csx incarna l’eterno mito del male da combattere.

Hanno sempre e solo deciso tutto ai piani alti.

Non c’è stata nessuna reale resistenza organizzata e incisiva nella popolazione.

La maggioranza degli italiani ha scaricato il greenpass di qualunque tipologia in attesa di tempi migliori. Avvallando il suo utilizzo.

La Corte Costituzionale ha sancito che in nome di una qualunque emergenza è lecito concedere diritti umani “a premio” solo a chi obbedisce a leggi irragionevoli.

Il popolo italiano ha sancito che è disponibile ad avvallare discriminazioni pur di non perdere nemmeno un’unghia dei suoi possessi.

Il greenpass non è abolito, continua ad esistere, come gli italiani continuano a farsi tamponi, vero fondamento della narrazione emergenziale.

Al momento attuale non dobbiamo subire limitazioni nei diritti umani fondamentali, ma niente è stato messo in discussione, è stato solo detto: per il momento va bene così.

Sanno che al prossimo giro di giostra non ci sarà di nuovo nessuna resistenza organizzata.

L’incapacità diffusa di leggere la realtà è la vera cifra che spiega l’emergenza.

Tutto questo è avvenuto senza nessuna violenza esplicita. La maggioranza applaude questa deriva come forma di progresso, felice di sentirsi al passo con i tempi. I più la chiedono come se non aspettassero altro che un “decalogo da seguire”. Molti la cavalcano semplicemente perché non hanno le categorie per pensare in modo alternativo, anche se hanno molti titoli accademici.

Chi avverte lo scempio, a fronte dell’ineluttabilità della deriva che avanza, in massima parte si ritira in posizioni di difesa in attesa di una fine imminente, cercando di restare in vita insieme ai suoi.

Infine ci sono un manipolo di folli, provenienti dalle più disparate categorie umane, che vedono, comprendono, pensano e di conseguenza agiscono. Sanno che per quanto ineluttabile la deriva davanti ai nostri occhi, nessuno può rifiutarsi di rispondere alla chiamata del proprio tempo. Sanno che solo un cambiamento interiore può portare a cambiamenti esteriori.

Costruiscono piccole realtà che sfuggono alle maglie del potere, fondate su ciò che vorrebbero toglierci: la solidarietà, la fiducia, il coraggio. Consapevoli che ognuno mette il proprio, il di più viene di conseguenza. E da un Altrove.

Di fronte all’avanzata della “marea totalitaria” vestita e truccata da cura per il prossimo, sono rimasti integri quegli uomini che non hanno ceduto un millimetro al ricatto (se non come sacrificio estremo per amore di altri).

La direzione da seguire a Natale 2022, la stella che indica la strada è che quelle individualità testimoni di forza e coraggio nonostante gli strali dei nemici e il tradimento degli amici, possano evolvere in comunione.

La sola cosa che le élite non conoscono. E quindi non si aspettano.

Foto: Idee&Azione

17 dicembre 2022

Seguici sui nostri canali
Telegram 
Facebook 
YouTube