La guerra la vince chi la fa bene

image_pdfimage_print

di Maurizio Ulisse Murelli

Il mainstream continua a sostenere che l’esercito russo si è rivelato inconsistente, che sta perdendo, “non riesce a sfondare”, è in difficoltà, ha sbagliato tutto etc. Secondo alcuni verrà sconfitto.

Su questo tema chi vuole andare oltre la propaganda dovrebbe cercare di essere oggettivo: non è questione di stare con o contro gli ucraini, con o contro i russi. La guerra è guerra e la vince non chi ha ragione ma chi la fa bene, e magari riesce a farla bene perché dotato di “armi fatali” e “potenza di fuoco” che non è sempre solo ed unicamente quella delle bocche di fuoco dei cannoni.

L’esercito russo non sta conducendo una guerra di distruzione totale (stile NATO-America) del terreno nel quale si muove. Sopra tutto non si sta confrontando solo con i soldati ucraini sul campo impiegando un contingente tutto sommato neppure tanto nutrito. Si sta confrontando con tutta la potenza tecnologica militare di cui è dotata la NATO. Necessariamente la Russia deve utilizzare tattiche e strategie molto complesse, sia per evitare bombardamenti strategici sulla popolazione, sia perché i terreni conquistati devono essere messi in assoluta sicurezza senza che alle spalle del fronte che si muove in avanti sopravvivano ostili isole di resistenza. In questo quadro le armi e i miliardi di dollari forniti dall’Occidente per supportare l’esercito ucraino hanno un peso specifico limitato rispetto al supporto della tecnologia militare, alla messa a disposizione di “occhi” e “cervello”.

Ogni telefono è Android, ogni iPhone è costantemente intercettato. Tutto: Facebook, WhatsApp e altre piattaforme-Viber trasmettono costantemente informazioni, tutto questo viene processato con la piena potenza del sistema di intelligenza artificiale e forma una mappa per gli obiettivi in tempo reale.

Aerei NATO con rilevamento di localizzazione radio a lungo raggio (AVAX) con equipaggi esperti sorvolano costantemente Romania e Polonia, satelliti americani da ricognizione e droni spia che partono da Sigonella costantemente monitorano ogni centimetro quadrato del teatro di guerra. Sul terreno la rete di intelligence inglese ramificatasi in tutta l’Ucraina a partire dal 2014: spie ben remunerate, forniscono costantemente informazioni ai comandanti dell’esercito ucraino.

I Russi spendono 2,5 miliardi di dollari l’anno del loro budget per sovvenzionare il progetto Roscosmos; il budget civile della NASA è di 25 miliardi di dollari a supporto del progetto SpaceX – per non parlare delle decine di miliardi di dollari distribuiti sull’intero Pianeta con il sistema di gestione Ryste a pieno uso e consumo degli Stati Uniti. E tutto questo ovviamente fa la differenza.

Gli Stati Uniti non solo vedono le truppe russe a terra, vedono la difesa aerea, hanno i droni che “indagano” i radar, stimano l’ora di arrivo di “Calibar” (razzo; KK) ma prendono costantemente di mira i generali ucraini online attraverso le intercettazioni della centrale operativa in Polonia.

Da qui, l’accuratezza dell’artiglieria ucraina e per risposta la necessità dei lanci di missili Tonchka dai sottomarini che sanno esattamente dove e come muoversi, quando esattamente lanciare e quanto tempo gli resta per spostarsi dalle posizioni di lancio e scomparire. Gli ucraini grazie a tutto il supporto tecnologico dei paesi NATO vengono a conoscenza delle crepe sulle retrovie delle colonne dell’esercito russo e intervengono sistematicamente sul supporto logistico.

L’esercito ucraino è in pratica una massa di manovra telecomandata; cervello e occhi sono NATO.  Naturalmente, l’uso dei missili ipersonici Caliber e dei missili supersonici ONYX ha ridotto notevolmente la capacità di mascherare da remoto gli elementi senzienti dell’esercito ucraino. Chi teleguida l’esercito ucraino devono prendere atto che i russi dispongono nuovi sistemi RTR e EV (intelligence elettronica e guerra elettronica) che al momento i russi ritengono importante tutelare e in qualche modo occultare per le future e imprescindibili battaglie.

Il fatto che le numerose piccole truppe russe abbiano “azzerato” il cielo in queste condizioni, hanno in gran parte neutralizzato la capacità del Saint Bajraktars (combattimento e ricognizione aerei senza equipaggio inviati dalla Turchia in Ucraina; KK) riuscendo a colpire  l’Ukrovermacht a Leopoli (Centro di comando, esercitazione e addestramento americano), un obiettivo da individuare e colpire non semplice, come ad esempio lo furono i centri di comando dell’ISIS che in Siria vennero sistematicamente disintegrati dai russi.

Non c’è mai stata una guerra del genere: trincea & elettronica. E affidarsi a commentatori improvvisati in servizio permanente effettivo della propaganda occidentale significa negarsi la possibilità di capire cosa veramente sta accadendo e cosa accadrà. Si può continuare a farsi convincere dalla propaganda che il piccolo ed eroico esercito ucraino, tutto solo e ancora male armato, sta battendo l’esercito imperial-sovietico russo ingenuamente ritenuto il secondo esercito più potente al mondo dopo quello statunitense. Si può, se la cosa reca piacere. Ma si è nel campo della narrativa fantasy.

Foto: Vittorio Nicola Rangeloni

18 maggio 2022