La melassa della Repubblica

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di Maurizio Ulisse Murelli

Ancora in branda e un po’ assonnato accendo la TV pensando: sai che melassa sul 2 giugno festa della Repubblica; i blà-blà sul lavoro, la Resistenza, la pace nel mondo, l’atlantismo, la democrazia, i giovani senza lavoro e le donne discriminate. E invece no. Un bel servizio lungo e con tanti collegamenti sui 70 anni del regno di Elisabetta. Giro un paio di canali e più o meno la solfa è la stessa, una solfa iniziata 15 giorni fa dove tra l’osanna di una sanzione alla Russia e un “siamo tutti ucraini” ci hanno sfracassato i cabbasisi sulla regina bambina al mare, in barca, in montagna, a cavallo, con i cani e il suo cappellaio (quello che gli fa i cappelli! Quello sì che fa uso di roba buona!). E va bene, in fondo 77 anni fa gli inglesi con i loro compagni di merenda ci hanno sconfitti in guerra, hanno piantato qui in Italia la loro bandierina e non se ne sono più andati. Viva l’Inghilterra  e se avanza un po’ di tempo viva anche l’Italia del 2 giugno.

In effetti poi un “servizietto” su Mattarella e soci all’Altare della Patria l’hanno pure trasmesso e io nel mio delirio da drogato ho visto scoperchiarsi la tomba del Milite Ignoto che uscitone ha sputato negli occhi di ognuno di quelli là sotto sulla scalinata con tanto di fanfara e corone di fiori. Urlava il Milite: «Ma che ca@@o c’entro io con voi che qui sto perché ucciso per aver difeso la Patria e voi l’avete svenduta?». Di fatto il giorno prima Mattarella invita tutti gli ambasciatori, ma non quello russo e quello bielorusso e io, sempre nel mio  delirio di drogato vedo l’avo di Mattarella che in piena guerra all’ambasciatore del Paese nemico, fa tagliare la testa e la fa recapitare al suo regnante. Perché metaforicamente questo ha fatto il Presidentissimo. Ce l’ha chiesto Bruxelles, chiosa il commentatore… come se la cosa fosse un’attenuante piuttosto che un aggravante che segna il livello della nostra indipendenza. Lo stesso commentatore che si indigna perché Orban si oppone alle sanzioni al Patriarca di Mosca Kiril e io che sto sempre in pieno trip mi immagino una sanzione ritorsiva di Mosca  verso Papa Francesco. Di fatto solo degli psicopatici possono giungere a sanzionare una guida spirituale, si trattasse anche solo di uno sciamano della Papuasia e non del sommo sacerdote di una nazione come la Russia, un sacerdote che ha fedeli sparsi per tutto il mondo.

Ma Orban è un “fassista”… oddio, per i saputi di casa nostra oltre agli ungheresi, “fassisti” lo erano anche i Polacchi , ma quelli, visto che reclamano l’incenerimento della Russia ora sono iperdemocratici e tutto questo manda in tilt. Sì, la “roba” di ier sera è buona e vedo Meloni e Salvini al bar a prendere un caffè ad interrogarsi su cosa è da intendere per nazionalsovranismo: lo è quello degli ungheresi che fieri rivendicano i loro interessi contrapponendosi soli alle fesserie della NATO-UE o è quello dei Polacchi che neppure sulla questione Kirill, loro, tanto “spirituali” e credenti non hanno avuto nulla da obbiettare?

Salvini. Ne vogliamo parlare? In quale festival della polenta concia ha lasciato in pegno gli attributi? Voleva andare in Russia, magari solo per tornare con un bel souvenir tipo una matrioska di legno ma non ci va. Non ci va perché lo chiede Bruxelles? No, lo chiede la Banda Letta e tutto il ciarpame madia-politico di contorno. Insomma, ha rinunciato ad una vacanza perché pure Di Maio, quello preso a “schiaffoni” da Lavrov, tutto gelosetto delle sue prerogative di omino che gira a vuolto, si è adombrato. Di Maio, che mi ricorda quel bambino disgraziato della mia infanzia che, perché scemo e antipatico, girava in vano per le vie del quartiere pietendo, a questa o a quella banda, di poter giocare. Ma inesorabilmente veniva respinto perché scemo e antipatico. La Vita è crudele.

Non mi sono ancora tirato su dalla branda che la TV con nonchalance la notizia che in una qualche parte dell’America un Tizio  ha imbracciato il fucile mitragliatore è ha sparacchiato sulla gente prima di suicidarsi. L’ennesimo psicopatico allevato nella società più bella e democratica del modo. L’episodio mi consente di regolare l’orologio: puntuale come la morte, mi suggerisce il folletto che controlla il mio trip. E mi alzo per andare in doccia.

Sono certo che a voi nessuno ier sera vi ha drogato e dunque indotto a visioni psichedeliche, ma sono altrettanto certo che da sobri e non tossici state vedendo lo stesso film che è in proiezione nella mia mente.

Foto: Idee&Azione

4 giugno 2022