La perdita dell’egemonia mette in crisi le élite anglo-statunitensi

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di Luciano Lago

La fase che è appena trascorsa nel mondo occidentale era stata caratterizzata dalla pandemia del COVID-19, dalle misure di blocco prese in vari paesi e dalle risposte quasi sempre inadeguate da parte dei governi nazionali che, sulla base dell’emergenza e delle direttive di organismi sovranazionali (collegati agli interessi del Big Pharma) hanno stretto il controllo sociale sui cittadini ed hanno portato alle restrizioni con autoisolamento sanitario ed economico in vari paesi.

Successivamente è scoppiato il conflitto in Ucraina le cui origini risalgono al colpo di stato incostituzionale pilotato dagli USA nel 2014 a cui è seguita una sanguinosa guerra civile di otto anni, sobillata dalle potenze occidentali per portare l’Ucraina nella NATO e nel campo occidentale. Il tentativo di destabilizzazione dell’Ucraina, pianificato già da molto tempo prima dagli strateghi di Washington, si è svolto sul territorio adiacente alla Russia, in un paese già precedenza parte dell’URSS e prima ancora parte dell’Impero russo. Non si è tenuto contro degli avvisi e dei moniti lanciati dal Cremlino sulle “linee rosse” e sulle esigenze di sicurezza della Russia, così che inevitabilmente la stessa Russia ha reagito con l’offensiva in Ucraina lanciata nel Febbraio di quest’anno.

Gli Stati Uniti, la UE e la NATO hanno preso posizione contro la Russia con massicci aiuti militari e con l’appoggio logistico e dell’intelligence al governo ucraino, mentre allo stesso tempo è stata indetta una campagna di sanzioni pesantissime contro la Russia che tuttavia non sono riuscite né a fermare il conflitto né a isolare la Russia.

Da quel momento, ovvero dall’insorgere di un grave conflitto in Europa, tutto è passato in secondo piano di fronte al dramma della guerra e delle carenze energetiche che si trova ad affrontare l’Europa per le scelte scellerate dei governi europei.

I cittadini europei sono sati bombardati da una campagna di propaganda russofobica che non ha precedenti, con l’intento di deformare gli avvenimenti e coalizzare l’opinione pubblica contro il nuovo nemico, indicato come il nuovo mostro: Vladimir Putin. Nessuna possibilità di dissentire dalla versione ufficiale dei fatti diffusa dai media del sistema senza essere indicati come filo Putin, ovvero “agenti del nemico”.

Il conflitto si è già di fatto internazionalizzato e si caratterizza per essere una guerra fra la NATO, l’alleanza occidentale dominata dagli USA, la Russia e quei paesi che si sono schierati con Mosca, dall’Iran alla Cina, dalla Corea del nord, alla Siria ed al Venezuela, senza contare un grande numero di paesi emergenti che hanno voltato le spalle all’occidente e si sono rifiutati di aderire alle sanzioni contro Mosca.

Il fallimento della strategia occidentale è divenuto evidente e sembra chiaro che una linea di demarcazione è stata tracciata e nulla sarà come prima. Il mondo è entrato in una nuova fase.

L’operazione speciale iniziata dalla Russia in Ucraina rappresenta un colpo all’ordine mondiale unipolare esistente e segna il passaggio dalle lotte di resistenza contro l’aggressivo neocolonialismo impiantato dall’Occidente ad una fase calda di scontro aperto guidato dalle nuove potenze come Russia, Cina e Iran.

L’egemone mondiale in via di indebolimento e in decadenza – gli Stati Uniti e i suoi alleati – nel quadro della loro visione del mondo razzista e neocolonialista percepiscono questa operazione russa come aggressiva solo perché la considerano giustamente come un attacco al loro dominio totale nell’ordine mondiale unipolare.

È la paura di perdere la propria egemonia che impone all’Occidente la necessità di fermare la Russia ad ogni costo e lo costringe ad adottare misure economiche e militari senza precedenti.

La riluttanza dell’Occidente, a guida anglo USA, nel venire a patti con il corso oggettivo dello sviluppo storico, a trovare il suo posto nel nuovo ordine internazionale, è irrazionale ed è radicata nel suo passato di dominio razzista e colonialista (tipico della mentalità anglosassone).

La paura dell’imminente nuovo ordine mondiale raggiunge il panico e porta le élite di Washinton e Londra (gli istigatori della guerra) a numerosi e pericolosi errori, il principale di questi è l’aumento dell’escalation militare nel territorio dell’ex URSS, dell’Ucraina, oltre ai crescenti rischi di un conflitto su vasta scala con l’uso di armi nucleari .

L’incapacità di calcolare anche le conseguenze a breve termine della propria politica è una chiara prova del mostruoso degrado delle élite occidentali.

Foto: Wild Politics Blog

2 settembre 2022