Le pressioni tedesche sulla Polonia per l’Euro sono l’ultimo gioco di potere egemonico di Berlino

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di Andrew Korybko

Il grigio cardinale polacco Jaroslaw Kaczynski, che si è dimesso dalla carica di vice primo ministro per motivi di salute alla fine del mese scorso, ha affermato che l’adozione dell’euro avrebbe “ucciso” le prospettive del suo Paese di sopravvivere all’attuale crisi economica. Ha inoltre aggiunto che solo la Germania e il gruppo di Paesi della periferia occidentale e meridionale beneficiano di questa moneta, mentre altri, come la Lituania, stanno sperimentando un’inflazione incontrollata. Questo fa seguito alle accuse rivolte all’inizio del mese dal governatore della banca centrale alla Germania di aver esercitato pressioni sulla Polonia affinché abbandonasse la propria moneta nazionale a favore dell’euro. È evidente che l’alleanza polacco-prussiana, di cui l’ex presidente russo e vicepresidente in carica del Consiglio di Sicurezza Dmitry Medvedev ha parlato a fine maggio, si sta sgretolando a causa dell’ultimo gioco di potere egemonico di Berlino.

Il leader de facto dell’UE si è preso gioco della Polonia manipolandola per indurla a fare gli interessi di Berlino in Ucraina, dopodiché Varsavia sembra essersi resa conto di essere stata piantata in asso dovendo pagare il conto della confederazione de facto che ha recentemente creato con l’ex Repubblica sovietica. All’inizio di giugno Kaczynski ha anche ipotizzato che l’ambizione dichiarata della Germania di mettere insieme il più grande esercito dell’UE potrebbe in realtà essere rivolta contro la Polonia, il che potrebbe essere interpretato come un’allusione al fatto che Berlino potrebbe un giorno cercare di reclamare con la forza le ex parti della Prussia che sono state date alla Polonia dopo la Seconda Guerra Mondiale e sulle quali Varsavia ha rivendicazioni storiche che risalgono a circa un millennio fa. A parte questo scenario inverosimile, il punto è che la Polonia comincia a sentirsi a disagio con la Germania.

A dire il vero, il partito di governo “Diritto e Giustizia” (PiS, secondo l’abbreviazione polacca) ha sempre avuto una posizione di questo tipo nei confronti del suo vicino occidentale, ma mai come negli ultimi cinque mesi è stato giocato da Berlino. Non solo la Germania si sta apertamente impegnando per diventare il Paese militarmente più potente dell’UE, ma sta anche facendo pressione sulla Polonia affinché commetta un suicidio economico adottando l’euro il prima possibile. Il primo sviluppo è gestibile dal punto di vista polacco, in quanto si tratta di uno scenario lontano, mentre il secondo è molto più imprevedibile, in quanto la Polonia è molto dipendente economicamente dalla Germania, che gestisce anche una vasta e profonda rete di influenza all’interno del Paese attraverso il partito di opposizione “Piattaforma Civica” (PO, secondo l’abbreviazione polacca) e i media alleati.

La tendenza emergente è che l’alleanza polacco-prussiana sta lasciando il posto a una rivalità polacco-tedesca, anche se Varsavia non sarà in grado di battere Berlino. Questo aspirante leader regionale ha fatto il passo più lungo della gamba facendo troppo e troppo in fretta per l’Ucraina, e ora non è in grado di invertire la rotta, destinando così la Polonia a continuare a fare gli interessi della Germania in quel Paese. Forse la Polonia non sarà mai più invasa dalla Germania e non subirà presto pressioni per l’adozione dell’euro, commettendo così un suicidio economico, ma è chiaro che non raggiungerà mai la parità strategica con il suo vicino occidentale. Al contrario, nonostante si sia illusa che tutte le sue mosse rilevanti siano state decise in modo indipendente e abbiano poi rafforzato la sua autonomia strategica, tutto ciò che hanno fatto è stato rendere la Polonia l'”utile idiota” della Germania.

Pubblicato in partnership su One World

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Foto: Wikimedia Commons

20 luglio 2022