Israele spinge la disputa fra Algeria e Marocco verso la guerra

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di Luciano Lago

Molto triste l’anima dell’arabo e del musulmano, quando questi vede lo stato di alcuni regimi arabi, che sono andati all’estremo nelle loro pubbliche relazioni con l’entità israeliana a livelli vergognosi e atroci, ma in cambio questa persona prova una certa speranza che allevia la sua tristezza, poiché vede le autentiche posizioni arabe e islamiche per alcuni regimi arabi che ancora rifiutano la vergogna della normalizzazione e si aggrappano alla causa palestinese, e ne pagano in cambio prezzi alti per le loro posizioni onorevoli.


Mondo Arabo Mediterraneo

Se trascendiamo le posizioni dei regimi di Arabia Saudita, Emirati, Bahrain, Egitto, Giordania e Sudan, come regimi che rappresentano il club della normalizzazione (filo USA e filo Israele), così come le posizioni dei regimi di Siria, Iraq, Yemen e Kuwait come regimi che rappresentano l’opposto dei regimi dei normalizzatori, ci fermeremo un attimo davanti a due posizioni contraddittorie di due paesi arabi vicini, la seconda è il suo opposto assoluto. Per sostenere la portata di questa palese contraddizione tra questi due sistemi, controlleremo alcune delle loro posizioni, che sono sufficienti per mettere l’osservatore arabo sulla realtà di questi due sistemi, vale a dire il sistema algerino e il sistema marocchino.

L’Algeria, il Paese della resistenza, ha continuato a rincorrere “Israele” fino a quando non è stato espulso dall’Unione Africana, nella quale è stato inserito, in qualità di osservatore, con la complicità di alcuni Paesi arabi e islamici del continente africano e nord africano.

È arrivato domenica in Algeria il capo dell’ufficio politico del Movimento di resistenza islamica Hamas, Ismail Haniyeh, a capo di una delegazione di alto livello, su invito ufficiale del presidente algerino Abdelmadjid Tebboune. E parte della dichiarazione rilasciata da Hamas in questa occasione affermava che il popolo palestinese e la sua valorosa resistenza guardano alla rivoluzione algerina come a un’ispirazione da cui traggono un esempio e un mito nel suo cammino verso la liberazione della Palestina nella sua interezza dal suo mare al suo fiume.

C’era invece una foto in Marocco, vicino arabo dell’Algeria, che non piace a nessun arabo o musulmano: il Marocco ha firmato un protocollo d’intesa “difensivo” con l’occupazione israeliana, dopo la visita del ministro della Guerra israeliano, Benny Gantz, al Marocco, approfittando della disputa tra i due paesi sulla questione Sahrawi, promuovendo la sua entità come un forte sostenitore del Marocco in questa questione.

Il memorandum include la cooperazione nei settori della sicurezza e dell’intelligence e prevede la conclusione di accordi di sicurezza, la vendita di attrezzature militari e di sicurezza e lo svolgimento di esercitazioni militari congiunte e apre le porte alle esportazioni israeliane in Marocco. Una settimana fa, il ministro dell’Interno nell’entità di occupazione, Ayelet Shaked, nota per le sue dichiarazioni in cui descriveva i palestinesi come serpenti e devono essere sterminati, durante la sua visita in Marocco, ha chiesto di portare lavoratori marocchini in Israele per lavorare in nel settore edile, così come nel settore infermieristico!

È chiaro che nessuno soffre più degli stessi marocchini di questo rapporto anormale tra il regime marocchino e l’occupazione israeliana per alcune controversie di confine tra paesi arabi e islamici, come quella tra Marocco e Algeria per la questione del deserto, e per questo la penetrazione porterà inevitabilmente ad alimentare la disputa e spingerla verso la guerra per prosciugare la ricchezza delle persone, indebolire i loro eserciti e affogarli nel caos e nei conflitti.

Foto: hamas.ps

6 luglio 2022