Le menzogne mediatiche e le prossime mosse

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di Maurizio Ulisse Murelli

Oggettivamente le cose volgono al peggio. Il menzognero bombardamento mediatico dell’Occidente per mostrificare la Russia sale di livello. Di ieri la notizia che i russi hanno bombardato un ospedale pediatrico. Gli ucraini sul posto hanno dichiarato che ci sono stati 17 feriti e un morto tra le “persone”. Zelenskjy in mondovisione ha invece dichiarato che è stata strage di puerpere e neonati e i caritatevoli bombardatori degli ospedali di Belgrado e Baghdad gli sono andati in coda. Lo schema teso ad indignare l’opinione pubblica occidentale è lo stesso usato in Siria quando i media occidentali riprendendo la dichiarazione degli USA e relativi compari di merenda elencarono il bombardamento di 28 ospedali pediatrici a Damasco, quando in totale Damasco ne contava 2. Non viene detto che l’ospedale ucraino era evacuato dalle partorienti e dal personale medico e trasformato i sotterranei in deposito militare da parte dell’esercito ucraino.

Ma questo è niente stante quanto dichiarato oggi dagli americani con rincalzo dei soliti inglesi: “la Russia si prepara all’impiego di armi chimiche e termobariche”, mentre si continua a rilanciare la notizia che le centrali nucleari ucraine prese dai russi sono a rischio di andare fuori controllo o per essere impiegate come “bombe”.

La propaganda occidentale dice che è inaccettabile che i russi pretendano la destituzione di Zelensky e il cambio di governo: cosa mai chiesta e pretesa. Le richieste della Russia restano sempre le medesime: Indipendenza (autonomia) del Donbass, riconoscimento della Crimea come terriotorio russo (sulla base del dettato ONU sull’autodeterminazione) e neutralità (no Nato dell’Ucraina). Ma gli Occidentali rilanciano. Siccome in una precedente dichiarazione agli eventi bellici Putin aveva auspicato l’uscita dalla Nato dei Paesi ex patto di Varsavia che ci sono entrati, questa sarebbe la prova provata che Putin non si limiterà a conquistare l’Ucraina ma invaderà anche Polonia, Romania, Estonia, Lituania… Lo strillava in TV anche Rampini ier sera, così come sproloquiava sulla Cina. Ma glissiamo… 

Potrei continuare nell’elencazione del menzognero bombardamento mediatico, ma già questo basta a dare l’idea dell’evoluzione in corso per preparare l’*opinione pubblica* a sopportare molto di più delle attuali conseguenze delle sanzioni.

E sul tema delle sanzioni, ovvero della guerra economico-commerciale dell’Occidente contro la Russia, con conseguente deprezzamento del rublo, che indubbiamente stanno creando molte difficoltà nel breve e medio termine, poco si dice su quali possono essere gli effetti delle ritorsioni russe. E nulla si dice su quali vie può battere la Russia per riorganizzarsi. Si è solo detto che la Russia procederà a nazionalizzare gli asset delle aziende straniere che lasceranno il paese in nome delle sanzioni e rimborserà i prestiti stranieri in rubli, ma non si fa sapere che il prossimo passo sarà il varo di “crypto rublo di stato” ancorato a oro (la Russia negli anni ha provveduto ad accumulare quantità immense di oro) btc, petrolio e gas.

Non è solo questione di de-dollarizzazione, che comunque è una bella botta per gli USA ed era una vera fortuna per la zona Euro che i servi sciocchi degli USA ora si fanno scippare, ma di introdurre nel contesto economico globale istituzioni multipolari alternative come il sistema di scambi finanziari CIPS (Cinese) e SPFS (Russo).

Resta comunque inteso che questa è prima di tutto una guerra degli USA contro l’Europa, stordita e sciocca. La questione Ucraina è la tigre che gli USA hanno deciso di cavalcare, e se è vero che Putin preparava da tempo la sua impresa, è altrettanto vero che lo stavano facendo anche gli USA avendo individuato da tempo nell’Ucraina l’ideale fulcro della ideale strategia, basta leggere La “grande scacchiera” di Zbigniew Brzezinski del 1997.

Per non perdere l’egemonia mondiale, per sfibrare l’intesa Europa-Russia, in particolare per abbassare la cresta alla Germania (“Il North stream 2” è un cadavere! Dice oggi Biden), insomma, per ricondurre l’Europa a più miti consigli verso gli USA e a scollegarsi con la Russia, questa guerra in Ucraina è la giusta tigre da cavalcare.

Foto: Idee&Azione

13 marzo 2022