Iran e Russia rafforzano l’alleanza contro le sanzioni occidentali

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di Luciano Lago

Mentre tutta l’attenzione internazionale è puntata sulla crisi fra Ucraina, Russia e Stati Uniti, si registra oggi l’arrivo a Mosca del presidente dell’Iran, Ebrahim Raisí, il quale si è presentato ai suoi interlocutori russi con un’ampia proposta di cooperazione strategica fra il suo paese e la Russia per i prossimi 20 anni e un invito a “creare sinergie” reciproche per affrontare le sanzioni dell’Occidente e, in particolare, degli USA.

“Abbiamo consegnato ai nostri colleghi russi un documento sulla cooperazione strategica tra i nostri paesi con prospettive per un minimo di vent’anni”, ha detto il presidente iraniano al presidente russo Vladimir Putin durante la sua prima visita in Russia dopo il suo insediamento nell’agosto 2021.

Raisí ha equiparato l’Iran con la Russia, osservando che entrambe le nazioni “affrontano sanzioni unilaterali dall’Occidente” e in particolare dagli Stati Uniti, e ha affermato che “Teheran e Mosca possono creare sinergie nell’interazione tra i due paesi”.

Russia e Iran sono due paesi fratelli, ha detto, entrambi oggetto di sanzioni e aggressioni da parte degli USA, sebbene l’entità e le caratteristiche delle sanzioni siano diverse per entrambi. Teheran ha scelto di trovare un paese fratello a Mosca per rafforzare i legami in un momento in cui le tensioni tra Russia e l’occidente si stanno avvicinando al culmine.

“Noi abbiamo affrontato gli americani per più di 40 anni. E non fermeremo mai il progresso e lo sviluppo a causa di sanzioni e minacce. Ora ci stiamo battendo per l’abrogazione delle sanzioni”, ha detto Raisi, riferendosi alle restrizioni imposte dagli Stati Uniti Stati dopo la revoca unilaterale del patto nucleare iraniano del 2015. Questo accordo, firmato da Iran, Russia, Cina, Francia, Regno Unito, Germania e Stati Uniti, è stato unilateralmente abbandonato nel 2018 dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha imposto nuove sanzioni a Teheran. Dopo l’arrivo di Joe Biden alla presidenza degli Stati Uniti, i colloqui sono iniziati per tornare al rispetto di questo accordo, dal quale anche l’Iran si è parzialmente ritirato, chiedendo la revoca delle restrizioni in cambio del freno al suo programma nucleare.

Putin ha espresso al suo omologo iraniano il suo interesse a conoscere in dettaglio la posizione di Teheran riguardo a questo accordo e gli sforzi internazionali per salvarlo. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha affermato la scorsa settimana che nell’ultimo round di questi colloqui a Vienna sono stati osservati “progressi reali”.

Il nuovo premier Raisi ha manifestato a Putin il massimo interesse nell’approfondire e ampliare la cooperazione commerciale ed economica con la Russia che al momento è ancora insoddisfacente rispetto al suo potenziale. La cooperazione dovrebbe affrontare anche il settore tecnologico, nucleare e quello della difesa, dove già esiste un buon livello di interazione fra i due paesi ma che può essere migliorato.

Il progetto di cooperazione presentato da Teheran a Mosca permetterebbe di promuovere ” una nuova collaborazione” che si estenderebbe anche alle tecnologie, alla difesa, alla sfera militare e allo spazio, ha assicurato il presidente iraniano.

In particolare, ha ricordato che entrambi i Paesi hanno “un’ottima esperienza” nella lotta al terrorismo durante l’interazione delle forze militari delle due nazioni nel conflitto armato in Siria, e ha sottolineato che “questa esperienza può fungere da premessa per sviluppare la cooperazione in altre direzioni”. Raisí ha approfittato dell’occasione per ringraziare Putin per il suo sostegno all’ingresso del suo Paese nella “Shanghai Cooperation Organization “(SCO) – composta da Cina, India, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Russia, Tagikistan e Uzbekistan-) lo scorso settembre, e ha ha difeso l’importanza della cooperazione nei formati internazionali.

L’incontro tra Putin e Raisi promette di avere importanti sviluppi, visto che l’Iran, oltre alla collaborazione economica, punta sulla Russia per ammodernare la sua industria e per aggiornare anche la sua aviazione con l’acquisto di nuovi aerei da guerra, di tecnologie radar e attrezzature tecnologiche dalla Russia. A sua volta la Russia conta sull’Iran per avere una solida base strategica di penetrazione nella regione dell’Asia occidentale e del Medio Oriente e non è escluso che Putin voglia utilizzare l’Iran per fare pressione sugli USA e sulla NATO nel contesto dell’attuale crisi in Ucraina. Non è un caso che si parli di possibili basi che Teheran sarebbe disposta a fornire a Mosca sul suo territorio da utilizzare per l’aviazione strategica russa e questo sarebbe un mal di testa non da poco per Washington che cerca, senza successo, di isolare l’Iran.

Come si vede la partita fra Russia e Occidente si gioca su varie scacchiere e l’Iran potrebbe diventare una di queste.

Foto: Controinformazione.info

21 gennaio 2022