La lettera del Sodalitium Equitum Deiparae Miseris Succurrentis all’Ambasciata Russa

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di Sodalitium Equitum Deiparae Miseris Succurrentis

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il Sodalitium Equitum Deiparae Miseris Succurrentis ha scritto e consegnato all’Ambasciata Russa in Italia.           

Illustrissimo Signor Ambasciatore,

codesto Sodalizio cavalleresco, regolarmente e sacramentalmente ordinato secondo l’antico rito di Santa Romana Chiesa, Le porge i suoi sinceri omaggi.

Le partecipiamo la nostra profonda contrarietà e indignazione per la bieca deriva attualmente assunta dal Governo italiano, che nulla ha più di quello spirito solare che ha animato prima i padri della nostra sacra Roma e poi quelli del nostro Medioevo Cristiano, artefici di una civiltà che ha nobilitato la nostra Italia e beneficato il mondo intero.

Tale Governo, calpestando le vive e profonde relazioni che legano il nostro popolo al Suo, consolidate da rapporti di antica amicizia intessuta di contiguità e simmetrie spirituali e culturali, ora assume allucinate iniziative di ostilità contro il Suo Paese e il Suo popolo.

Il nostro Sodalizio, senza mai irretirsi in questioni teologiche, di là da ogni appartenenza razziale, ideologica o di confessione, ha sempre guardato con rispetto e ammirazione la millenaria tradizione della santa Russia ortodossa, così da riconoscere tutto il valore di quella omogenea linea spirituale-culturale contesta di uomini di altissimo prestigio, che vanno – per fermarci agli ultimi due secoli – da Dostoevskji a Dugin, passando almeno per Leont’ev, Florenskij, Solzenicyn, Berdjaev, Solov’ev.

Ora, pur nella presente sciagurata condizione italiana, il Sodalizio plaude all’iniziativa della Federazione Russa, intrapresa più contro i diabolici apparati dei cultori e promotori del NWO che non contro un’Ucraina non più sé stessa (così come, del resto, non lo è più la nostra Italia).

Guardiamo come un segno provvidenziale che l’invio di tale nostro omaggio venga a ricadere proprio nel giorno in cui tanto il nostro Martirologio Romano quanto i vostri Sinassari bizantini ricordano il martirio di “Duecento soldati”, avvenuto nella prima metà del III secolo d.C. e che valse loro la proclamazione di “santità”.

Vostra Eccellenza, il sacrificio che il Suo popolo sta affrontando non sarà privo di conseguenze, ponendosi agli occhi di Dio e del mondo quale un’ennesima prova della misteriosa identificazione che da sempre sussiste tra il Cristo Nostro Signore ed il vostro popolo sofferente.

Piace a noi ricordare le parole con cui tutto ciò fu espresso dal vostro grande poeta Fëdor Ivanovič Tjutčev:  

O i miserabili villaggi, o la povera natura,

Terra di lunga pazienza! Terra del nostro popolo russo!…

Curvo sotto il peso della croce, O Re del cielo, come umile schiavo

Hai percorso la nostra terra natale, colmandola di benedizioni”.

Auspichiamo, pertanto, ogni successo per l’operazione speciale militare intrapresa, non senza una segreta speranza che la felice riuscita della campagna possa ribaltare anche per noi l’esiziale tirannia che ci avvelena.

Da parte nostra e come più volte da noi rimarcato nel nostro ‘libro-manifesto’ – una copia del quale, peraltro, qui ci onoriamo di allegarLe – in quanto Milites Christi non possiamo non condividere con i Vostri militari l’anelito all’Onore ed alla Virtù.

Tanto il Sodalizio voleva rappresentarLe, così che, attraverso Lei, giungessero all’intero popolo russo ed al suo Presidente i sensi della nostra inalterabile solidarietà, amicizia e vicinanza, unite alle preghiere che già vi stiamo assicurando.

Un fervido e sincero augurio a Lei per il Suo non facile lavoro.

In Christo Rege.    

Foto: Idee&Azione

10 aprile 2022