La guerra per procura in Ucraina ha i suoi pianificatori a Washington

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di Luciano Lago

Gli Stati Uniti hanno pianificato “la guerra in Ucraina per mettere in crisi la Russia. Non ci vuole molto a comprendere che gli avvenimenti in corso in Ucraina erano attentamente pianificati dagli strateghi USA da molto tempo ed erano diretti a danneggiare la Russia e coinvolgerla in una crisi nel teatro dell’Est Europa. Con la sequenza di provocazioni nel Donbass, alla Russia non era rimasta molta scelta se non quella di agire. Questo ha dato adito ad una campagna di odio e di sanzioni per isolare la Russia e mettere sotto accusa Putin e la sua giunta per aver deciso l’attacco all’Ucraina.

In realtà i politici statunitensi non si preoccupano del popolo ucraino che viene utilizzato come carne da cannone in una guerra per procura contro la Russia, una guerra che Washington ha progettato deliberatamente e con attenzione.

Dallo sviluppo degli eventi si comprende che la crisi ucraina è stata progettata per danneggiare non solo la Russia, ma anche il blocco emergente di paesi che cercano l’indipendenza economica dagli Stati Uniti”. Il principale obiettivo era ed è quello di isolare la Russia dall’Europa ma subito dopo viene quello di mantenere la subordinazione dei paesi europei a Washington e dare un segnale a quanti cercano un affrancamento dal dominio economico e finanziario statunitense.

La scorsa estate, in violazione degli accordi di Minsk, gli Stati Uniti e altri paesi della NATO hanno messo in atto il loro piano per portare l’Ucraina nella NATO. Questo comporta truppe e basi missilistiche statunitensi sotto le frontiere della Russia. Centinaia di tonnellate di armi e attrezzature militari sono state trasferite negli aeroporti ucraini da aerei cargo statunitensi e britannici. Si prevedeva l’utilizzo di queste armi da parte delle forze ucraine a breve scadenza con l’approssimarsi di una possibile offensiva russa provocata dal governo di Kiev con l’acutizzarsi del conflitto nel Donbass.

Il 17 febbraio, il Pentagono ha ordinato ai suoi mercenari ucraini di lanciare un’offensiva su vasta scala contro le repubbliche indipendenti di Donetsk e Lugansk. Gli statunitensi già sapevano che la Russia non avrebbe avuto altra scelta che intervenire a protezione dei cittadini russi del Donbass. Il piano era attentamente calcolato.

“I media corporativi occidentali nascondono il fatto che questa battaglia non è iniziata la scorsa settimana. Si tratta di un conflitto che ha imperversato per otto anni. Si calcola che 14.000 persone sono morte nella guerra condotta dal regime di Kiev contro la popolazione di lingua russa di Donetsk e Lugansk”.

“Il conflitto era iniziato nel 2014, quando un colpo di stato organizzato dall’ambasciata statunitense ha installato un regime russofobo di destra a Kiev. Gruppi neonazisti come Pravdiy Sektor e Svoboda Party facevano parte dell’operazione statunitense. Le loro milizie hanno iniziato una campagna di “pulizia etnica” contro il popolo di lingua russa del Donbas nell’Ucraina orientale. Almeno 50 manifestanti sono stati bruciati vivi a Odessa quando queste bande hanno appiccato il fuoco alla sede del sindacato”. Un episodio occultato dalle fonti occidentali.

In risposta, la popolazione di Donetsk e Lugansk si era sollevata in armi ed aveva dichiarato l’indipendenza delle Repubbliche del Donbass.

D’altra parte l’apparato industriale/militare USA ha visto con soddisfazione lo scoppio del conflitto in Europa che permette l’incremento dele spese militari per tutti i paesi della NATO in questa area e l’invio di armamenti ed attrezzature extra ordinarie per fronteggiare la minaccia russa. Allo stesso modo le grandi corporation quotate a Wall Street prevedono un incremento dei profitti in particolare quelle del comparto energetico, dove gli USA forniranno il gas che la Russia non esporterà più in Europa. In altre parole il beneficio della guerra riguarda il comparto finanziario e industriale USA mentre le conseguenze negative della crisi e delle sanzioni ricadranno sui paesi europei. Come sempre le elite si arricchiscono con le guerre e la massa delle persone si impoverisce.

Bisogna considerare che l’Ucraina stava diventando una minaccia alla sicurezza della Russia troppo urgente per non intervenire e l’ultimo proclama lanciato dal presidente Zelensky, il “pupazzo” di Washington, quello con cui prevedeva di dotarsi di armi nucleari, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha fatto decidere l’intervento a Putin.

Questo spiega le motivazioni dell’intervento russo in Ucraina mirato a neutralizzare le installazioni militari offensive montate nel paese dagli anglo-USA, fra cui la nuova base navale sul Mar Nero, subito distrutta dai missili russi, e i laboratori biologici militari del Pentagono presenti nel paese dove i tecnici USA conducevano misteriosi esperimenti.

Non è parso vero al presidente Biden ed alla sua squadra di poter celebrare l’evento della nuova guerra addobbandosi di bandiere ucraine e lanciando moniti e minacce contro il nuovo pericolo per il mondo costituito dalla minaccia Russa , condannando l’invasione dell’Ucraina nello stesso momento in cui gli USA celebrano il 20° anno dall’invasione dell’Iraq dove mantengono ancora le loro truppe e il decimo anno dall’invasione del nord della Siria. Queste celebrazioni dell’evento avvengono mentre Washington sta compiendo il suo ennesimo massacro nello Yemen, spalleggiando e sostenendo le forze dell’Arabia Saudita nello sterminio di quel popolo e pochi mesi dopo il ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan dove erano rimaste per venti anni distruggendo e destabilizzando quel povero paese.

Le invasioni possono essere buone e cattive secondo chi le fa e non è un mistero che Washington e i suoi alleati sono sempre “dalla parte del bene”. Il “cattivo ” di turno oggi è Vladimir Putin e segue la lista di quelli che sono stati sconfitti ed eliminati da Washington, da Saddam Hussein a Gheddafi, Bin Laden e il serbo Milosevic.

Tutto però lascia pensare che, con Putin, sarà un pò più difficile chiudere la partita come vorrebbe l’enturage di Biden.

Foto: Idee&Azione

5 marzo 2022