La guerra geopolitica dei corpi e delle anime

image_pdfimage_print

di Maurizio Ulisse Murelli

«Quando un russo entra in una stanza e non trova nessuno, dice: “Здесь нет ни души” (letteralmente “Non c’è un’anima qui”)

Quando un americano o un inglese entrano in una stanza e non trovano nessuno dicono: “There is NOBODY here” (letteralmente “Non c’è un corpo qui”)

Qui sta tutta la differenza tra le nostre percezioni del mondo. Per i russi l’essere umano è un’anima, per gli anglosassonii è un corpo». Dmitry Koreshkov

Larga parte della Compagneria e camerateria in armonioso amplesso amoroso con la totalità dei liberisti condividono l’avversione per chi, occupandosi della questione Ucraina, pone il tema della contestualizzazione. Per costoro la questione è semplice: la Russia ha aggredito a freddo la pacifica, democratica, libera Ucraina, quale prima tappa di un vasto progetto espansionistico che li porterà a riprendersi Polonia e paesi baltici, per i più moderati; tutta l’Europa fino al Portogallo per i più fantasiosi. L’operazione militare in Ucraina altro non sarebbe che un fungo velenoso spuntato il 24 febbraio del 2022.

Se gli fai notare il tracciato storico USA in tutto e per tutto a partire dalla seconda metà dell’Ottocento e nell’intero Novecento, il modus operandi, come si concepiscono e la funzione che si sono arrogati di assolvere nel mondo (la loro concezione di Ordine Mondiale); se gli fai notare che con l’implosione dell’Unione Sovietica hanno proceduto a devastanti guerre espansioniste in Medio Oriente, Iraq in testa, Afghanistan, e persino in Europa (Serbia); se gli fati notare che sono venuti meno ai patti stipulati con i russi in base ai quali la NATO non avrebbe dovuto espandersi a Est; se gli fai notare che nel 2014 hanno promosso il golpe di Maidan, a parte negare l’evidenza che di golpe si è trattato, se gli fai notare queste quisquilie fra le altre ti dicono che tutto questo è fuori contesto. Il contesto è l’invasione dell’Ucraina. La quale Ucraina se ne stava lì buona buona a farsi gli affari propri e aveva tutto il diritto di farsi imbottire di armi e dollari, varare leggi russofobiche, perseguitare i russofili, progettare l’istallazione di missili puntati su Mosca etc. Se gli metti in fila tutte le “pillole” distribuite dagli stessi americani, per esempio quella del capo della missione di addestramento militare statunitense in Ucraina Todd Hopkins «I russi ci hanno dato otto anni per addestrare l’esercito ucraino all’interno dell’Ucraina. L’errore principale della Russia nella primavera del 2014 è stato che l’esercito russo si è fermato in Crimea», addestramento avvenuto nel poligono a Yavorov, vicino a Leopoli, nel quadro del programma di addestramento JMTG-U (Joint Multinational Training Group – Ucraina) specifico per le forze armate ucraine dove, per inciso, sono stati addestrati  anche i militanti dei battaglioni nazionali Azov e Pravyj Sector (alla fine di febbraio di quest’anno, la missione JMTG-U ha lasciato Yavorov, ma non ha cessato di operare. Ora i gli addestratori del Pentagono stanno addestrando l’esercito ucraino in Baviera, nel campo di addestramento della 7a armata americana nella città di Grafenwöhr). Oppure la dichiarazione del generale  Joseph Hilbert comandante del 7° comando di addestramento dell’esercito: «Dall’inizio della missione di addestramento [nel 2015] fino a gennaio 2022, il 7° comando di addestramento dell’esercito ha addestrato un totale di 23.000 ucraini a Yavoriv, […] L’addestramento ha incluso sistemi di armi anticarro, dottrina, operazioni e, soprattutto, lo sviluppo di un corpo di sottufficiali competente, ha affermato. Ha notato che i sottufficiali che hanno seguito l’addestramento possono prendere l’iniziativa e prendere decisioni tattiche in base alle intenzioni dei loro comandanti», se gli fai notare tutte queste “spigolature” e le mille altre che si potrebbero citare, dicevo, ti ribadiscono che sei fuori contesto.

E non vogliono sentirsi dire che è proprio il contesto che inchioda inchioda i liberisti alla loro menzogna  in base alla quale l Russia non ha alcuna giustificazione. Ma i liberisti, sono apertamente schierati e partigiani dichiarati dell’imperialismo atlantista. Compagneria (gran parte della) e camerateria (gran parte della) invece, si arrampicano sugli specchi. Negano di essere se non servi consapevoli o inconsapevoli quanto meno collaboranti dell’atlantismo. Per i primi si tratta di una guerra partigiana contro l’invasore (si sono riscoperti sovranisti) e per i secondi dell’imperativo categorico di stare dalla parte dei “camerati” (sic!). Si avventurano, gli uni e gli altri, i teorie talmente bislacche e surreali  che si fa veramente fatica a pensare che ci credano veramente, così come si fa fatica a selezionare le “perle” sulle quali concentrare la risposta. (Comunque sul tema del delirio destro-sinistro mi impegnerò con un post/editoriale prossimo venturo).

Il “contesto stretto”, dicevamo. Costoro è come se aprissero l’Odissea e arrivati là dove Ulisse approdato a Itaca regola i conti con i Proci esclamassero: «Ma quanta spietatezza! Quanta violenza! Poveri Proci aggrediti!» . Oppure, per dirla con Carlo Freccero: «Se provaste a leggere il Conte di Montecristo dal momento del suo ritorno in scena, per vendicarsi, ebbene non sarebbe più l’eroe, colui che fa giustizia, bensì semplicemente il cattivo».  È questa la falsa prospettiva su cui maramaldeggiano quanti intimano di cassare il “contesto allargato”. E ancor più maramaldeggiano quando invocano la sacra tavola dei valori democratici. E dicono: «È inaccettabile l’acquisizione da parte dei Russi di territori ucraini».  Sorvolando sul fatto che l’Ucraina così come è oggi configurata negli attuali confini è uno stato artificiale messo assieme nel corso del tempo dall’URSS che gli ha via via appiccicato territori sottraendoli alla Romania, all’Ungheria, alla Polonia, alla Biellorussia e alla stessa Russia (Crimea in primis) con il fine di dare un ordine  organico (discutibile fin che si vuole, ma questa è stata la logica) alle repubbliche dell’URSS; l’Ucraina aveva un’estensione corrispondente a meno della metà di quella attuale e non aveva alcun sbocco al mare. Se per ipotesi, prima di disfare l’URSS Gorbačëv  avesse imposto il ripristino dell’integrità territoriale della Russia, recuperando Donbass, Crimea e costa sud, cioè i territori russi “regalati” all’Ucraina, oggi il problema Ucraina manco esisterebbe. Ma come dicevo, sorvoliamo anche su questo “contesto allargato” e restiamo alla parola d’ordine incisa sulla tavola valori democratica oggi sulla bocca di tutti, subito dopo “La Russia è l’aggressore e l’Ucraina l’aggredita”. Recita il secondo comandamento: “Non si può tollerare e si deve intervenire con sanzioni, supporto militare e mostrificazione della Russia favorendo l’abbattimento di Putin, il macellaio, il boia, il nazista”. Scusi, signor Marchese del Grillo, ma se questo è un comandamento, lo possiamo applicare anche in Medio Oriente? Israele con le alture del Golan sottratte alla Siria; i territori sottratti sempre da Israele ai palestinesi, i territori siriani occupati dai Turchi (sorvoliamo sulla questione kurda) e quel che più conta, per quale ragione la Cina non dovrebbe rivendicare la sovranità su Taiwan e gli Occidentali, USA in testa si pongono minacciando guerra al reintegro di questo pezzo di Cina con la madre patria? «No, risponde il Marcehese, il comandamento vale solo dove e quando voglio io, perché io sono io e voi… E c he non vi venga in mente di contestualizzare lo smembramento della Jugoslavia…».

Per in ostri azzeccagarbugli è invece in pieno contesto, stretto, allargato, mediano e persino cosmico l’esternazione di Stoltenberg. Zelensky che forse comincia a capire quanto sia stato incastrato ha adombrato di lasciare alla Russia la Crimea e subito il Grande Gendarme se ne esce con un: «Gli stati membri della Nato non accetteranno mai l’annessione illegale della Crimea.

Noi siamo sempre stati contrari anche al controllo russo di parti del Donbass nell’Ucraina orientale». A che titolo parla in questi termini il segretario di un’Alleanza militare difensiva” (sic!)? Quale competenza? Fa forse parte della NATO l’Ucraina? E se uno degli stati membri che aderisce alla NATO in pieno diritto politico, riconoscesse la Crimea, quale titolo avrebbe Stoltenberg di opporsi a nome di TUTTI gli aderenti alla NATO? È come se il sindaco di Milano concedesse un pezzetto di territorio del comune di Milano al comune di Sesto San Giovanni e il capo dei vigili urbani del capoluogo lombardo esprimesse la sua contrarietà a nome di tutte le polizie municipali d’Italia. Ne più ne meno. Ma lui è nel “contesto giusto” e può dire questa cosa senza che nessuno abbia niente da obiettare. Anzi, viene pure applaudito.

E infine, siccome Alessandro Orsini è sempre “fuori contesto” perché ci racconta come, a parer suo, si è arrivati alla crisi ucraina e ci disvela tutte le ipocrisie della propaganda dei regimi occidentali, le falsità e omissioni del mainstream, il mezzadro del Grande Fratello intima la chiusura del programma Carta Bianca che lo ospita e gli da voce.

Concludendo, se dunque quando un Russo entra in una stanza vuota dice “Non c’è un anima qui” e gli anglosassoni “Non c’è un corpo qui”, da noi si può tranquillamente dire “Non c’è niente qui”, non c’è nessuno/niente intendendo con ciò un compiuto nichilismo. Ci sono solo megafoni collegati a Washington che stabilisce i contorni del contesto. Fessi voi che cercate di capire gli antefatti i prodromi e il contesto allargato.

Foto: idee&azione

9 maggio 2022