La realtà passa forse sopra la testa del Cremlino?

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di Paul Craig Roberts

Putin e il Cremlino hanno assistito al fallimento della loro “operazione militare limitata”, passata da un conflitto nel Donbass con l’Ucraina a una guerra per procura con gli Stati Uniti e la NATO, fino a una guerra vera e propria con gli Stati Uniti e la NATO.  L’inazione di Putin mentre il conflitto si allarga, come avevo detto, fino alla guerra nucleare, è straordinaria.  Sembra determinato a mantenere la sua politica totalmente fallimentare di un’azione di polizia nel Donbass con un impegno minimo di truppe e mezzi militari.  Dalle migliori informazioni che posso ottenere, ci sono solo 200.000 mila truppe russe coinvolte in quella che le prostitute della stampa chiamano “l’invasione russa dell’Ucraina”.

Il tempo a disposizione di Putin per eliminare completamente l’Ucraina prima di doversi ritirare di fronte al coinvolgimento della NATO o di premere il pulsante sta scadendo.  Forse l’ultimo sforzo degli ex leader della NATO per organizzare un intervento della NATO in una “operazione militare limitata” farà capire a Putin che non può più stare lì senza arrendersi o senza intraprendere l’azione decisiva che avrebbe dovuto intraprendere otto anni fa e mettere in ginocchio l’Ucraina.

Tre giorni fa, il 13 settembre, un gruppo di ex primi ministri, ministri degli Esteri e altri funzionari di alto livello dei Paesi della NATO [1] ha pubblicato un documento, il KYIV Security Compact [2], che auspica un’alleanza formale tra l’Ucraina e i Paesi della NATO che, di fatto, renda l’Ucraina un membro della NATO, trasformando così la guerra per procura in Ucraina in una guerra tra NATO e Russia.

Il Kyiv Security Compact è stato presentato formalmente al Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che lo ha approvato, pubblicato sul sito web della Presidenza ucraina e ne sostiene l’adozione.

Il documento prevede che “gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Canada, la Polonia, l’Italia, la Germania, la Francia, l’Australia, la Turchia e i Paesi nordici, baltici e dell’Europa centrale” stipulino accordi “giuridicamente e politicamente vincolanti” che li alleino con “l’Ucraina nella sua guerra in corso contro la Russia”.

Il documento afferma in modo ridondante l’intenzione dell’Ucraina di aderire alla NATO e all’Unione Europea, dichiarando: “L’adesione alla NATO e all’UE rafforzerà in modo significativo la sicurezza dell’Ucraina nel lungo periodo. Tuttavia, l’Ucraina ha bisogno di garanzie di sicurezza ora”, si legge nel documento, per cui gli accordi di sicurezza con i Paesi della NATO otterranno lo stesso risultato dell’adesione alla NATO finché il processo non sarà formalizzato. E aggiunge: “L’Ucraina ha bisogno di garanzie di sicurezza di ferro. Queste verranno prevalentemente, anche se non esclusivamente, dai Paesi della NATO”.

 

Il documento è stato redatto da una lunga lista di burattini europei comprati e pagati da Washington, copresieduta dall’ex primo ministro danese e segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen, dall’ex primo ministro australiano Kevin Rudd, dall’ex primo ministro svedese Carl Bildt, dall’ex ministro degli Esteri britannico William J. Hague e da ex ministri di Francia, Germania, Italia e Polonia.

La Russia non è in grado di difendersi perché, alla forza, i suoi leader liberali preferiscono gli accordi, sui quali essi stessi dicono di non poter fare affidamento.  Il Cremlino crede ancora, nonostante tutte le prove del contrario, di poter superare le “incomprensioni” occidentali nei confronti della Russia e di poter negoziare un pacifico mondo multipolare di cooperazione.

Che Dio ci aiuti.

[1] https://www.president.gov.ua/en/news/andrij-yermak-ta-anders-fog-rasmussen-prezentuyut-rekomendac-77729

[2] https://www.president.gov.ua/storage/j-files-storage/01/15/89/41fd0ec2d72259a561313370cee1be6e_1663050954.pdf

Traduzione a cura di Costantino Ceoldo

Foto: Idee&Azione

20 settembre 2022

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