La balena bianca

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di Alexander Wolfheze

Qualcuno dall’Est ha chiesto: come vivono gli occidentali in Occidente nell’autunno del 2022, sotto una cabala di potere e un’ideologia dell’odio ormai apertamente in guerra con il mondo intero?

Per decenni, una cabala occulta, camuffata sotto il mantello delle “istituzioni democratiche” e dei “valori progressisti”, ha condotto una guerra per procura contro i popoli occidentali attraverso la distorsione della cultura (educazione “laica”, scienza “soteriologica”), la decostruzione sociale (“liberazione” delle donne, “rivoluzione” sessuale) e lo spostamento etnico (“frontiere aperte”, “arricchimento multiculturale”), ma solo di recente, di fronte alle massicce insorgenze indigene dell’era Trump-Brexit, ha gettato la maschera. All’inizio del 2020, ha deciso di procedere a una presa di potere totalitaria da “Grande Reset”, combinando le nuove capacità di Big Pharma (bio-hacking, nano-medicina), Big Tech (sorveglianza, censura) e Big Government (legislazione “pandemica”, persecuzione della “disinformazione”) – il tutto a vantaggio delle Grandi Imprese e dell’Alta Finanza (distruzione delle piccole e medie imprese private, acquisizione di proprietà immobiliari delle famiglie, imposizione della schiavitù del debito generazionale, finanziamento statale senza rischi di modelli d’impresa farmacologici e militari politicizzati). La truffa “Covid” (chiusura economica, liminalità sociale, trauma psicologico di massa), la truffa “BLM” (impunità per il terrore di strada, magistratura apertamente politicizzata, espropriazione culturale) e la truffa “Biden” (frode legalizzata, censura totale, processi-farsa) sono state le principali pietre miliari di questa traiettoria totalitaria.

Una volta assicurato il controllo e messa a tacere l’opposizione, a metà del 2021, la cabala globalista si sentì abbastanza al sicuro da fare la sua prima mossa sostanziale. In un primo passo per sottomettere e schiavizzare fisicamente le masse occidentali, il lancio del “vaccino” servì contemporaneamente a tre scopi: introdusse il primo intervento di massa fisicamente invasivo con tecnologia transumanista, rafforzò la dissonanza cognitiva collettiva e identificò i rimanenti non-conformisti religiosi e di pensiero libero. La seconda mossa è stata quella di affrontare fisicamente ed eliminare i principali sfidanti non occidentali al “nuovo ordine mondiale” globalista. La “crisi ucraina”, fabbricata artificialmente, non solo ha coinvolto la Russia, il “nemico numero uno” del globalismo, in una guerra di logoramento, ma è servita anche a nascondere gli effetti sempre più orrendi della sua prima mossa in patria. Uno dei principali stratagemmi dei regimi (aspiranti) totalitari è quello di nascondere il terrore interno con una guerra all’estero: il genocidio armeno è stato un contorno alla Prima Guerra Mondiale, le atrocità naziste sono state un contorno alla Seconda Guerra Mondiale, la campagna di uccisioni-stupri-torture guidata dagli Stati Uniti in America Latina è stata un contorno alla Guerra Fredda. Quale migliore stratagemma per mettere a tacere le voci che si moltiplicano in nome delle centinaia di migliaia – forse già milioni – di vittime morte, morte lentamente e mutilate in modo permanente di quello che oggi può essere descritto solo come il “vaccinocausto”? Poiché i “vaccini” di fabbricazione occidentale che manipolano l’mRNA e contengono nanoparticelle sono sempre più esposti per quello che sono, cioè armi biologiche appositamente progettate, e poiché la narrazione della “Covid” sta rapidamente crollando sotto il peso delle menzogne accumulate, è utile spostare l’attenzione dell’opinione pubblica dal nemico interno (“antivaxx”) al nemico straniero (“russo”), in modo che tutti possano ancora una volta sentirsi a proprio agio nell’unirsi contro un obiettivo “designato”.

Ma le guerre all’estero tendono a essere rischiose: è molto più facile terrorizzare, mutilare e uccidere i propri civili indifesi che affrontare, combattere e sconfiggere un esercito straniero ben motivato, guidato da leader non compromessi e determinati a farsi strada attraverso le vostre reti di inganni.

Le sorti della battaglia non sono così facilmente manipolabili come l’“opinione pubblica” nazionale: per un po’ di tempo, la propaganda delle atrocità e i successi locali possono aumentare artificialmente il “sostegno popolare” in patria, ma la triste realtà dei compagni di stallo, delle sconfitte e dei fallimenti sul campo di battaglia può essere sorvolata solo per un tempo limitato.

E così, la maggior parte dell’Occidente – soprattutto l’Europa occidentale – si trova in una situazione stranamente parallela a quella dell’Europa occupata sotto il dominio nazista durante la Seconda Guerra Mondiale: una minoranza promuove e sostiene attivamente la nuova occupazione globalista-nazista, una maggioranza la accetta passivamente e la acquieta e una minuscola minoranza si oppone realmente ad essa.

Quasi nessuno lo dice, ma tutti lo sanno: le richieste di “guerra totale” del regime di occupazione globalista, come rappresentato dalla NATO e dalla UE, lanciate contro la Russia e i suoi alleati eurasiatici sono irragionevoli e suicide.

Allo stesso modo, quasi nessuno lo dice, ma tutti lo sanno: l’esito della nuova “guerra mondiale”, combattuta ancora una volta principalmente nelle terre di confine orientali dell’Europa, ancora una volta contro una Russia che lotta per la sua nuda sopravvivenza e ancora una volta contro un’alleanza globale di sostegno alla Russia sempre più forte, è tutt’altro che certo. Un gruppo relativamente piccolo, i collaboratori – politici, giornalisti, accademici – dicono tutto ciò che serve per superare la tempesta e rimanere nelle grazie del regime. Un gruppo un po’ più grande, i profittatori della guerra – produttori di armi che si rimpinguano, speculatori immobiliari del mercato dei rifugi, appaltatori fedeli al regime – fanno profitti a palate (e di colore “verde”). Il gruppo più numeroso, le masse codarde, fanno quello che fanno sempre quando c’è una grave tempesta di qualsiasi tipo: tengono la testa bassa, si rannicchiano e si aggrappano a qualsiasi piccola risorsa e tregua che i regimi concedono loro. Il gruppo più piccolo, poche anime coraggiose – attivisti, pensatori e pubblicisti di tutte le sfumature e tonalità non conformi – si alzano e vengono falciati sul posto, oppure si nascondono e scappano – in clandestinità o all’estero – per forse combattere e vivere un altro giorno.

È così che si vive in Occidente nell’autunno del 2022. Sono tempi storici: la pula viene separata dal grano. Poco grano, molta pula.

La cabala globalista-nichilista che si è impadronita dell’Occidente – occupandolo di fatto come una forza straniera – è impegnata in una strategia mortale di “fuga in avanti”. Ha condizionato, manipolato, ingannato e costretto le masse occidentali a marciare verso il loro destino. Nessuna ragione e nessun argomento può fermare questa marcia. Solo un’intensa sofferenza fisica e la totale sconfitta fisica delle strutture di potere che le tengono prigioniere possono rimuovere i puntelli e i blocchi psicologici che sostengono il sostegno attivo e la tolleranza passiva delle masse nei confronti della loro sempre più delirante “leadership” e della sua sempre più macabra “ideologia” di valori invertiti. La psicosi di massa non scomparirà da sola: è necessario dissiparla attivamente. Piuttosto, la psicosi diventerà più profonda e più forte, poiché le persone inizieranno a sentirsi minacciate al di là del semplice benessere materiale e dei privilegi accumulati. Per quanto possa sembrare incredibile a qualsiasi osservatore razionale al di fuori dell’Occidente, l’identità stessa delle masse occidentali è stata profondamente investita e, a livello di “midwit” e “intellettuali” istruiti, persino completamente assorbita da un’ideologia iper-secolare, anti-tradizionalista, trionfalista del progresso e dalle tinte escatologiche, che ora si è trasformata in una “visione del mondo” non negoziabile. Come nei casi di narcisismo maligno e di altre patologie psicologiche, può darsi che, a un livello inconscio, queste “masse impazzite” si riconoscano in un comportamento autodistruttivo, persino in un vero e proprio male. Ma non riescono a staccarsi da quella che è diventata la loro preoccupazione principale: la compensazione esteriore di un vuoto interiore e la proiezione esteriore di demoni interiori.

Questa realtà è un fattore reale della geopolitica contemporanea: è l’aspetto psico-storico del grande abisso che si sta aprendo tra Occidente e non Occidente. Deve essere affrontata in modo realistico. È qui che i termini a lungo dimenticati di Crociata e Jihad tornano a richiedere applicazioni terrene.

In un senso “cultuale” molto bizzarro ma molto reale, i più moderni “marketing manager”, “ingegneri del consenso”, “psico-specialisti” e “comportamentisti performativi” dell’Occidente hanno – la maggior parte degli individui coinvolti probabilmente inconsapevolmente – creato quell’inafferrabile “premio” degli alchimisti pre-moderni: il Golem. Ma su una scala industriale appropriata e più grande della vita: stiamo parlando di una massa di “miliardi d’oro” di creature Golem capaci e disposte a fare l’impensabile, compreso attaccare e ferire le persone più care. In molti Paesi occidentali, i “genitori” stanno facendo deliberatamente “sessualizzare” e “transgenderare” chirurgicamente i loro figli – ora anche iniettando loro “vaccini” che qualsiasi persona sana di mente sa che minacciano la loro vita, la loro salute e il loro futuro. Le masse occidentali acclamano freneticamente i loro “governi” quando sui loro schermi vedono l’ennesimo Paese del Medio Oriente o dei Balcani bombardato e avvelenato per generazioni con “uranio impoverito” e altri armamenti orribili – pagano indiscutibilmente le tasse per gli armamenti infernali e votano indiscutibilmente per i politici che spingono i bottoni. E ogni nuovo oltraggio che ha successo non fa che incoraggiare un oltraggio peggiore da immaginare, pianificare e commettere. L’apocalisse zombie non è solo una fantasia di Halloween/Hollywood o un sogno spettrale al di là di un lontano orizzonte degli eventi: può essere voluta ed è stata voluta.

Molto tempo fa, un grande scrittore americano scrisse un libro sulla possessione diabolica di cui gli uomini possono essere preda se ignorano gli avvertimenti inviati da Dio e se trasgrediscono i limiti da lui stabiliti. In quel libro, in ultima analisi, si rivelava che la caccia alla balena bianca non era una semplice impresa a scopo di lucro, di gloria o di avventura: era una guerra deliberata alla creazione e, oltre a questo, una guerra al Creatore stesso.

Una ricerca deliberata per raggiungere il male assoluto. L’equipaggio seguì il capitano fino alla fine – e alla loro fine – per libera scelta. Il Creatore permette questo libero arbitrio, ma ne determina anche il limite fisico finale. Egli lascia che l’uomo scelga – anche di scegliere la predestinazione lontano da Lui e contro di Lui:

“Achab è per sempre Achab, uomo. L’intero atto è immutabilmente decretato. È stato provato da te e da me un miliardo di anni prima che questo oceano rotolasse. Stupido! Sono il luogotenente del Fato, agisco secondo gli ordini” – Herman Melville

Ci si può chiedere cosa spinga uomini, masse di uomini, milioni di uomini, a perseguire qualcosa che è così palesemente contrario a tutte le cose umane e buone. La risposta è molto antica, ma lo scrittore della storia della Balena Bianca ha espresso questo sentimento con parole molto moderne, molto americane. Vanno lette con attenzione, perché è importante sapere chi e cosa è il vostro nemico:

“Che cos’è, che cos’è senza nome, imperscrutabile, ultraterreno; che cos’è l’astuto, nascosto signore e padrone, e il crudele, implacabile imperatore che mi comanda; che contro tutti gli amori e i desideri naturali, continua a spingermi, ad affollarmi, a incastrarmi tutto il tempo, rendendomi sconsideratamente pronto a fare ciò che nel mio proprio, naturale cuore, non oserei mai? È Achab, Achab? Sono io, Dio, o chi è che alza questo braccio?” – Herman Melville

Combattere un tale nemico richiede discernimento, coraggio e resistenza. Noi, i pochi occidentali che hanno “abbandonato la nave” per allontanarsi da questo male e che ora sono alla deriva in vista del naufragio finale della nostra civiltà, possiamo ammirare e salutare coloro che si sono messi dalla parte giusta della lotta. Ma con la nostra nave, quando sarà finalmente coperta dal Grande Mare, scomparirà per sempre anche molto di ciò che è buono e bello:

“E così l’uccello del cielo, con grida arcangeliche, il becco imperiale spinto verso l’alto e l’intera forma prigioniera piegata nella bandiera di Achab, affondò con la sua nave che, come Satana, non sarebbe affondata all’inferno finché non avesse trascinato con sé una parte vivente del cielo e non si fosse elmata con essa.” – Herman Melville

Noi, anche se siamo in pochi, preghiamo umilmente che la saggezza di Dio possa ancora prevalere negli affari umani e che per sua volontà, miracolosamente, qualcosa possa essere salvato dalla rovina dell’Occidente e che la sua gente si allontani dal peccato. Ma preghiamo anche che la giustizia di Dio prevalga in modo rapido e deciso contro il male che ha colpito le nostre terre. E se Dio permette che fuoco e zolfo piovano dal cielo per purificare la sua Terra, noi lo loderemo.

Traduzione a cura di Costantino Ceoldo

Foto: Idee&Azione

11 novembre 2022

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