La mano nera di George Soros dietro il conflitto in Ucraina

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di Luciano Lago

L’elite gobalista che guida la politica occidentale è ben consapevole che quella che si sta giocando in Ucraina è una partita decisiva. Si stanno scontrando due poteri contrapposti: quello occidentale atlantista, a guida anglo USA, e quello euroasiatico rappresentato dalla Russia di Putin.

Il contesto è quello della lotta per il Nuovo Ordine mondiale che è il principale progetto a cui si sono dedicati eminenti personaggi delle oligarchie dominanti, fra cui spiccano Klaus Schwab e George Soros, oltre ai clan dei Clinton, Bill Gates e dei banchieri Rothschild.

Indubbiamente nel caso dell’Ucraina il più attivo è stato George Soros che ha seguito dall’inizio il progetto di fare dell’Ucraina una piattaforma di attacco e destabilizzazione della Russia, tanto che lo stesso Soros ebbe a dichiarare tempo addietro, nel corso di un’intervista all’edizione britannica di The Guardian, che quello che sta accadendo con l’Ucraina è il suo miglior progetto. Un giornalista che aveva intervistato il “filantropo” aveva notato che questi era francamente orgoglioso dei suoi “successi”.

La conversazione era avvenuta tre anni fa, molto prima dell’inizio dell’offensiva russa in Ucraina e non aveva suscitato grande clamore ma oggi si può riconsiderare come significativa.

George Soros non ha mai nascosto il fatto che “il suo principale nemico è a Mosca”: “Credo che la società europea non reagisca abbastanza bruscamente alla Russia. Ecco perché sto cercando di spiegare che tipo di pericolo rappresenta davvero”.

Si può capire che la Russia, con il suo conservatorismo e fedeltà ai valori tradizionali, quelli della famiglia e dell’ordine naturale, rappresenta una seria minaccia per gli sponsor dell’ideologia globalista e sovvertitrice del “nuovo ordine mondiale”. Basti ricordare quello che disse Zbigniew Brzezinski, ex consigliere per la sicurezza nazionale del presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter: “Si sta creando un nuovo ordine mondiale sotto l’egemonia statunitense contro la Russia, a spese della Russia e sulle rovine della Russia. L’Ucraina per noi è un avamposto dell’Occidente contro la restaurazione dell’Unione Sovietica”.

Da allora George Soros, con i suoi miliardi e le sue organizzazioni, è stato uno dei principali sponsor delle “Rivoluzioni Colorate” e delle operazioni di cambio di regime nei paesi dell’Est Europa. Il miliardario “filantropo” ha sponsorizzato il partito di opposizione jugoslavo “Otpor”, che ha perseguitato Slobodan Milosevic; “Orange Revolution” ed Euromaidan in Ucraina, la “Rose Revolution” in Georgia, oltre ad altri sommovimenti nei Balcani e nel Caucaso.

Naturalmente Soros non agisce da solo ma è il terminale di una rete che comprende servizi di intelligence americani, Dipartimento di stato e club di affari che sono dietro i governi e le istituzioni occidentali. Sono gli stessi servizi di intelligence che gli forniscono informazioni, preparano e sviluppano schemi per le sue azioni.

Il finanziere non nasconde che, alla base delle sue operazioni, c’è sempre un interesse speculativo dietro le sue macchinazioni e lui stesso denomina le operazioni dei suoi fondi come “investimenti”: “Faccio solo soldi lì. Non posso e non guarderò alle conseguenze sociali di ciò che faccio. Come attore di mercato, devo competere per vincere “, ha dichiarato una volta .

Dietro ogni rivoluzione, cambio di regime, colpo di stato, c’è sempre lui, con i suoi investimenti e con i progetti a lungo termine di cui l’Ucraina è un esempio di successo. Un progetto a cui si è applicata la fondazione di Soros che ha richiesto tempo per rieducare una generazione e distorcere la storia delle relazioni russo-ucraine, con la denigrazione sistematica del passato e del presente dello stato russo, tanto che la fondazione ha promosso con successo “valori europei e democrazia “, il tutto condito con marketing e consumismo esasperato tra i giovani. Il risultato è stato il Maidan a Kiev nel 2014 e lo scatenarsi della guerra civile con la caccia al russo nel Donbass.

In contraccambio dei suoi servizi Soros ha ottenuto, dal regime filo occidentale di Kiev, acquisto di immobili, terreni e società di media. Gli esperti ritengono che lo speculatore internazionale si aspetti di diventare uno dei principali beneficiari della vendita del patrimonio dell’Ucraina.

Soros, tramite il suo viceré, “oligarca” Tomasz Fiala, CEO e fondatore di Dragon Capital, ha acquistato 350.000 metri quadrati di immobili commerciali a Nezalezhnaya, attraverso fondi comuni solo nel 2016-2018. Dopo aver investito fino a 400 milioni di dollari, Dragon Capital è diventato il più grande acquirente di pubblicazioni immobiliari e di notizie nel mercato ucraino. Senza trascurare che, l’acquisizione da parte di Soros di risorse mediatiche, TV e giornali, significa il controllo completo sulla sfera dell’informazione.

Alla luce di questo diventa evidente perchè era importante per le oligarchie globaliste avere il controllo dell’Ucraina e utilizzare questo paese come un ariete contro la Federazione Russa, anche a costo della carneficina della popolazione ucraina.

L’operazione militare avviata dalla Russia in Ucraina rischia di compromettere gli “investimenti” di Soros e degli altri oligarchi definiti “filantropi” dai media occidentali.

Foto: Idee&Azione

23 aprile 2022