La NAFO è il volgare doppelganger dell’ala mediatica della NATO

image_pdfimage_print

di Leonid Savin

Il 5 ottobre 2022, presso il Washington Center for Strategic and International Studies, si è tenuta una tavola rotonda dal titolo “NAFO and Winning the Information War: Lessons Learned from Ukraine”.

Tutte le attività informative considerate di successo nei Paesi del blocco NATO cercano di essere replicate e applicate in altre attività. Pertanto, la comparsa di uno strano alleato della NATO chiamato North Atlantic Fellas Organization e il suo riconoscimento come elemento importante della macchina militare-propagandistica occidentale indica che gli Stati Uniti e i loro satelliti in Europa amplieranno questa esperienza. Pertanto, dovremmo prepararci alle prossime provocazioni informative, al trolling e così via.

Nel comunicato stampa del Centro citato, NAFO viene descritto come “un gruppo online organico di sostenitori della posizione filo-ucraina che ha attirato l’attenzione di politici e leader mondiali per il suo uso creativo dei media digitali per combattere le fonti chiave della disinformazione russa”.

Ovviamente, non si tratta di combattere la disinformazione, come dichiarato, ma di cercare di svalutare e “cancellare” le informazioni ufficiali e i vari fatti resi pubblici dalla parte russa. Questo sarà chiaro da una breve introduzione ai metodi di lavoro della NAFO.

Si ritiene che l’organizzazione sia stata creata il 24 maggio, quando è stato fatto il primo tweet. Uno dei principali simboli della NAFO è l’immagine di un cane giapponese di razza Shiba Inu, disegnato da un artista con il soprannome di Kama. I sostenitori dell’Ucraina hanno iniziato a usarla come avatar sui social network. Si stanno diffondendo vari meme con questa immagine.

Poi ci sono state immagini con sistemi anticarro americani Javelin stilizzati come icone con la Vergine Maria (anche se questa è una palese blasfemia). Così come altre immagini di santi, sulle quali Christian Boris, un giornalista canadese di origini ucraine, ha iniziato a parassitare. Avendo capito subito che c’era una domanda di simboli ispiratori, ha creato un sito web Saint Javelin, dove è possibile acquistare una varietà di prodotti souvenir con attributi simili.

Il ricavato (non tutto, ovviamente; Christian Boris sta chiaramente guadagnando bene in questa attività di facciata) è destinato all’acquisto di attrezzature e munizioni per le forze armate ucraine e per i gruppi neonazisti militarizzati.

Queste due aree – la raccolta di fondi e la diffusione di messaggi sotto forma di meme o commenti – sono alla base del lavoro del NAFO, condotto dai neonazisti ucraini e dai loro sostenitori nei Paesi occidentali. E questo processo è guidato da veri e propri specialisti delle operazioni informative. Sul sito web del Center for Strategic and International Studies si legge che il cofondatore del NAFO è Matt Moores, ex membro del Corpo dei Marines degli Stati Uniti.

L’impronta del Corpo dei Marines in questa attività non è casuale. Anzi, è addirittura logica. È stato il maggiore dei Marines Michael Prosser a proporre il concetto di “guerra memetica“ nel 2006. Egli sosteneva che, utilizzando la progressione logica del rapporto tra i memi e le idee e le convinzioni politiche, qualsiasi attacco a un’ideologia deve considerare un attacco a un’idea o a un insieme di idee centrali o trascendenti come mezzo per il successo. Inoltre, i memi come idee fungono da strumenti (o mezzi) per attaccare un’ideologia.

Prosser ha proposto l’analogia secondo cui le ideologie hanno le stesse caratteristiche teoriche delle malattie (in particolare, come sistemi complessi adattivi). L’ideologia dovrebbe quindi essere riconosciuta come una malattia e i memi come un metodo per diffonderla.

Nel frattempo, i metodi di guerra memetica hanno fatto notevoli progressi e sono stati adottati all’interno della NATO. Anche in questo caso, i memi creati nella NAFO mirano a sostituire o svalutare i contenuti etichettati come ideologia nemica. Internet è il campo in cui viene condotta questa guerra dell’informazione.

Politico ha osservato che “approfondire il NAFO è un corso accelerato su come le comunità online, dallo Stato islamico al movimento di estrema destra Boogaloo e a quella variegata banda di guerrieri online, hanno trasformato la cultura di Internet in armi”. Lo stesso articolo riporta i commenti di Ivana Stradner, del think tank di destra di Washington Foundation for Defense of Democracies, che afferma di “sentirsi una propagandista civile della NAFO”.

Ma questa struttura amorfa comprende anche pesi massimi della politica come Adam Kinzinger, il presidente estone Thomas Hendrik Ives e il ministro della Difesa ucraino Alexey Reznikov, il maggiore generale dell’esercito statunitense Patrick Donahue.

Nel settembre 2022, il Washington Post ha sottolineato che il lavoro della NAFO è una guerra di trolling, che di per sé non è una novità. La pubblicazione ha citato Eliot Higgins, il fondatore del famoso sito web Bellingcat, associato ai servizi segreti britannici. Ha twittato che avrebbe parlato della NAFO alla conferenza “come esempio di comunità online che rispondono organicamente alla disinformazione dei governi e delle comunità che contraddicono i fatti”, aggiungendo che è “un bene per il morale”.

Ovviamente, questa è una visione unilaterale dei flussi di informazione. Strutture come Bellingcat e altre creature dei servizi segreti occidentali cercano di mettere a tacere sia i media russi sia le fonti di notizie alternative in Occidente.

Ma come lo fanno esattamente?

Tutti gli osservatori occidentali sono unanimi nell’affermare che la NAFO basa il suo lavoro sul cosiddetto shitposting, ovvero la pubblicazione di messaggi o contenuti di trolling deliberatamente aggressivi, ironici e di bassa qualità su forum e social network online. Una caratteristica fondamentale dello shitposting è che chi commenta sa benissimo che sta postando delle sciocchezze.

I propagandisti della NAFO si limitano a inserire commenti sotto le dichiarazioni ufficiali nel tentativo di renderle prive di significato. Oppure usano slogan volgari come “la nave russa – f*ck you” per sminuire il valore di tali contenuti o della discussione che si svolge nei commenti.

A questo proposito, la pubblicazione britannica The Economist scrive che “per molti versi, la leggerezza della NAFO oscura il suo ruolo di forma di guerra informativa di notevole successo”.

È interessante notare che tutte queste tecniche di shitposting non funzionano nei Paesi con una forte cultura conservatrice. Cioè dove la società preserva le fondamenta dell’alta cultura e non ne permette il degrado. Ma in Ucraina e in Occidente questi meme volgari sono diventati virali, il che dimostra una grave regressione, per quanto si parli di “morale”. Come non ricordare i continui tentativi dei neoliberali negli Stati Uniti e nell’Unione Europea di promuovere la “cultura dell’annullamento” in tutte le sue manifestazioni – dalle nuove teorie frenetiche (chiaramente dirette contro alcuni gruppi sociali o politici) al rifiuto della propria storia?

Il lavoro della NAFO in questo senso è esemplare. In fondo, tutti i loro meme e le loro battute xenofobe sono solo una narrazione visibile che è importante far arrivare alle masse “che sono nelle grinfie di una dura censura”. Ma dietro questa semiotica si nascondono ganci psicologici distruttivi. Il cane Shiba Inu è deliberatamente posizionato come neutro rispetto al genere. In superficie deve essere usato da entrambi i sessi per diffondere la propaganda pro-ucraina. A un livello più profondo, si tratta di promuovere il tema LGBT. La linea del “santo javelin”| non è altro che una presa in giro dell’immaginario cristiano.

E tutto questo è fatto con una coltivazione dell’odio a livello subconscio. E se consideriamo che gli autori principali dei memi più comuni non sono nativi dell’Ucraina moderna, allora la lettura dei simboli e dei memi della NAFO conferma ancora una volta che per l’Occidente il popolo ucraino è solo materiale da usare per indebolire la Russia. E tutti questi memi li rendono ancora più stupidi. E le masse stupide sono più facili da controllare.

Traduzione a cura di Costantino Ceoldo

Foto: Katehon.com

17 ottobre 2022

Seguici sui nostri canali
Telegram 
Facebook 
YouTube