La sacralità del simbolo “Z”

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di Rahim Volkov

Da quando il presidente Putin ha annunciato l’operazione militare speciale (SMO) in Ucraina il 24 febbraio, i simboli come “Z” e “V” sono diventati il ​​contenuto delle speculazioni sui principali media occidentali. Sul fronte di battaglia questi simboli possono essere ben visti dipinti sui veicoli e sui carri armati russi. Molti commentatori in Occidente hanno persino tentato di sfatare questi simboli sulla base della cospirazione che ha ulteriormente trascinato l’attenzione delle masse ordinarie in tutto il mondo. Ad esempio, alcuni commentatori consideravano il simbolo “Z” come l’inizio della guerra mondiale Z, mentre altri lo chiamavano “Ground Zero”. Tuttavia, nessuno di questi commentatori è stato in grado di sfatare chiaramente questi simboli sacri, che la Russia ha deliberatamente scelto per la sua operazione militare speciale in Ucraina.

In tutto il dominio geopolitico e metafisico, le lettere “Z” e “V” hanno santificato un significato. Dalla lente ontologica dell’Eurasianesimo, il simbolo “Z” ricorda un’epica battaglia tra il Behemoth e il Leviatano, che è significativa sia nel campo geopolitico che spirituale. Inoltre, secondo gli eurasisti, la Russia sta combattendo per proteggere e purificare la sua anima in Ucraina dalla minaccia degli intrusi occidentali.

Sia dal punto di vista geopolitico che metafisico, la Russia è obbligata a combattere per proteggere la sua eredità secolare dagli invasori stranieri come la NATO e l’Unione Europea. Storicamente, è un fatto profondamente radicato che l’Ucraina sia stata uno dei fattori chiave nel determinare l’identità sociale, culturale e geopolitica della Grande Russia sia durante il periodo della Russia imperiale che dell’Unione Sovietica.

Anche il famoso geopolitico americano e architetto di guerra Zbigniew Brzezinski, nei suoi libri come “The Grand Chessboard” e “Strategic Vision” ha dichiarato l’Ucraina come un importante spazio geopolitico nella grande scacchiera eurasiatica. Secondo Brzezinski, l’Ucraina è uno “spazio importante sulla scacchiera eurasiatica”, il cui controllo dovrebbe rendere possibile il dominio sul mondo. Scrive, inoltre, che la Russia senza l’Ucraina è solo una potenza regionale con un’influenza geopolitica limitata sia in Asia che in Europa. Tuttavia, se la Russia riuscirà a stabilire la sua presa in Ucraina, il dominio russo sull’Isola Mondo diventerà inespugnabile.

Al contrario, anche famosi autori geopolitici come Robert D. Kaplan e Tim Marshall nei loro famosi libri “The revenge of Geography” e “The Prisoners of Geography” hanno riconosciuto il significato geopolitico e strategico dell’Ucraina nella pianura eurasiatica. Per Kaplan, per il significato geopolitico, geoeconomico e strategico sostenibile della Russia, l’Ucraina è come un’ancora di salvezza perché il cuore russo non può battere senza di essa. Quindi, sottolineandone il significato, Kaplan ritiene che l’Ucraina non potrà mai essere del tutto indipendente dalla Russia a causa della posizione geografica tattica.

Allo stesso modo, nel suo libro “The Prisoners of Geography”, il giornalista e autore Tim Marshall scrive:

“La geografia è sempre stata una sorta di prigione, quella che definisce ciò che una nazione è o può essere e da cui i nostri leader mondiali hanno spesso lottato per uscirne fuori.”

Queste citazioni spiegano chiaramente la posizione geopolitica della Russia e perché dal 2007 il presidente russo Vladimir Putin ha avvertito le sue controparti occidentali di prendere sul serio le preoccupazioni per la sicurezza della Russia. Sfortunatamente, i suoi avvertimenti sono caduti nel vuoto e la situazione in corso in Ucraina è il risultato di una sfiducia prolungata che si è prodotta nel corso dei decenni.

Sulla scia dell’operazione militare speciale russa in Ucraina, i media mainstream occidentali, il governo e la società civile hanno preso una posizione superficiale per isolare la Russia nelle sfere politica, diplomatica, economica e culturale. La russofobia era solo una teoria prima dell’Operazione militare Speciale ma è diventata una pratica regolare nei circoli politici e culturali occidentali e continua ancora oggi. La cosiddetta Cancel-Culture che è emersa come sottoprodotto dei media mainstream occidentali nel 2016 ha preso di mira la cultura russa e ha tentato di cancellarla in ogni ambito: la cessazione dei centri Dostoevskij nelle università europee ne è solo un esempio.

Cronologicamente, per comprendere la santità dei simboli “Z” e “V” dobbiamo definirli attraverso la sfera sociale, culturale, metafisica, di civiltà e geopolitica. Per essere precisi, la parola “Z” ricorda la liberazione della civiltà russa e l’affermazione delle sue grandi radici nella civiltà eurasiatica. Utilizzando il simbolo “Z”, la Russia rigenera la sua eredità eurasiatica perduta e riafferma la sua posizione centrale nella grande zona eurasiatica. La parola “Z” dichiara apertamente che la Russia è l’Eurasia e l’Eurasia è la Russia, quindi l’anima e la particolarità dell’Eurasia devono essere protette a tutti i costi.

Traduzione a cura di Costantino Ceoldo

Foto: Katehon.com

10 maggio 2022