L’Art. 97 della Costituzione e il principio di trasparenza

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di Filippo Borelli

Dove un superiore pubblico interesse non imponga un momentaneo segreto, la casa dell’amministrazione dovrebbe essere di vetro (F. TURATI, Atti del Parlamento italiano, Camera dei Deputati, sessione 1904-1908, 17 giugno 1908). L’articolo 97, comma 3, della Costituzione afferma che “i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”. La Corte costituzionale nella sentenza  n. 20 del 21 febbraio 2019 ha evidenziato che il diritto dei cittadini ad accedere ai dati in possesso della pubblica amministrazione, sul  modello del c.d. FOIA (Freedom of information act), risponde a principî di pubblicità e trasparenza, riferiti non solo, quale principio democratico (art. 1 Cost.), a tutti gli aspetti rilevanti dalla vita   pubblica e istituzionale, ma anche, ai sensi dell’art. 97 Cost., al buon funzionamento ed andamento della pubblica  amministrazione.

Anche l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nella sentenza n. 10/2020 riconosce al diritto di accesso civico la natura di diritto fondamentale. É pur vero che i principi di trasparenza e di accesso agli atti amministrativi sono riconosciuti nel nostro ordinamento dalla legge  ordinaria n. 241/1990 e dal decreto legislativo delegato  n. 33/2013 (sull’accesso civico generalizzato), ma é altrettanto vero che anche alla luce della gestione emergenziale degli ultimi due anni e di contenziosi nati proprio a fronte di dinieghi espressi, sempre in questi due anni,da varie articolazioni della pubblica amministrazione ad istanze di accesso civico (si pensi ad esempio ai ricorsi proposti avverso i dinieghi di accesso ai verbali del comitato tecnico scientifico) é maturo il tempo per un salto di qualità e per la ‘costituzionalizzazione della trasparenza e pubblicità dell’agire della pubblica amministrazione e  del diritto di accesso civico come diritto fondamentale. Del resto, ciò é già avvenuto nel contesto europeo con l’ articolo 42 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (“ogni cittadino dell’Unione nonché ogni persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro, ha diritto di accedere ai documenti delle istituzioni, organi e organismi dell’Unione”) e con l’art. 10 CEDU (“ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee”). Siamo in Europa….o solo quando fa comodo?

Foto: Parlamento Italiano

30 maggio 2022