La religione della giustizia

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di Aleksandr Prokhanov

Il recente Forum di Valdai è stato magnifico. Nella foresta autunnale vicino a Mosca, tra pini scuri e betulle dorate, pensatori di tutti i continenti si sono riuniti in un palazzo meraviglioso, che ricorda i palazzi bianchi e scarlatti di Bazhenov. Questa volta erano presenti molti meno scienziati politici e filosofi provenienti da Europa, America e Australia. Il mondo anglosassone era stato schiacciato. Oggi dominano i cinesi, gli indiani, gli asiatici, gli africani, i latinoamericani. Si vedeva che la Russia si stava girando da una parte all’altra, scricchiolando sul logoro letto del mondo su cui aveva riposato per tutti questi decenni.

Sul podio sono saliti economisti, politologi, filosofi, ambasciatori, professori e generali. Una nuova immagine del mondo è emersa da giudizi misti, emozioni, improvvisazioni intellettuali. Il mondo viene privato del suo egemone e dominatore, il mondo non assomiglia a un parco all’inglese curato nei minimi dettagli, ma a una gigantesca aiuola piena di fiori, dove ogni piccolo bocciolo è pronto a sbocciare e a decorare il giardino universale. Tutti parlavano della fine del mondo unipolare anglosassone, il cui sogno di dominio eterno è espresso dalla metafora della “grandine su una collina”.

Da questa fortezza americana, posta in cima a una montagna, le guardie guardano gli altri popoli e Paesi adagiati sulle pendici e se in queste nazioni e paesi sottomessi scoppiano disordini e disobbedienze, dalle torri americane vengono cosparsi di missili da crociera e sottomessi. Il mondo di oggi è il crollo del sogno americano.

Il discorso del Presidente Vladimir Putin è stato un manifesto. L’ha pronunciata dal pulpito del Sogno russo, un sogno rivestito dalla metafora del “Tempio sulla collina”. Il Sogno russo è una lotta per l’esistenza ideale, per l’armonia, per la luce celeste del Favore, per quel regno ideale, dove non ci sono ingiustizie, oppressioni, violenze dei potenti sui deboli, dove la più grave ingiustizia universale – la morte – è sconfitta.

Putin ha parlato dal pulpito del tempio russo a tutta l’umanità. Ha scelto un luogo da cui si sente lontano e in alto; ha parlato dell’Occidente, che tiene il mondo in mille catene visibili e invisibili, che ha attirato nella sua trappola popoli e interi continenti e li ha tenuti al guinzaglio corto. Possiede l’economia, le finanze, i mercati, le menti, le élite, infilando i suoi sensibili tentacoli in tutte le sfere della vita delle persone, privando la vita delle persone dell’identità, dell’opportunità di fiorire, condannandola a un ottuso decadimento senz’anima. Putin ha detto che il mondo sta spezzando queste innumerevoli catene. Rompere queste catene non è facile per il mondo, genera battaglie feroci. Il mondo di oggi è una battaglia in cui l’idea decadente del dominio del mondo da parte della civiltà occidentale si sta sgretolando. Le altre grandi civiltà dell’Est e del Sud del mondo stanno strappando il giogo della civiltà occidentale da sotto i piedi. La lotta è brutale, perfetta. Oggi la Russia sta combattendo il mostro occidentale quasi da sola, mettendo a dura prova tutte le sue forze e capacità storiche.

La guerra in Ucraina è una sfida impavida all’egemone mondiale da parte della Russia. Questo attacco russo ha spostato le piattaforme tettoniche del mondo. Il mondo ha tremato, scricchiolato e si è mosso.

Il cupo monolite del mondo concepito dall’Occidente si sta frammentando in più mondi. La Russia in Ucraina non è in guerra con il regime di Kiev, né con Zelensky, né con il reggimento Azov. Sta combattendo contro un’enorme e potente forza satanica che vuole dominare lo sviluppo del mondo e i destini dei popoli soggiogati. E questa lotta porta di nuovo la Russia in prima linea tra i sogni umani, le aspirazioni umane alla libertà e all’indipendenza. La Russia dà al mondo l’esempio di come si possa liberare dalle spalle il giogo dell’Occidente, un esempio di come la giustizia diventi lo strumento principale dello sviluppo mondiale.

Nei frammenti del vecchio mondo che si sta disperdendo ci sono già vaghe immagini di un nuovo ordine mondiale, misterioso e ancora da formulare. La Russia partecipa alla costruzione del nuovo mondo e offre a questo mondo un’ideologia, un’ideologia di giustizia.

Il discorso di Putin è stato vivido e commovente. Con la sua chiarezza, il discorso assomigliava a una squisita incisione su una pietra, a una grafica raffinata su una scintillante zanna di mammut. Questo discorso oggi viene padroneggiato e decifrato in circoli politici chiusi, in società segrete, stati maggiori, centri di intelligence mondiale. Per quanto chiaro, questo discorso ha molto di misterioso e può essere intuito da chi ha buon senso.

Il Sogno Russo è il sogno di un’esistenza ideale, del Regno dei Cieli, in cui le persone si impegnano per tutto il loro viaggio millenario. In questo mondo del Sogno russo non ci sono guerre, violenze, popoli sottomessi e uccisi, e regna l’armonia, il sinfonismo, la giustizia non solo sociale, ma anche divina, che stabilisce l’armonia tra tutto il mondo creato. Nel tempio della giustizia divina non una sola persona sarà offesa, non un solo fiore sarà calpestato, non una sola stella sarà spenta.

La giustizia divina si trova nelle viscere di tutte le religioni mondiali ed è essa stessa una religione sacra, un tempio in cui tutte le religioni mondiali hanno i loro altari. Nel loro avvicinamento al Sogno russo, nella loro ricerca della giustizia divina, i russi devono superare ostacoli incredibili, sopportare battaglie sanguinose e conquistare abissi impenetrabili. Dobbiamo ottenere vittorie nelle battaglie universali. La Vittoria russa è una vittoria sulle forze dell’inferno, una vittoria della luce divina e celeste. La dottrina del Sogno russo, la religione della giustizia, l’ideologia della Vittoria russa sono i significati più profondi e sublimi dell’idea russa.

La giustizia è una parola in codice, compresa da tutte le nazioni, tutte le fedi, tutte le culture del mondo. La Rivoluzione islamica in Iran è una rivolta di giustizia. La lotta brutale dei palestinesi è un martirio in nome della giustizia. Il sogno della Cina di un grande rinascimento cinese, calpestato per secoli dagli stranieri, è una speranza di giustizia eterna. L’Africa è una pentola in ebollizione di giustizia calpestata. Venezuela, Cuba, Nicaragua hanno la scritta “giustizia” sui loro stemmi.

La guerra che la Russia sta conducendo in Ucraina è una guerra per la giustizia. Liberare la popolazione del Donbass dai pestaggi: cosa c’è di più giusto? La riunificazione di una nazione divisa e smembrata: cosa c’è di più giusto? Ripristinare l’unità delle terre russe che sono state tagliate dalla scure americana nel 1991: questa è la giustizia di Dio.

Stiamo combattendo il fascismo in Ucraina – quell’incarnazione dell’ingiustizia infernale. In Ucraina abbiamo ingaggiato una feroce battaglia con l’Occidente, mostrando ad altre nazioni la via della liberazione, compiendo il grande sacrificio russo in nome della stessa giustizia divina.

*Organizzazione terroristica vietata in Russia

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Foto: Idee&Azione

4 novembre 2022

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