La Russia fa parte della civiltà europea o di quella eurasiatica?

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di Krzysztof Karczewski

L’altro giorno ho notato una discussione: la Russia appartiene all’Europa? In altre parole: la Russia appartiene alla cerchia della civiltà europea o a quella eurasiatica? La nazione russa è più vicina alle altre nazioni europee in termini di civiltà, o è più vicina ai popoli mongoli, turchi, paleosiberiani, eccetera; alle nazioni indoeuropee o “turaniche”?

C’è un certo fraintendimento dei concetti di “Europa” e “Occidente” nel contesto della Russia come civiltà distinta. A mio avviso, naturalmente, è giusto che la Russia sia Eurasia, una civiltà, separata dall’Europa e dall’Asia. Questo è un punto di vista indiscusso. Tuttavia, vale la pena soffermarsi anche sui dettagli di questi concetti, in particolare: che cos’è “Europa”, “Occidente”.

A mio parere, questo argomento: “La Russia fa parte dell’Europa o dell’Eurasia?”. – è un grande malinteso. Prima di tutto vi chiedo: qual è la civiltà dell’Europa? Intende la civiltà moderna, postmoderna (e precedentemente modernista), liberale, globalista e non cristiana dell’Occidente? O forse è la civiltà cristiana (cattolica) – l’Europa? Oppure è l’eredità greco-romana che risale, ad esempio, ai tempi della filosofia greca e del pensiero politico romano? Dopo tutto, la civiltà europea non è omogenea. Sì, la storia della civiltà europea nel mainstream ha portato direttamente dalla fase cattolica (civiltà medievale e cattolica dell’Europa) attraverso le fasi dell’Illuminismo (XVIII secolo), del positivismo (XIX secolo) fino alla fase finale del liberalismo postmoderno, l’era LGBT, delle moderne tecnologie, dell’intelligenza artificiale e della globalizzazione. La civiltà europea stava andando nella stessa direzione: verso la desacralizzazione, la perdita della comunità, l’apoteosi dell’individuo “libero”, la “liberazione” dell’individuo dalla propria natura biologica. Inoltre, il liberalismo, l’ideologia ufficiale dell’attuale civiltà europea, è nato nel cuore dell’Europa cattolica. Ma le diverse fasi dello sviluppo della civiltà europea, basate sul nominalismo, sul globalismo, ecc. Rispetto all’attuale fase postmoderna del liberalismo, l’eredità cattolica è più tradizionale.

Dimentichiamo, però, che oltre all’eredità cattolica e all’Europa moderna, liberale e senza Dio, esiste un’eredità greco-romana (e per inciso quella di altri popoli indoeuropei: celti, tedeschi, slavi, ecc.) che risale all’epoca precristiana. Per questo motivo, ad esempio, i rappresentanti della “Nuova Destra” europea e antiliberale hanno distinto i seguenti concetti:

  1. a) “Europa” – come civiltà basata sul patrimonio etno-culturale degli indoeuropei: un patrimonio conservatore e sociale; un patrimonio che afferma i valori della tradizione, della comunità, della fratellanza;
  2. b) “Occidente” come civiltà liberale, moderna, mercantile, materialista, tecnocratica, con istituzioni come la NATO, l’Unione Europea e un ordine internazionale monocentrico (con gli USA come “gendarme del mondo”).

Quindi, in una grande generalizzazione, possiamo distinguere tre paradigmi all’interno della civiltà europea:

  1. a) l’eredità precristiana dei popoli indoeuropei (greci, romani, celti, tedeschi, slavi, ecc.);
  2. b) L’eredità cattolica;
  3. c) l’eredità moderna, liberale, illuminista (e postmoderna), materialista, positiva, secolare (la civiltà occidentale moderna) – qui questo paradigma ha prevalso dal tardo Medioevo (secondo gli storici occidentali) a oggi.

Questi tre paradigmi sono completamente separati, ma a volte si sovrappongono, ad esempio il cristianesimo ha raccolto dalla Grecia precristiana l’eredità di alcuni grandi filosofi greci (tra cui Platone, Aristotele, ecc.) e in seguito si è interessato anche al pensiero politico romano. Il punto di svolta nella storia dell’Impero romano fu la sua cristianizzazione, iniziata con l’editto di tolleranza religiosa emanato da Costantino il Grande a Milano nel 313 (e forse con una circolare precedente del suo rivale Licinio) e coronata dall’istituzione del cristianesimo come religione di Stato da parte di Teodosio I il Grande nel 380. A quel tempo, infatti, la civiltà dell’Europa era identica a quella dell’impero cristiano.

Tuttavia, nel 395 Teodosio I Magno divise l’impero in due parti: occidentale (romano-latino) e orientale (greco). L’unità politica dell’impero, che aveva sempre avuto una missione sacra e universale (qui: diffondere la Verità di Dio), si disintegrò. Successivamente, l’Impero romano d’Occidente crollò a causa del caos politico e della depravazione morale. L’ultimo imperatore, Romolo Augusto, fu rovesciato dal condottiero germanico Odoacre, mentre l’Impero Romano d’Oriente (secondo gli storici occidentali: Bisanzio) esistette fino al 1453 (caduta di Costantinopoli).

Inoltre, più tardi, a partire dal IX secolo d.C. circa, le strutture ecclesiastiche cristiane cominciarono a essere lacerate dall’interno da differenze dogmatiche e infine si divisero in cattolicesimo e ortodossia. Naturalmente, il pilastro del cattolicesimo a quel tempo era l’Europa occidentale e il pilastro del vero cristianesimo, cioè l’ortodossia, era l’Europa orientale. Di conseguenza, l’ortodossia prevalse nell’Impero bizantino. L’Impero bizantino era un vero impero cristiano (ortodosso), erede legittimo dell’Impero romano cristiano (regni di Costantino il Grande e Teodosio il Grande).

La civiltà europea si è così divisa in:

  1. a) la parte occidentale, cattolica, romano-germanica e latina;
  2. b) la parte orientale, ortodossa (vera cristiana), bizantina, greca (poi russa).

In questo modo, sorprendentemente, è emerso un conflitto di civiltà interno all’Europa:

  1. a) la civiltà dell’Occidente;
  2. b) la civiltà dell’Europa orientale.

Quindi, se dite: “La Russia non è Europa” o: “La civiltà russa è incompatibile con la civiltà europea” (o: “…con la civiltà occidentale”), pensando solo all’Europa liberale, occidentale, romano-latina, all’Europa di oggi, all’Occidente in senso lato, alla “comunità” transatlantica, all’eredità europea/occidentale moderna e all’eredità cattolica dell’Europa, avete ragione! L’identità russa si basa sui principi ortodossi tradizionali, sul bizantinismo, sul misticismo, sulla superiorità dello spirito sulla materia, sui concetti ortodossi: la sinfonia dei due principi (imperiale e sacerdotale), Dio-umanità, sobornost e, tra gli altri, sul concetto di “tutta l’umanità” di Fëdor Dostoevskij. Questa eredità risale all’Impero Romano Cristiano, all’Impero Bizantino e all’Impero Russo ed è in contrasto con la religione cattolica e – ancor più! – liberale, occidentale, razionalista, modernista (e postmodernista), occidentale, tecnocratica, materialista, equiparando così i termini “Europa” e “Occidente”. A proposito, l’antagonismo: L’Europa razionalista-cattolica-liberale contro la Russia ortodossa-bizantina è stata realizzata dagli slavofili (tra cui Alexei Khomyakov, Konstantin Aksakov, Ivan Kireevskij), da Nikolai Danilevskij, dai poventisti (ad esempio, Fëdor Dostoevskij), dagli eurasiatici (tra cui Nikolai Trubetskoy, Peter Savitsky, Peter Suvchinsky, Sergey Efron, Lev Karsavin, George Vernadsky).

Ma se pensate che “la Russia fa parte dell’Europa” (senza entrare nei dettagli!) o “la Russia non è l’Europa” (ripeto – senza entrare nei dettagli!), se definite la civiltà dell’Europa come un’entità senza ulteriori spiegazioni (addirittura come “civiltà europea cristiana”!), come un unico insieme, come un monolite, allora – vi avverto – andrete incontro a una serie di equivoci, dibattiti scottanti e oscurità.

Sì, l’eredità della storia dell’Europa nella sua corrente principale si è sviluppata in una certa direzione dal cattolicesimo attraverso l’Illuminismo, le ideologie del liberalismo, del socialismo, del nazionalismo fino al post-modernismo e all’affermazione della LGBT. Ma esiste anche una “seconda Europa”, una “Europa-2”: essenzialmente periferica, mistica, antiliberale, antioccidentale, fortemente antiglobalista, distintiva e sociale, basata sulla fratellanza, sulla comunità e sulla tradizione, molto vicina al patrimonio dell’Europa orientale – il patrimonio slavo, bizantino e ortodosso. Questa “Europa-2” si esprime in dichiarazioni e programmi, in parte in partiti nazionalisti e socialisti scettici nei confronti dell’UE, del dominio statunitense, del globalismo, dell’ordine internazionale monocentrico e del potere tecnocratico di banchieri e politici compradori degli Stati Uniti.

Inoltre, l'”Europa-2″ anti-liberale, anti-occidentale, sociale e conservatrice è inequivocabilmente più vicina ideologicamente e culturalmente alla Russia-Eurasia che all’Europa mainstream, liberale, globalista e materialista (occidentale)! Guardate l’antagonismo: la civiltà occidentale moderna afferma l’individualismo, la libertà, il progresso, il globalismo e il razionalismo, mentre la civiltà russa ed eurasiatica afferma la comunità, la tradizione, la “complessità in fiore”, il misticismo. Eppure l’Europa-2 presenta molti filoni identitari, nazionali, conservatori, comunitari e religiosi (ad esempio il cattolicesimo, ovviamente solo nella sua varietà più tradizionalista e antiliberale), ma nessun segno di affermazione dei valori liberali.

Inoltre, la civiltà russa (eurasiatica), la Russia-Eurasia, combina non solo l’eredità politica e amministrativa dell’impero di Gengis Khan dall’Oriente, ma anche – o forse soprattutto! – eredità dell’Europa orientale: ortodossa, bizantina e… russa (in mezzo, in senso stretto, ci sono i russi etnici).

In altre parole, la tesi “Russia contro Europa” è talvolta vaga, generica e poco specifica ed è accompagnata da molti fraintendimenti. La Russia si sta confrontando con la linea dominante, occidentale, liberale, illuminata, postmoderna, mercantile, LGBT-affermante (in misura minore, cattolica) dell’Europa, ma non con l’intero patrimonio culturale del Vecchio Continente!

E la tesi dello scontro “Russia contro Occidente” è quella che ritengo più appropriata. Vale la pena di ricordare la giustezza di un simile conflitto di civiltà:

L’Europa liberale, occidentale, individualista, globalista, mercantilista, materialista e, in misura minore, cattolica (l’Occidente) contro l'”Europa-2″ comunitaria e sociale, l’Europa orientale bizantina e ortodossa (ossia la civiltà indirettamente russo-eurasiatica, il popolo russo come comunità imperiale e multietnica, con i russi in senso stretto come nucleo).

Inoltre, ho detto che ritengo indiscutibile che la Russia sia Eurasia, quindi una civiltà e un impero distinti, che custodiscono la ricchezza del popolo russo come comunità multietnica, il cui nucleo è costituito dai russi in senso stretto. Sì, credo sia innegabile che la Russia combini l’eredità identitaria essenzialmente bizantina, ortodossa e slava, quindi l’eredità essenzialmente europea orientale, e l’eredità politica e amministrativa dell’impero di Gengis Khan da est.

In breve: “Europa contro Russia” non lo è. “Europa liberale e occidentale contro ‘Europa-2’ e Europa bizantina e ortodossa (cioè, indirettamente, Russia-Eurasia)”. – Sì. “Il conflitto tra la civiltà liberale, globalista e transatlantica dell’Occidente e la civiltà della Russia-Eurasia può essere definito come segue.

La civiltà liberale, globalista e transatlantica dell’Occidente contro la civiltà transatlantica dell’Occidente:

  1. a) la civiltà russo-eurasiatica (che unisce soprattutto l’Europa orientale ortodossa, bizantina e slava, ma anche molti popoli ed etnie mongole, turche, ugro-finniche, mancesi e paleosiberiane);
  2. b) una “Europa-2” periferica, antiliberale, conservatrice, socialista, popolare e nazionalista, che include un cattolico nella sua componente tradizionalista e filorussa;
  3. c) le civiltà asiatiche, africane e latinoamericane.

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Foto: Idee&Azione

27 agosto 2022