La Russia e il taglio netto con il mondo occidentale

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di Luciano Lago

Il conflitto scatenato in Ucraina rappresenta un punto di svolta radicale negli equilibri e nella ripartizione dell’ordine internazionale e come tale, possiamo scommettere, sarà ricordato dagli storici. Secondo alcuni analisti, l’Ucraina è oggi la sede della prima guerra ibrida mondiale condotta indirettamente/ dagli USA contro la Russia — la cui massa critica è condensata a Kiev — ma la cui matrice è a Washington che ha istigato il conflitto e che ha messo in campo una serie di misure soffocanti, classificate come «sanzioni catastrofiche», per strangolare la Russia.

Misure queste che, nel loro insieme, hanno permesso agli USA/NATO/Unione Europea di gestire “più guerre in una”: guerra di disinformazione, culturale, ideologica, di civiltà, demografica, cibernetica, manichea, radioattiva, biologica, orwelliana, neomaccartista, di censura, commerciale, finanziaria, economica, ecc., ecc.

La Russia di Putin è vista ormai come l’antagonista dell’ordine occidentale liberal globalista e come tale deve essere fronteggiata e neutralizzata prima che diventi un pericolo mortale per la vecchia potenza egemone, gli Stati Uniti.

Non tutti pensavano che Putin fosse un personaggio dotato di carisma e determinazione, in grado di sfidare l’ordine neoliberista globale non soltanto sul piano geopolitico ma anche da un punto di vista ideologico, come portatore di una visione “radical-tradizionale”. In precedenza, Putin era stato considerato uno statista pragmatico che, nell’intento di risollevare il suo paese, cercava costantemente di trovare un modus vivendi con il mondo occidentale.

Tuttavia, la sua posizione è cambiata dopo il 2014, con l’annessione della Crimea. Se si guarda alle sue ultime conferenze o commenti, alcuni spiegavano sostanzialmente la visione del regime putiniano descrivendo questa come una forma autocratica e conservatrice di “cesarismo”.

Non si è tenuto conto delle contraddizioni esistenti all’interno della società russa con la presenza di una fazione filo occidentale contrapposta ad una fazione, maggioritaria, conservatrice e nazionalista.
Il vero conflitto si spiega in questo modo, tra questi due gruppi all’interno della società e dell’élite russa, Questo significa che la composizione ideologica dell’élite dominante in Russia presenta ancora un doppio aspetto: si ritiene che nelle élite russe ci siano liberali di impronta filo occidentale, cosmopolita che credono nella comunità globale, nel libero mercato, mentre esiste contrapposto un campo conservatore, legato alla tradizione spirituale e culturale della Storia Russa e che è deciso nello sfidare l’ordine liberale globale.

La componente liberale all’interno della società russa ha avuto la sua influenza su alcune delle scelte fatte dalla stessa compagine di governo, in campo economico, finanziario e sociale, sulla base degli standard consolidati della fiducia nel mercato. Una visione conforme alla libera competizione degli individui, tipica delle società occidentali, nella credenza nelle disuguaglianze, apertura agli asset finanziari, ecc. Tuttavia, dall’altra parte era presente nella società russa anche l’esistenza di argomenti a favore di una società tradizionale, influenzati anche dalla Chiesa del Patriarcato ortodosso.

 

Con la guerra in Ucraina è arrivato il punto definitivo di svolta. La Russia, sottoposta alla pressione di sanzioni paralizzanti, si è isolata dall’Occidente e coloro che fanno il doppio gioco sono costretti ad uscire allo scoperto e vengono classificati come nemici.

In questo possiamo certamente affermare che gli Stati Uniti e l’Europa stanno facendo un enorme favore a Putin, visto che le sanzioni radicali gli danno l’opportunità di tagliare radicalmente la Russia dalla sua associazione economica con l’Occidente, senza subire le conseguenze politiche se questo fosse avvenuto per una propria iniziativa.

La Russia sotto attacco è un ottimo schermo per procedere ad un completo riassetto della società russa verso un ordine nazionale ispirato ad un sistema tradizionale e sociale antagonista di quello liberal occidentale. Una occasione storica.

Grazie alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, Putin potrà ora neutralizzare definitivamente la classe degli oligarchi russi legati ad interessi esterni, considerati una spina nel fianco dalla fazione tradizionalista.

Le sanzioni hanno anche ridimensionato politicamente quella parte della classe media russa che era economicamente più legata alle imprese transnazionali, ai beni, ai servizi e alle culture occidentali. Questi dovranno rivedere il proprio tenore di vita in senso più russo e meno occidentalizzato.

Russia e Cina hanno costituito di fatto un blocco antagonista e sono le capofila di un nuovo ordine mondiale visto che entrambe le potenze condividono alcune visioni che si possono dettagliare: “hanno sfidato l’ordine internazionale, sostenendosi a vicenda dando sostegno diplomatico reciproco per affrontare i loro problemi come quello dell’ Ucraina e di Taiwan”; condividono una «identità nazionale con la quale si definiscono in opposizione all’Occidente» e, cosa forse più importante, «convengono che l’ordine geopolitico dell’Oriente deve essere opposto all’Occidente, fatto che ha avvicinato notevolmente le relazioni bilaterali» Esistono molteplici ragioni che inducono ad affermare che l’alleanza russo-cinese sarà duratura.

In primo luogo, si sentono “orgogliosi dell’era socialista”. Secondo, sottolineano “le loro differenze storiche con l’Occidente”, poiché le due nazioni furono vittime dei vari imperialismi. Entrambi i paesi rifiutano il modello economico liberal entrato in crisi nel 2008, che “considerano inferiore ai propri modelli”. Da ultimo Russia e Cina costruiscono le loro relazioni come un modo per affrontare le attuali minacce esterne e sono dalla stessa parte nelle principali controversie globali. Non è casuale che si svolgono campagne ufficiali in entrambi i paesi per promuovere l’identità nazionale”

Se i due paesi consolideranno la loro alleanza, come tutto lascia prevedere, allora sarà l’Occidente a dover venire a patti con il suo nemico e l’Ordine Internazionale riceverà una impronta ben diversa dal sistema unilaterale dominato dagli Stati Uniti e da loro alleati e vassalli.

Foto: Idee&Azione

18 marzo 2022