Lavrov avverte: “Siamo pronti a rispondere alle provocazioni”

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di Luciano Lago

Mosca sta avvertendo le “teste calde” in Ucraina a desistere dal provocare il conflitto, ma è pronta a rispondere, secondo quanto ha affermato il ministro degli Esteri Sergei Lavrov.

Lo stesso ministro ha definito molto semplice il calcolo di Kiev e dell’Occidente: schierando truppe vicino ai confini russi, vogliono sconvolgere l’equilibrio nella regione. “Ieri Putin ha detto molto chiaramente al collegio del ministero della Difesa: abbiamo tutte le capacità necessarie per fornire una risposta adeguata, anche tecnico-militare, a qualsiasi provocazione che possa svolgersi intorno a noi”, ha sottolineato il diplomatico. Ha anche espresso preoccupazione per il fatto che Parigi e Berlino sostengano Kiev, che viola sistematicamente gli accordi di Minsk.

In precedenza, il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price ha scritto su Twitter che, “contrariamente alle dichiarazioni del ministro della Difesa russo (Sergei Shoigu),” la Russia, non l’Ucraina o gli Stati Uniti, è responsabile dell’escalation delle tensioni. L’ambasciata russa ha risposto esortando “a non far arrabbiare con una tisana”. Il conflitto nell’est dell’Ucraina dura da più di sette anni e mezzo, durante i quali, secondo l’ONU, più di 13mila persone sono diventate le sue vittime. La de-escalation viene discussa in una riunione del gruppo di contatto, sulla base degli accordi di Minsk, che implicano un cessate il fuoco e il ritiro delle armi pesanti dalla linea di contatto. Allo stesso tempo, l’Ucraina ha ora concentrato nel Donbass metà del personale dell’esercito e sta bombardando le milizie, anche con l’uso di attrezzature proibite.

Gli Stati Uniti e altri alleati stanno aumentando le tensioni nella regione, fornendo armi e istruttori militari a Kiev e aumentando il numero di esercitazioni nel Mar Nero. Mosca crede che l’Occidente stia cercando di creare un raggruppamento di forze NATO vicino ai confini russi.

Secondo il Dipartimento di Stato USA, i movimenti di truppe all’interno del territorio della Federazione russa costituiscono una “minaccia” nei confronti dell’Ucraina e dei paesi limitrofi. Al contrario il massiccio trasferimento di truppe, di armamenti e di mezzi militari della NATO dalle coste dell’Atlantico, ovvero dagli Stati Uniti, dal Canada e dalla Gran Bretagna, fino all’Ucraina ed ai paesi baltici, non costituisce alcuna minaccia ma è da considerare normale. Altrettanto la concentrazione di forze aeronavali della NATO nel Mar Nero sotto i confini della Russia. Tutto nella norma, secondo Washington.

 

Foto: Formiche.net

23 dicembre 2021