La crisi d’identità in Kashmir

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di Saima Afzal

È responsabilità primaria dello Stato proteggere, promuovere e attuare i diritti umani fondamentali e garantire che tutti gli individui, senza discriminazioni di razza, cultura e religione, possano godere di tutti i diritti e le libertà fondamentali sotto la propria giurisdizione. Purtroppo, la popolazione del Kashmir occupato illegalmente dall’India (IIOJK) si vede costantemente negare i propri diritti fondamentali. I kashmiri non hanno il diritto di praticare liberamente la loro cultura e la loro religione. Studiosi religiosi, giornalisti e attivisti sociali sono tenuti in stato di detenzione senza alcuna prova. Le forze indiane si muovono liberamente nelle strade e la bellissima valle del Kashmir è diventata una prigione a cielo aperto e la zona più militarizzata del mondo.

Contemporaneamente, l’India sta cercando di conquistare i cuori e le menti dei kashmiri aprendo sale cinematografiche. Ma sembra che i kashmiri abbiano respinto l’iniziativa indiana di aprire questi cinema. I kashmiri hanno respinto l’idea indiana sostenendo con forza che la loro unica richiesta al governo indiano è il diritto all’autodeterminazione e non l’apertura di sale cinematografiche.  D’altra parte, l’India sta continuamente attaccando la cultura e l’identità distinte del Kashmir e imponendo la sua ideologia Hindutva nel Jammu e Kashmir occupato. Gli studenti musulmani sono stati costretti a cantare i bhajan (inni indù) nelle scuole. Anche la leadership kashmira ha mostrato la sua forte preoccupazione per l’atto indiano.

Tuttavia, anche Mehbooba Mufti, ex ministro capo del J&K, ha invitato la comunità internazionale a prestare attenzione al canto forzato di un bhajan (inno indù) in una scuola di Kulgam e altrove. Un video di studenti musulmani che cantano il bhajan è circolato ampiamente sui social media, suscitando aspre proteste da parte delle organizzazioni musulmane. Inoltre, il Muttahida Majlis-i-Ulema, che comprende 30 organizzazioni kashmiri, ha denunciato l’azione e ha detto che è stata progettata per accelerare “la cosiddetta integrazione delle giovani generazioni con l’idea hindutva dell’India”. L’azione è stata definita parte degli sforzi per erodere l’identità musulmana della regione.

Di conseguenza, la leadership kashmira ha definito queste palesi violazioni dei diritti religiosi come altamente provocatorie e volte a creare una situazione di ordine pubblico. Il Kashmir occupato illegalmente dall’India è stato recentemente teatro di attriti dopo che alcuni importanti studiosi religiosi (Ulema) sono stati arrestati e incriminati in base alla draconiana legge sulla sicurezza pubblica, nell’ambito di una repressione dei gruppi musulmani in Kashmir. Questi arresti sono stati condannati a gran voce dal Pakistan. Una dichiarazione del Ministero degli Esteri ha descritto la detenzione illegale degli studiosi islamici come “l’ennesimo tentativo indiano di privare il popolo kashmiro della propria identità religiosa e culturale”.

Pertanto, la leadership e la popolazione dell’IIOJK sono turbati dalla serie di azioni/ eventi di persecuzione religiosa che intimidiscono il segmento a maggioranza musulmana della regione. Con un atto molto controverso, il BJP ha preso il controllo del J&K Waqf Board e quindi di tutte le sue proprietà nella regione, compreso l’Eidgah di Srinagar, un luogo storico per le preghiere di congregazione.  In un messaggio dal carcere, Shabbir Shah, vicepresidente dell’All Parties Hurriyat Conference (APHC), ha condannato il governo del BJP per aver violato i diritti religiosi dei musulmani. Altri leader kashmiri l’hanno descritta come parte degli sforzi del BJP per occupare luoghi importanti di significato religioso per i musulmani in tutto il territorio occupato. Questo include il controllo dei santuari. Negli ultimi 100 anni o più, l’urdu è stata la lingua ufficiale del J&K. Ma nel 2020, il partito al governo dell’India ha posto fine allo status esclusivo dell’urdu con una legge che ha reso l’hindi, il kashmiri e il dogri lingue ufficiali in IIOJ&K, oltre all’urdu e all’inglese. Sono in corso iniziative per cambiare la scrittura della lingua kashmira dal Nastaliq alla scrittura Devanagri. Fonti kashmiri nella Valle occupata affermano che ciò è già stato fatto senza preavviso e in modo non ufficiale.

Inoltre, il BJP sta cercando di esautorare i musulmani e di erodere la loro identità religiosa e culturale nella regione occupata. Una serie di azioni volte a esautorare i kashmiri e a modificare l’identità musulmana del Kashmir è seguita all’annessione illegale del J&K da parte dell’India il 5 agosto 2019. Con l’abrogazione dell’articolo 370 della Costituzione indiana, che conferiva allo Stato uno status speciale, il J&K è stato biforcato e assorbito nell’Unione indiana. Ciò è avvenuto in palese violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che impediscono alle parti di apportare qualsiasi cambiamento materiale alla situazione.

Secondo il briefing di Amnesty International del settembre 2022, “Siamo puniti dalla legge”, nei tre anni trascorsi dall’agosto 2019, “il governo indiano ha drasticamente intensificato la repressione della popolazione del J&K sottoponendola a molteplici violazioni dei diritti umani. Queste violazioni includono restrizioni dei diritti alla libertà di opinione e di espressione, alla libertà e alla sicurezza della persona, al movimento, alla privacy, ai rimedi e all’accesso alla giustizia. Le autorità hanno commesso queste violazioni nella più assoluta impunità”.

In breve, queste azioni illegali e deliberate del governo di occupazione indiano non hanno fatto altro che intensificare la rabbia e il risentimento della popolazione del Kashmir, rafforzando la loro volontà di resistere all’ingiustizia dell’occupazione. In conclusione, se l’India vuole conquistare il cuore e la mente dei kashmiri, allora dovrebbe attuare la risoluzione delle Nazioni Unite e risolvere la controversia del Kashmir secondo i desideri del popolo kashmiro, perché il cuore e la mente di una nazione non possono essere conquistati con l’apertura di cinema, ma solo fornendo il diritto all’autodeterminazione.

Traduzione a cura della Redazione

Foto: Idee&Azione

17 ottobre 2022

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