Informazione, libertà e narrazioni geopolitiche

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di Maurizio Ulisse Murelli

Non c’è niente da fare: la cantilena del mainstream è: “Da noi in Occidente c’è libertà di stampa e informazione, in Russia c’è solo propaganda”. Non c’è niente da fare: i sedicenti analisti Occidentali tutti i giorni ci spiegano cosa ha in testa Putin, che l’Ucraina ha battuto i russi, che l’Occidente deve sostenere con armamenti l’Ucraina e possibilmente interrompere la fornitura di gas. Non c’è niente da fare: i soldati russi sono orchi ignobili che mangiano bambini, stuprano, torturano, usano armi chimiche, sparano alla schiena ai civili che escono dai rifugi per andare ad acquistare il latte per i neonati ospitati negli ospedali deliberatamente bombardati dai russi mentre gli ucraini, sulla riva del lago procedono alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, ridonano la vista ai ciechi, guariscono dalla lebbra i diseredati di Gerusalemme, resuscitano Lazzaro e i suoi cugini.

Possiamo toglierci la soddisfazione di fare un minimo di controinformazione anche documentata, come ho fatto ieri e l’altro ieri con alcuni filmati, ma resta il fatto che ce la raccontiamo tra di noi qui su questo social. Io posto e raggiungo 100, 200… se volete essere ottimisti anche 10.000 contatti.

Veniamo tutti risucchiati nel gorgo-focus del teatro ucraino e seguendo la stampa e le TV ci facciamo il fegato grosso per la palese manipolazione di cui non è possibile che una persona mediamente intelligente non se ne accorga se solo toglie le ragnatele dal cervello. E reagiamo con qualche nostro post di controinformazione perdendo di vista la prospettiva globale di tutta la faccenda.

Ieri Putin tra le altre cose ha detto: “In Ucraina per conseguire il risultato non finale non possiamo fare più in fretta perché questo causerebbe troppe vittime”. In pratica non vogliamo fare come gli americani che bombardano a tappeto, radono al suolo le città con tutto quel che c’è dentro, così come hanno fatto in Iraq, Serbia Afghanistan. Come hanno volto questa affermazione questa mattina i nostri analisti (Negri su rainews24 per esempio)? “Putin adotta questa strategia per preservare i propri soldati non certo per non causare vittime tra gli ucraini cui non interessa niente”. Certo, se sui cieli di Mariupol o Odessa arrivassero 2.000 bombardieri russi a radere al suolo tutto quel che c’è, Putin avrebbe “grandi perdite” di cui dovrebbe render conto al proprio popolo. Quella di Negri & C. è una palese fesseria, ma che nessuno di noi può mediaticamente contrastare, anche perché dopo quella affermazione cretina ne sono seguite da parte di altre decine e decine di cretinate. Non ci stati dietro con la contro-logica e con la controinformazione. Una propaganda, quella Occidentale, che ha l’unico scopo di fidelizzare le masse di teleutenti al fine di far loro digerire tragedia sociale prossima ventura (questione di mesi) per un conflitto che poteva essere concepito come regionale ed è stato fatto assurgere a livello di innesco per un cambio di passo della guerra mondiale già da tempo in corso, per portarla da “bassa” ad “alta” intensità negli interessi degli USA e che ha come vittima eccellente l’Europa tutta. Sopra tutto bisogna fornire una ragione digeribile al cittadino medio per la miseria che a mesi lo investirà. Dare a questo cittadino una ragione etica, morale per cui possa sentirsi un eroe con il solo rinunciare al condizionatore e possibilmente reggere tutto il resto che viene in coda.

Quindi quel che si può fare è riportare l’attenzione di noi “analisti dilettanti” e “antagonisti” sulla vera questione, riandare a esporre ciò che nei fatti sta alle origini della tragedia in corso. Perché tutto questo accade, chi l’ha voluto e come ci è arrivato. “La Russia è l’aggressore, l’Ucraina lo Stato aggredito”, urlano ogni tre per due. Sarebbe vero se, purtroppo, l’Ucraina non si fosse prestata ad essere la punta di lancia per trafiggere al cuore la Russia al termine di un lungo processo aggressivo per una “soluzione finale” messo in atto dagli USA da decenni, dove Serbia, Afghanistan, Iraq, Libia etc., con tutto il corollario di “rivoluzioni colorate” e infiltrazioni sovversive dentro la Russia (e non solo) non sono “episodi” scollegati tra di loro da mettersi tra parentesi l’un l’altro, ma le pianificate tappe di una strategia tendente a conseguire un unico risultato: il Grande Reset, l’instaurazione di un nuovo Ordine Mondiale tirannico centrato su valori disumani. Altro che libertà garantita dalla “democrazia liberale”!

Il suggerimento che dunque posso dare è di non continuare a concentrarsi a tempo pieno sui “fatti di cronaca” nel teatro ucraino: è fuorviante.

Foto: Geopolitica.ru

14 aprile 2022