La politica del bel canto

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di Roberto Siconolfi

Bello il discorso della Meloni, in particolar modo nei punti sulla pandemia, l’ecologia, la sovranità alimentare, ecc.

Devo dire che diversi passaggi sono stati anche emozionanti, con qualche giustificazione non richiesta di troppo.

Se non fosse che ora tocca governare, e che le linee guida del governo sono già decise e decise in altre sedi che con le istituzioni democratiche – sic! – hanno poco a che fare.

Michel Maffesoli, nell’analisi della politica del nostro tempo, il tempo della postmodernità, definisce tutto ciò “la politica del bel canto”, ovvero una istantanea sollecitazione degli umori e degli entusiasmi, molto simile a quella adottata da una rock star, ma abbastanza fine a se stessa e sterile.

Discorsi simili erano stati tenuti in precedenza già dai vari Grillo, Conte, Salvini, Renzi, per non parlare di Berlusconi, e perché no anche Draghi, con il suo gesuitico sex appeal… “whatever it takes!”

Ma poi la sbornia finisce, si torna per terra.

Uno Stato impantanato in problemi su problemi; cancri di potere chiamati deep state; centri sempre di potere, “esogeni”, pronti a tutto pur di comandare l’Italia; un popolo ammalato fatto da uomini altrettanto ammalati

Una mezza porticina va lasciata aperta, è bene sempre augurarsi il meglio della propria gente. Ma la vedo dura!

Foto: Idee&Azione

26 ottobre 2022

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