“La grande scacchiera”: capire i problemi degli Stati Uniti nella Grande Eurasia [1/2]

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di Watowédé Houngnibo

Scritto dallo stratega ebreo-americano Zbigniew Brzézinski, Le grand échiquier: l’Amérique et le reste du monde’, è un libro geopolitico che mette in luce le manovre a favore del controllo degli Stati Uniti sul mondo, più precisamente sul blocco dell’Eurasia. Quale posto occupa l’attuale conflitto russo-ucraino in questo libro di attualità? Una tutela facile sull’Africa?

La grande scacchiera di Brzezinski: un imperialismo affermato degli Stati Uniti d’America

Leggendo questa importante opera, riconosciamo che Zbigniew Brzézinski ha preso le distanze dall’ipocrisia intellettuale e politica delle élite occidentali. Sostiene apertamente e chiaramente l’imperialismo americano. A pagina 88 del suo libro, afferma francamente che l’Europa occidentale rimane in gran parte un protettorato americano ei suoi stati ricordano quelli che un tempo erano vassalli e affluenti di antichi imperi.

Contrastare la ”Grande Eurasia”: la principale sfida degli stati uniti

”Chi domina l’heartland dell’Europa domina il continente eurasiatico e, di conseguenza, il mondo”. Nel fare questa osservazione, Zbigniew Brzézinski in seguito si ispirò agli insegnamenti del geografo britannico Halford Mackinder. Era in realtà alla frenetica ricerca di strategie per salvaguardare l’egemonia degli Stati Uniti d’America sul mondo.

Per raggiungere questo obiettivo, secondo lui, gli Stati Uniti devono assolutamente mantenere l’Europa occidentale nel loro blocco, che peraltro designa come la “testa del ponte geografico fondamentale”. L’Europa occidentale, proprio l’Unione Europea diventa “vassallo” del progetto egemonico degli USA. Brzézinski conferma che la sconfitta e la caduta dell’Unione Sovietica hanno completato la rapida ascesa degli Stati Uniti come unica e, di fatto, prima potenza mondiale. Poi, da allora in poi, secondo Brzézinski, dovrà estendersi verso est. Ovviamente non dovrebbe permettere la nascita della Grande Eurasia (Russia, Cina, Ue con Francia e Germania in testa, ecc.). Questa egemonia avrà a sua disposizione il potente braccio militare degli USA: la NATO.

“Ogni potenza che lo controlla (il continente più grande – Eurasia – ndr) controlla così due delle tre regioni più sviluppate e più produttive. Basta un semplice sguardo alla mappa per capire come la stretta sull’Eurasia offra quasi automaticamente una facile tutela dell’Africa e conferisca una posizione geopolitica periferica alle due Americhe e all’Oceania”, conclude Zbigniew Brzézinski.

Quali ruoli dovrebbe giocare l’Ucraina contro la Russia a beneficio degli Stati Uniti?

Geograficamente, storicamente e culturalmente, l’Ucraina è una porta di accesso alla Russia. Secondo Zbigniew Brzézinski, per l’egemonia degli Usa, è necessario incoraggiare l’Ucraina a mantenere la sua “indipendenza” nei confronti della Russia. L’obiettivo è impedire a quest’ultimo di ricostituire un impero neo-sovietico. In altre parole, gli Stati Uniti stanno facendo di tutto per mantenere l’Ucraina nel suo campo. Detto questo, la Russia, relativamente parlando, non diventerebbe un impero globale potente come gli Stati Uniti. In altre parole, per Brzézinski, gli Stati Uniti devono evitare a tutti i costi il ripristino dell’egemonia russa sui suoi ex “cortili” in Asia centrale come Kazakistan, Uzbekistan, ecc. Va notato che questa area geografica è importante, soprattutto perché è densamente ricca di risorse minerarie. Zbigniew Brzézinski precisa che “l’apparizione di un competitor in Eurasia, capace di dominare questo continente e sfidare l’America, metterebbe in discussione questi obiettivi (interesse fondamentale dell’umanità, ndr)”.

Inoltre, la supremazia di cui oggi godono gli Stati Uniti li rende il più grande impero che sia mai esistito su scala globale. Questa superpotenza si fa sentire in ambiti importanti: militare, economico, tecnologico e culturale. Così potenti che possono permettersi di imporre sanzioni – regolarmente illegittime – contro qualsiasi Paese, per quanto potente possa sembrare quest’ultimo.

Impedire la costruzione di altri blocchi geopolitici

Il conflitto russo-ucraino è anche una potente guerra economica. Porta alla luce il sogno americano di non vedere mai l’Unione europea dipendente dal gas e dal petrolio russi. Va notato che “l’UE consuma più del 14% dell’energia mondiale e ne produce solo il 6,5%; importa l’85% del petrolio e il 67% del gas che consuma, e più della metà dipende dalle forniture dalla Russia”, dettaglia il sito di Atalayar.

Diventa necessario che gli Stati Uniti creino tensioni variabili in Europa e in Asia per impedire la costruzione del blocco economico della Grande Eurasia composto principalmente da: Cina, Russia ed Europa in generale. La costruzione di un simile blocco economico minaccerebbe la supremazia mondiale degli Stati Uniti. Da qui nasce la volontà di mantenere il globalismo economico su scala mondiale a favore degli USA.

Questo globalismo economico ora si combina con il globalismo sociale per guidare l’umanità in un abisso senza precedenti. Questo globalismo sociale diventa un altro nome per l’universalismo americano. Fa appello alla diluizione forzata delle identità nelle società tradizionalmente radicate a beneficio della degenerata civiltà occidentale. Tuttavia, tutti sono convinti che, dovunque l’aggressore occidentale abbia ficcato il naso, le società presenti siano cadute nel baratro. In effetti, tutte le società tradizionali sono obbligate a strisciare davanti agli standard decadenti dell’Occidente.
E l’Africa in tutto questo?

Questo lo approfondiremo in un prossimo articolo.

Parte 1 di 2

Traduzione a cura di François Farafín Sandouno

Pubblicato su Nofi Media

Foto: Idee&Azione

1° aprile 2022