Le favole della buonanotte ci rubano i neuroni

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di Lorenzo Centini

La favoletta, scandita da quasi tutti i TG, per la quale negli Stati Uniti vi sarebbe una quasi totalità di persone contro la diffusione delle armi e una minuscola camarilla di senatori corrotti che bloccano ogni tentativo di normare il rilascio di armi, è un abominio razionale per due ragioni.

Il primo è la sua totale falsità. Sotto, secondo dati Gallup (immagine allegata) si nota come la quota di popolazione che vuole un’interpretazione più restrittiva del Secondo Emendamento (e si badi, non che vuole vietare la vendita di armi) è scesa in trent’anni del 20 % e passa percento, attestandosi intorno al 52 % del 2021. Il resto è diviso tra chi si ritiene soddisfatto della attuale legislazione (35%) e chi addirittura la ritiene troppo restrittiva (11 %)

All’Ottobre 2021 il campione intervistato si esprimeva nella sua quasi totalità (80%) per il mantenimento del diritto di possedere un’arma a chiunque e non solo alla polizia. Trend, peraltro, in costante aumento, se si pensa che solo nel 2007 era il 30%.

Tutto questo è facilmente comprensibile se si ha una pur superficiale contezza della cultura politica americana. L’arma ha un significato politico/giuridico importante e non solo, come in Italia, legata al dibattito sulla legittima difesa. L’arma propria è un fatto radicatissimo in America, in un modo che noi, semplicemente, non possiamo comprendere. È un rapporto diverso non solo con noi europei, abituati dal ‘600 a forze di polizia statali e società fortemente gerarchiche, ma anche con il concetto di arma che può avere una società contadina, che vede un fucile come un oggetto utile e in rapporto all’arte della caccia e della difesa del bestiame (soprattutto).

Che in America sia un fenomeno trasversale lo dimostra il fatto che il Secondo Emendamento è stato richiamato “da sinistra” molto spesso. Lo invocarono i neri che, tornati dalla Prima e Seconda Guerra Mondiale, volevano esercitare il proprio diritto di voto contro i soprusi dei razzisti bianchi. Lo invocavano le Pantere Nere, contro gli abusi della polizia.

Tutto questo non sono Arcani misteri Orfici. Sarebbe necessario una piccola sessione di studio del problema, dovrebbero essere conoscenze disponibili anche per distratti giornalisti vagamente impegnati nella copertura degli Stati Uniti.

Il secondo è che alimenta con la su faciloneria e grettezza miti venefici. Alimenta il mito che il mondo sia in mano ad oscure lobby e che sia davvero possibile imporre, per una minoranza, una volontà politica ex abruptu. Ancor peggio: alimenta l’idea orrorifica per la quale esistono popoli buoni, vigili, sani ed élite cattive, infingarde, corrotte, che li soggiogano. Imposta una differenza che non esiste: le classi dirigenti sono sempre, sempre, sempre, in misura, diversa, espressione rifratta delle opinioni popolari. Possono esistere deviazioni, illusioni e inganni, ma non possono modificare il DNA politico di un popolo. Non è mai possibile far risuonare milioni di persone di idee che essi già non coltivino: idee che, tanto più radicate, sono passate al vaglio di tante più persone e quindi difficilmente costituiscono una assoluta baggianata.

Questa informazione perpetua miti terribili che infantilizzano le menti. È una favoletta che conosciamo bene: è la stessa che apre le porte ai Regime change, alle tesi per la quale non può essere che cinesi, iraniani, russi ecc stiano con i perfidi dittatori, ci deve essere per forza uno iato fortissimo tra classi dirigenti e loro popoli. È una forma mentis aberrante.

PS: Prima di critiche eventuali il sottoscritto ribadisce la sua opinione per la quale questo modello, quello americano, con tanti fattori, è l’anticiviltà, e che io sono personalmente contrario a qualsiasi diffusione delle armi in modo capillare. Ma il detto diceva che Platone è mio amico ecc ecc

Foto: Idee&Azione

27 maggio 2022