La parola e il potere

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di Daniele Trabucco

Un grande filosofo e storico della scienza francese, Paul-Michel Foucault (1926-1984), il cui pensiero è stato influenzato dal kantismo, dal marxismo, dall’esistenzialismo di Heidegger, nella sua opera “Le parole e le cose”, ha messo chiaramente in evidenza come il linguaggio sia profondamente connesso con le dinamiche del potere.

L’emergenza sanitaria da Sars-Cov2 lo ha dimostrato e lo dimostra. Il linguaggio, in altri termini, ripiegandosi su se stesso, si livella ad un puro statuto d’oggetto. In questo modo, la sua oggettivizzazione ne consente la maggiore fruibilità da parte del potere. Si usano le “formule magiche”, quotidianamente ed abusate, per semplificare il reale e nascondere pratiche di controllo pervasive funzionali ad instaurare paura. Ecco allora che colui il quale esprime dubbi sul vaccino diventa un No-Vax, un operatore sanitario che manifesta le sue perplessità sulle linee guida adottate dal Ministero della Salute del 26 aprile 2021 rischia l’avvio di un procedimento disciplinare da parte dell’Ordine di appartenenza, chi, pur nel rispetto del DPCM 02 marzo 2021, non indossa i dispositivi di protezione delle vie respiratorie perché mantiene il distanziamento è bollato come un “potenziale untore” di manzoniana memoria. Pensiamo al termine “positivo”: qualora qualcuno dicesse oggi mi sento “positivo”, si troverebbe circondato da camici bianchi.

Dall’emergenza Covid-19 siamo passati all’emergenza del linguaggio. Alla contrapposizione tra pensiero ed essere propria della modernità (Cartesio), dobbiamo recuperare il modo di pensare non sofistico degli antichi della identità tra il pensare e la realtà.

Foto: Idee&Azione

6 giugno 2021