Le 10 cose più inquietanti e distopiche proposte dal World Economic Forum

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di Valerio Savioli

Quando si parla di World Economic Forum (WEF) si allertano immediatamente le antenne dei complottisti, si irrigidiscono le giunture degli sbufalatori, così, mentre il campo si divide in schieramenti, molto spesso tendenti alla semplificazione e all’etichettatura della parte opposta, la storia procede per il suo corso, governata, che piaccia o meno, dai centri di potere.

Questi, ormai da tempo non hanno più la necessità di celare loro stessi, quanto piuttosto il contrario: si riuniscono pubblicamente presso la ridente cittadina svizzera di Davos, da dove possono esplicitare, in tutta tranquillità, la loro visione del mondo.

La loro esistenza e la loro persistenza non può che trarre giovamento dalle cosiddette “teorie dei complotti”, le quali sono spesso ostaggio di dietrologia e paranoia da sindrome di accerchiamento. Ma noi lo sappiamo bene: un vero complottista pensa che il complotto stesso sia un complotto ai suoi danni.

Forse sono complottisti, così per fare qualche nome a caso, i vari C. Lasch, N. Chomsky ma anche i M. Weber, V. Pareto, G. Mosca e i R. Michels e i M. Foucault ma anche i teorici della propaganda e del suo uso. Tutti complottisti a tempo indeterminato e/o a fase alternata.

E se dovesse essere la realtà delle cose – sebbene il concetto di realtà sia oggetto di ridefinizione – a sbatterci in faccia la sua ineluttabilità? Facile, basterà allora solo attendere il complotto successivo.

Quando si parla di élite globali – e lo si fa spesso – si intende quel circolo di potere capace di assumere a sé una tale quantità e qualità di potere tali da poter incidere sull’evoluzione storica quantomeno del presente. Questo, di primo acchito, potrebbe sembrare eccessivo ma la concentrazione economica-finanziaria, culturale – ideologica e politica riassunta in queste personalità e nelle loro aziende e associazioni, può tranquillamente riassumere una “potenza di fuoco” di complessa quantificazione ma con tutta probabilità superiore, in termini di risultati pratici, addirittura all’operato potenziale di alcune singole nazioni. Se a questo si assommano le necessità, non solo di controllo (si veda il social credit system) e vigilanza, ma anche di previsione dei comportamenti dei singoli, risulta quantomai ovvio che il mondo del domani sia già tra noi.

Alla pagina 34 (su 58) della lista dei partecipanti al meeting di Davos 2022. Grandi nomi, grandi aziende, grande influenza.

E sono le stesse élite a non fare mistero dei loro obiettivi. Ecco di seguito le principali dieci prese di posizioni pubbliche più controverse, raccolte da vigilantcitizen:

10) Penetrare i governi

Tutto potremmo dire di Klaus Schwab, il fondatore e attuale presidente esecutivo del WEF, ma non che sia un amante della democrazia e, vorremmo aggiungere, beato chi crede al sistema democratico in sé, al quale prima di consigliare i saggi di famosi critici della democrazia, consigliamo la lettura degli scritti dello stesso presidente del WEF. Detto questo, lo stesso Schwab intravede nella democrazia un ostacolo da superare per arrivare a un mondo completamente globalizzato sottomesso a un ordine sovranazionale di potere: secondo Vigilantcitizen proprio nel report intitolato “Global Redesign” del 2010 si trova il seguente postulato del fondatore del WEF: “un mondo globalizzato è gestito al meglio da una coalizione auto-selezionata di multinazionali, governi (anche attraverso il sistema delle Nazioni Unite) e organizzazioni selezionate della società civile.[…] I governi non sono più gli attori in modo schiacciante dominante sulla scena mondiale, è giunto il momento per un nuovo paradigma delle parti interessate della governance internazionale.”

Usando ancora le parole proferite da Schwab nel 2017 presso la Harvard’s John F. Kennedy School of Government, in merito ai rapporti diretti con i governanti dei paesi più influenti del mondo:

“devo dire che, quando cito nomi, come la signora (Angela) Merkel e persino Vladimir Putin, e così via, sono stati tutti Young Global Leaders del World Economic Forum. Ma ciò di cui siamo molto orgogliosi ora sono le giovani generazioni, come il Primo Ministro [Justin] Trudeau, il Presidente dell’Argentina e così via. Entriamo negli armadi [nei luoghi che contano n.d.a.]. Quindi ieri ero a un ricevimento per il Primo Ministro Trudeau e so che metà del suo gabinetto, o anche più della metà del suo gabinetto, sono in realtà Young Global Leaders del World Economic Forum. (…) È vero in Argentina ed è vero in Francia, con il Presidente – un Young Global Leader[1]”.

9) Il controllo delle menti attraverso le onde sonore

Nell’articolo citato da vigilantcitizen, la tecnologia sarebbe pubblicizzata come un possibile trattamento per il morbo di Parkinson e l’Alzheimer. Tuttavia, l’articolo affermerebbe anche che “può curare, può generare dipendenza e può uccidere”. Può anche essere utilizzato per controllare completamente la mente di una persona, a distanza. L’articolo che cita l’intervista effettuata a Antoine Jerusalem, professore di scienze ingegneristiche all’Università di Oxford afferma quanto segue:

“Vedo arrivare il giorno in cui uno scienziato sarà in grado di controllare ciò che una persona vede nella sua mente, inviando le onde giuste nel posto giusto nel suo cervello. La mia ipotesi è che la maggior parte delle obiezioni saranno simili a quelle che sentiamo oggi sui messaggi subliminali nelle pubblicità, solo molto più veemente. Questa tecnologia non è esente da rischi di uso improprio. Potrebbe essere una tecnologia sanitaria rivoluzionaria per i malati o un perfetto strumento di controllo con cui gli spietati controllano i deboli. Questa volta, però, il controllo sarebbe letterale[2]”.

In merito all’utilizzo, anche militare, di onde sonore, risulta interessante l’approfondimento offerto da Gianluca Nicoletti nella sua trasmissione Melog del novembre 2021, con gli ospiti Bruno Ballardini ed Enrico Verga[3].

8) Pillole e microchip

Come se non fossero già sufficienti le onde sonore capaci di controllare a distanza il prossimo riecco uno dei cavalli di battaglia più utilizzati, da ambo le parti in gioco, negli ultimi anni: il microchip. Sebbene negli ultimi mesi se ne stia parlando con una maggiore insistenza – perdonerete il rifesso pavloviano che ci riconduce a Overton e alle sue notorie teorie – anche presso il WEF se ne è parlato e l’autore dell’intervento (di cui alleghiamo anche il video) risulta essere un nome non nuovo: Albert Bourla, attuale amministratore delegato Pfizer (per non far mancare proprio nulla ai solerti sbufalatori):

“La FDA ha approvato la prima ‘pillola elettronica’, se così posso chiamarla. È fondamentalmente un chip biologico che si trova nella compressa e, una volta presa la compressa, che si dissolve nello stomaco, invia un segnale che hai preso la compressa. Quindi immaginate le applicazioni possibili. Le compagnie di assicurazione saprebbero che le medicine che i pazienti dovrebbero assumere, le prendono. È affascinante quello che succede in questo campo[4]”.

7) Sostegno alle misure di lockdown

Già il pensiero che un termine così violento sia stato interiorizzato da tutti noi, dovrebbe quanto meno porci alcune domande, prima ancora di procedere oltre, in merito alla portata effettiva della comunicazione ansiogena a cui siamo stati sottoposti negli ultimi due anni. Lockdown è un termine che sta a significare “il confinamento dei prigionieri nelle loro celle, tipicamente per riprendere il controllo durante una rivolta”.

I lockdown del 2020 e del 2021 sono stati soggetti a numerosi studi che ne sosterrebbero l’assoluta inutilità sociale e sanitaria. Evidentemente l’unica vera utilità, anche col senno di poi, risulta esser stata quella di colpire socialmente ed economicamente i paesi e le popolazioni che ne hanno fatto più uso, tra cui il nostro. Nonostante tutto ciò, il WEF non ha potuto nascondere il suo apprezzamento per queste misure così devastanti. Un video è stato pubblicato e intitolato surrealisticamente: “i blocchi stanno migliorando silenziosamente le città di tutto il mondo[5]”.

Lasciamo a voi alcune considerazioni in merito a teorie malthusiane e radicalismo ecologico, chiaramente evidenti in questi pochi secondi che furono poi cancellati dal sito del WEF, in seguito a un’ondata di polemiche.

A proposito di radicalismo ecologico, è stato proprio l’attuale presidente del gruppo Alibaba J. Michael Evans, alla riunione di Davos 2022, a parlare di un tracker individuale che monitori ciò che si compra, si mangia e dove e come si stia viaggiando[6].

6) Uno sguardo al futuro

A fine agosto 2021 il WEF pubblicò un altro video sul suo sito dal titolo “uno sguardo al futuro”, in esso viene racchiuso il mondo del domani che nemmeno le peggiori distopie avrebbero potuto immaginare: dal lavoro da casa, alla ridefinizione urbanistica dei quartieri capaci di offrirci tutto quel che necessitiamo – visto che l’ufficio potrebbe perdere definitivamente la valenza assunta finora – le “ghost kitchen”, cucine fantasma o più semplicemente l’esplosione delle consegne a domicilio, l’identificazione digitale del battito cardiaco – “la NASA ha inventato un sistema in grado di identificarti dal battito cardiaco utilizzando un laser” – , il riconoscimento facciale – il quale però risulterebbe un po’ complicato, visto che nel video compaiono più mascherine che persone – , il rapporto tra tecnologia digitale e apprendimento per i più piccoli, perché non c’è nulla di meglio che sviluppare apprendimento e socialità seduti ore di fronte a uno schermo, il WEF si auspica in futuro una ibridazione tra homeschooling e scuola tradizionale, o quel che ne resta.

Il video si chiude con una domanda che pare più una minaccia: “quello che la pandemia ha cambiato (sic!) vorresti divenga permanente?”

A voi la risposta.

5) La spinta verso un Grande Reset

Che la pandemia sia stata un’opportunità di cambiamento risulta essere chiaro in quanto appena esposto ma questa non sarebbe solo una mera opportunità per dare una nuova forma alla nostra quotidianità ma anche, letteralmente, di ristrutturare l’intera struttura mondiale e i suoi principi post capitalistici, anche in questo caso siamo a provvedere un resoconto video ufficiale[7] che ha come intenzione quella di sfatare, perculando a tratti in maniera surreale e controversa, le teorie del complotto già esistenti in merito al Grande Reset (in questo caso il copyright del termine va proprio a loro!), ma dire il vero produce l’effetto inverso, ossia: “lo stiamo facendo, che via piaccia o meno lo faremo.”

Verso la fine, il narratore pronuncia questa frase enigmatica: “e questo è tutto per mettere le persone giuste nel posto giusto al momento giusto”.

È questo il vero volto della postdemocrazia? Il dominio delle élite tecnocratiche la cui genesi è narrata ultimamente dal professor Lorenzo Castellani in due tomi agili ed efficaci.

Sono talmente avanti nel loro processo che non hanno nemmeno bisogno di chiedere permesso, ma almeno si sono presentati.

4) Ricalibrare la libertà di parola

Questo è un altro tema lungamente dibattuto nel cosiddetto Occidente liberale, il quale, oltre a perdere la faccia col caso Assange, non perde occasioni per impartire lezioni ai paesi non sufficientemente liberi e democratici ma, al tempo stesso, smania per istruire commissioni e organi di controllo dediti alla limitazione del dibattito su Internet, luogo originariamente identificato come spazio veramente libero e potenzialmente rivoluzionario.

Durante Davos 2022 Julie Inman Grant, commissario per la sicurezza elettronica australiana, ha sostenuto la necessità di una “ricalibratura della libertà di parola[8]”, i pretesti addotti sono, ovviamente, la violenza (verbale) online. In merito, suggeriamo di ritornare, per un istante, alla generazione snowflakes americana, alla loro necessità di safe space e, infine, all’opera “Il culto del piagnisteo”. Il passo verso la censura, la rimozione delle statue e la modifica o l’eliminazione stessa di alcuni termini da considerarsi vietati è breve e ha il preciso scopo di modificare la realtà.

Di seguito le parole proferite dalla Grant:

“Ci troviamo in un luogo in cui abbiamo una polarizzazione crescente ovunque e tutto sembra binario quando non è necessario. Quindi penso che dovremo pensare a una ricalibrazione di tutta una serie di diritti umani che si stanno manifestando online. Sai, dalla libertà di parola alla libertà di essere liberi dalla violenza online”.

3) Il tracciamento dei vestiti

Come sostiene nuovamente vigilantcitizen, che vede in questo aspetto un ulteriore tracciamento degli individui, usando l’ambiente come scusa, il WEF ha annunciato l’arrivo di abiti con “passaporti digitali” che possono essere rintracciati in ogni momento. Supportati da Microsoft, questi capi apparentemente inonderanno il mercato entro il 2025.

Secondo il WEF, questi chip consentiranno ai marchi di moda di rivendere i loro vestiti. Non ho idea di come funzionerebbe. La stessa clip[9] imputa all’industria dell’abbigliamento una notevole responsabilità di inquinamento ambientale, addirittura il 10% delle emissioni di Co2 che sarebbero più di quanto prodotto dai trasporti aerei e navali combinatamente e siccome circa il 60% dei capi finirebbe nelle discariche a causa dell’acquisto compulsivo di nuovi capi d’abbigliamento, la soluzione sarebbe quella del ricircolo, in ottica di economia circolare, certificato da un codice Qwerty o un chip capaci di offrire dettagli del capo stesso.

2) Gli smartphone saranno parte del vostro corpo

Qualora decideste di non far parte della virtuosa economia circolare dell’industria fashion del futuro, sappiate che per voi sarà comunque difficile non far parte di quello che Shoshanna Zuboff nel suo eccellente “Capitalismo della sorveglianza” già illustrava: l’estensione capillare del controllo di ogni individuo sulla terra da parte del nuovo ed ultimo capitalismo, capace di sposarsi egregiamente anche con la corrente transumanista.

Siamo ancora in occasione del Forum di Davos del 2022, dove Pekka Lundmark, attuale amministratore delegato Nokia, sostiene che entro il 2030 gli smartphone saranno impiantati direttamente nel nostro corpo[10].

1) “Non avrai nulla e sarai felice”

Uno dei mantra più ripetuti degli ultimi anni, lo stadio finale (?) del capitalismo come l’abbiamo conosciuto finora e la cui genesi e deriva terminale viene descritta magistralmente dal Paolo Borgognone nel suo ultimo testo “Goodbye Globalism[11]”. Ai tempi fu diffuso anche un video (l’ennesimo) con tanto di giovani entusiasti per un futuro non gravato dalle responsabilità di alcuna proprietà privata, un futuro artefatto, costellato di sorrisi inquietanti, dove non avremo nulla e saremo felici.

Usando le parole comparse sul sito del WEF, di Ida Auken, parlamentare danese:

“non possiedo niente. Non possiedo una macchina. Non possiedo una casa. Non possiedo elettrodomestici né vestiti. Lo shopping è un lontano ricordo nella città del 2030, i cui abitanti hanno sfruttato energia pulita e preso in prestito ciò di cui hanno bisogno su richiesta. Sembra un’utopia, finché non dice che ogni sua mossa è tracciata e fuori dalla città vivono fasce di malcontento, la visione finale di una società divisa in due”.

La distopia è servita.

Dai padroni.

[1] https://twitter.com/megami_shiawase/status/1485747441588600832

[2] https://web.archive.org/web/20181107172700/https://www.weforum.org/agenda/2018/11/mind-control-ultrasound-neuroscience/

[3] https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/melog/puntata/guerra-e-nuove-tecnologie-112331-AERgSZw

[4] https://www.youtube.com/watch?v=1NR1b2NmD4A&ab_channel=kalibhakta

[5] https://www.youtube.com/watch?v=fb6U8xkn8jM&ab_channel=LittleMoreLela

[6] https://twitter.com/AndrewLawton/status/1529045188764921856?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1529045188764921856%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fvigilantcitizen.com%2Fvigilantreport%2Ftop-10-insane-wef%2F

[7] https://www.youtube.com/watch?v=uPYx12xJFUQ&ab_channel=WorldEconomicForum

[8] https://twitter.com/AndrewLawton/status/1528779966644731906?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1528779966644731906%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fvigilantcitizen.com%2Fvigilantreport%2Ftop-10-insane-wef%2F

[9] https://www.youtube.com/watch?v=h8SWY6_b67A&ab_channel=Notim

[10] https://www.youtube.com/watch?v=LJpBJAHqY0M&ab_channel=ThePulse

[11] https://ilcerchio.it/goodbye-globalism-le-origini-sociopolitiche-del-grande-reset-vol-i.html

Foto: qz.com

7 giugno 2022