Interpretare le carenze dell’intelligence russa in vista della controffensiva di Kharkov

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di Andrew Korybko

Il polverone ha iniziato a depositarsi dopo la fulminea controffensiva di Kiev, sostenuta dalla NATO, nella regione di Kharkov, che ha portato le sue forze a riconquistare circa 2.000 chilometri quadrati nell’Ucraina nord-orientale. Non c’è dubbio che la Russia e i suoi alleati siano stati colti completamente di sorpresa, soprattutto dopo che l’ex consigliere per la sicurezza nazionale, divenuto addetto stampa della brigata Bohun delle forze speciali ucraine, Taras Berezovets, si è vantato di come il suo schieramento abbia terrorizzato gli avversari prima di questa operazione. Secondo lui, nei commenti riportati dal Guardian:

“[La tanto pubblicizzata controffensiva di Kherson] è stata una grande operazione speciale di disinformazione. [La Russia pensava che la controffensiva sarebbe stata a sud e ha spostato il suo equipaggiamento. Poi, invece che a sud, l’offensiva è avvenuta dove meno se l’aspettavano (a Kharkov) e questo li ha fatti andare nel panico e fuggire. Nel frattempo i [nostri] ragazzi a Kharkiv hanno ricevuto il meglio delle armi occidentali, soprattutto americane”.

La stessa testata britannica ha citato una fonte militare senza nome che ha affermato che i servizi di controspionaggio della propria parte sono riusciti a sradicare tutti gli informatori e gli agenti sotto copertura di Mosca a Kharkov, dopo di che “i russi non avevano idea di cosa stesse succedendo”. Sebbene entrambe le affermazioni sarebbero normalmente trattate con scetticismo, considerando la storia di bugie ed esagerazioni di Kiev, questa volta risultano credibili alla luce di tutto ciò che è appena accaduto. Il presente articolo cercherà quindi di interpretare le carenze dell’intelligence russa in vista della controffensiva di Kharkov.

Prima di procedere, il lettore è invitato a rivedere le precedenti analisi dell’autore su questo argomento:

* “Kharkov: Cosa sta guidando le ultime dinamiche militari e cosa potrebbe accadere in seguito?”

* “Critiche costruttive legate al ritiro tattico della Russia da Kharkov”.

Dopo aver fatto ciò, probabilmente concorderanno sul fatto che Kiev ha effettivamente messo fuori gioco la Russia, che ha avuto successo perché:

* la Russia ha gravi carenze a livello di intelligence umana, di immagini e di segnali.

Questa osservazione potrebbe suonare dura per quei lettori che simpatizzano con la Russia, ma non c’è altro modo per spiegare come le sue forze non abbiano rilevato il massiccio accumulo di forze di Kiev, sostenuto dalla NATO, intorno a Kharkov, che ovviamente sono arrivate lì da tutta l’Ucraina e anche dall’estero.

* Le sue forze militari erano curiosamente sicure di sé nonostante fossero cieche intorno a Kharkov

Il punto precedente rende ancora più curioso il fatto che le forze russe fossero così sicure della situazione militare intorno a Kharkov che, secondo quanto riferito, non hanno nemmeno pensato di costruire difese adeguate né di dispiegare forze aggiuntive in quella zona, nonostante i regolari scambi di fuoco con Kiev nelle ultime settimane.

* Kiev ha sfruttato le percezioni imprecise della Russia sulle capacità militari dell’avversario

Col senno di poi, appare convincente che la Russia abbia erroneamente pensato, nonostante le gravi carenze dell’intelligence, che Kiev fosse incapace di preparare una grande controffensiva, che non ci sarebbe riuscita nemmeno se ci avesse provato e che questo scenario si sarebbe realisticamente verificato solo a Kherson, se mai ci fosse stato, cosa che i suoi avversari hanno sfruttato.

Da questi punti si può dedurre quanto segue sulle percezioni russe prima degli ultimi eventi:

* Le carenze dell’intelligence russa sono state nascoste da funzionari di basso livello ai loro superiori

Per quanto possa essere difficile da credere, il beneficio del senno di poi dà agli osservatori obiettivi la certezza di concludere che i funzionari di basso livello hanno nascosto ai loro superiori le gravi carenze dell’intelligence russa in Ucraina, mettendo in moto tutto ciò che è recentemente accaduto.

* Kherson era chiaramente considerata molto più importante di Kharkov dal punto di vista militare.

La notizia del ridispiegamento di forze da Kharkov a Kherson suggerisce che la Russia considerava il primo fronte militarmente rilevante solo per vincolare le risorse di Kiev in modo che non potessero sostenere la controffensiva pianificata contro il secondo, che Mosca intendeva schiacciare prima di avanzare su Odessa.

* L’ossessione strategica per Odessa ha in definitiva condannato la difesa russa di Kharkov

Praticamente tutti gli osservatori ritengono che uno degli obiettivi massimalisti della Russia sia quello di incorporare Odessa nella Novorossia, che a quanto pare è diventata un’ossessione tale che i suoi funzionari hanno trascurato le loro gravi carenze di intelligence in tutta l’Ucraina e sono stati quindi facilmente manipolati da Kiev intorno a Kharkov.

Se la leadership russa dovesse riconoscere quanto sopra, ci si può aspettare quanto segue:

* Un’indagine rapida e completa potrebbe portare a cambiamenti nell’organizzazione.

La causa principale delle carenze dell’intelligence russa è dovuta a funzionari di basso livello che nascondono “fatti scomodi” ai loro superiori, il che probabilmente spingerà a indagare su chi ha fatto cosa e perché (compreso il motivo per cui il controspionaggio non l’ha rilevato) prima di (importanti?) cambiamenti organizzativi.

* La difesa sarà probabilmente prioritaria rispetto all’offesa

Dopo essersi resa conto di essere praticamente cieca in Ucraina e di esserlo già da tempo, la Russia probabilmente darà priorità alle sue difese su tutto il fronte invece di pianificare offensive prospettiche, poiché non può essere certa che altre controffensive non siano già in preparazione.

* Mosca potrebbe mitigare i suoi obiettivi massimalisti o tracciare percorsi per ripristinarne la fattibilità

Considerando i punti precedenti, gli scenari strategico-militari più probabili sono due: 1) la Russia si concentrerà sulla sicurezza dei suoi guadagni attuali e li considererà il massimo che potrà realisticamente raggiungere nel conflitto; oppure 2) pianificherà le proprie controffensive per ripristinare la fattibilità dei suoi obiettivi massimalisti (ad esempio Odessa).

Pubblicato in partnership su One World 

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Foto: Controinformazione.info

12 settembre 2022