La “grande scacchiera”: il nuovo ordine africano in un mondo multipolare [2]

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di Watowédé Houngnibo

Comprendere il conflitto russo-ucraino significa poter cogliere che si tratta in realtà di una lotta geopolitica ed economica che contrappone blocchi tradizionalisti civilizzazionali all’aggressivo blocco occidentale (simboleggiato dalla NATO, dalle istituzioni di Breton Woods, ecc.). In effetti, un mondo multipolare sta emergendo e inevitabilmente si rivela l’unico rimedio contro la standardizzazione del mondo sotto la doxa americana. In questa ricerca di condivisione del potere tra blocchi di civiltà, quale dovrebbe essere il posto e il ruolo dell’Africa subsahariana? In altre parole, non è forse necessario un nuovo ordine africano in un mondo multipolare?

 

La grande scacchiera di Zbigniew Brzezinski: un nuovo ordine africano minacciato dal nuovo ordine mondiale

Nel nostro precedente articolo intitolato “La grande scacchiera” (parte 1): Capire i problemi degli Stati Uniti nella Grande Eurasia”, abbiamo discusso dell’unipolarizzazione del mondo sotto la doxa statunitense. Senza alcuna emozione, abbiamo dimostrato attraverso l’opera, Le grand échiquier : l’Amérique et le reste du monde, di Zbigniew Brzézinski, che gli USA restano, dopo lo scioglimento dell’URSS, il più grande impero su una scala scala globale. Aree chiave come l’esercito, la tecnologia, l’economia, ecc., hanno permesso di mantenere questa egemonia sul mondo dove dettano terribilmente le loro leggi.

Abbiamo detto che il nuovo ordine mondiale sotto la doxa americana porta altri nomi come: universalismo, globalismo, ecc. Di cosa si tratta?

Kemi Seba spiega che: “Il globalismo ultra-liberale spinge allo sradicamento e, troppo spesso” ha assicurato, ”che i popoli tradizionalisti e sedentari alla base finissero per essere babelizzati (cfr. Torre di Babele) e, di conseguenza, sradicati a livello identitario, più l’ibridazione globalizzata che porta alla scomparsa dei particolarismi delle famiglie umane radicate”. Prosegue ricordando che ”il globalismo non è naturale, e parte da un progetto ben preciso, da una dottrina massonica, che vuole che tutti gli uomini siano cittadini di un mondo standardizzato, senza riparo identitario, sessuale, religioso, più la negazione assoluta della legge della natura”.

Il pensatore russo Alexander Dugin va nella stessa direzione di pensiero. Precisa che: ”al tempo stesso, la civiltà occidentale si presenta come unica e universale, assimilando i suoi valori e atteggiamenti a quelli dell’intera umanità. Questo è il profondo razzismo occidentale, che è stato alla base del colonialismo classico e che resta – ma solo un po’ più velato – nei progetti del globalismo.”

Inoltre, va anche sottolineato che l’analisi politica del mondo si basa sulla geopolitica. Alexander Dugin, il principale ideologo della nuova Russia sotto la guida Putin, la definisce come una branca distinto dell’analisi strategica… Può essere definita come una disciplina che studia le relazioni e le interazioni tra spazi (territori), stati, civiltà, popoli ed economia. In questo senso, la dicotomia di sinistra e di destra non è più praticabile per comprendere il mondo in tutte le sue complessità.

Inoltre, i blocchi tradizionalisti civilizzazionali si stanno mobilitando per concretizzare il progetto della multipolarità del mondo. In questa nuova situazione geopolitica, quale blocco di civiltà costituisce l’Africa? È ovvio che questo progetto di multipolarità del mondo favorisce un nuovo assetto africano vitale capace di affermare la sovranità della Madre Terra Africa.

 

Il nuovo ordine africano in un mondo multipolare

La figura principale – al livello delle società civili africane, per ora – della manifestazione del concetto di multipolarità, ha un nome: Kemi Seba. Nel 2018 Kemi Seba ha pubblicato con ”New African Cultures Editions” un libro intitolato ”L’Afrique libre, ou la mort”. Affronta il globalismo il concetto della multipolarità, inserendoli nel paradigma africano. Ricordiamo che in precedenza aveva anche affrontato ampiamente la questione del globalismo nel suo libro intitolato ”Black Nihilism”.

In effetti, il multipolarismo è considerato come la “Quarta Teoria Politica” che incarna naturalmente l’alternativa al liberalismo, al fascismo e al comunismo. In sostanza, secondo Kemi Seba, ciò che ci si aspetta da un mondo multipolare è “il fatto che il potere mondiale è condiviso da più poli chiamati ”grandi potenze”. Questo multipolarismo si basa fondamentalmente sull’idea di una pluralità di civiltà e culture.

I fautori della multipolarità del mondo, dall’Africa alla Russia passando per l’America Latina, sono unanimi sul fatto che i diversi tipi di blocchi di civiltà – non occidentali – sono:

– Africa subsahariana (simboleggiata e rappresentata dal progetto Panafricanismo – doxa sovranista)
– Russo (ortodosso-eurasiatico)
– Indiano (che non funge ancora da polo indipendente)
– Islamico (multipolare e multivettore stesso)
– Cinese (abbastanza unificato e ora formalizzato politicamente)
– America Latina (in costruzione)

Kemi Seba precisa che:’ ‘Quanto all’Africa subsahariana, essa costituiva un preciso blocco civilizzazionale, illustrato dalla dottrina del panafricanismo. E tutti (gli altri tradizionali blocchi di civiltà, ndr) dovrebbero unirsi in qualche modo, per combattere il pericolo della standardizzazione del mondo promossa dal blocco globalista dell’Occidente”

Inoltre, la comparsa di più poli di potere significherebbe certamente la perdita dell’egemonia dell’universalizzazione del nazismo liberale. È anche la perdita dell’influenza di un Occidente in cui i Rothschild, Bill Gates, Zuckerberg, Georges Soros e compagnia trionfano illegittimamente.

Inoltre, va notato che i singoli paesi africani sono tutt’altro che viabili nel resistere al globalismo ultraliberale occidentale. L’Unione Africana dovrebbe essere urgentemente riorientata in questa riconfigurazione ideologica e geopolitica del multipolarismo. Ciò gli impedirebbe di essere passiva e inesistente in questa nuova divisione dei poteri tra le potenze. Diventerebbe così una vera potenza in grado di affermarsi e sopravvivere.

Traduzione di François Farafín Sandouno

Pubblicato su Nofi Media

Foto: Idee&Azione

2 aprile 2022