L’Economist sta utilizzando notizie false per provocare una guerra tra Etiopia e Sudan

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di Andrew Korybko

La transizione sistemica globale verso il multipolarismo sta diventando sempre più caotica, avendo già portato a una crisi alimentare globale fabbricata artificialmente dall’Occidente guidato dagli Stati Uniti, quindi una delle ultime cose di cui l’Africa ha bisogno è una pubblicazione britannica che inganni il mondo cercando di innescare una guerra tra Etiopia e Sudan per Alfashaga.

L’Economist, uno dei portabandiera della visione del mondo unipolare liberal-globalista (ULG) che si contrappone a quella multipolare conservatrice-sovranista (MCS), ha recentemente diffuso notizie false su Alfashaga. Questo territorio è rivendicato dall’Etiopia e dal Sudan, che hanno precedentemente concordato di delimitare congiuntamente la loro frontiera condivisa. Qualunque sia la parte di questa disputa, è importante sostenerla con i fatti e non con le fake news. La pubblicazione britannica, tuttavia, ha falsamente affermato in un video di fine maggio che nel 2008 sarebbe stato concordato un trattato epocale che riconosceva Alfashaga come sudanese.

Considerando la sua rinomata professionalità, a dispetto di qualsiasi cosa si possa pensare della sua visione del mondo, pochi potrebbero credibilmente concedere all’Economist il beneficio del dubbio, ipotizzando che abbia semplicemente commesso un errore. Questa probabile arma deliberata di fake news ha spinto l’ambasciata etiope a Londra a condividere martedì un comunicato stampa volto a chiarire le cose. I suoi diplomatici hanno informato tutti che non esiste alcun “trattato” di questo tipo e hanno spiegato concisamente i retroscena di questa disputa. È chiaro che Alfashaga è sempre stata giustamente etiope e quindi è stata erroneamente occupata dal Sudan nel novembre 2020.

Khartoum stava sfruttando l’inizio della guerra ibrida del terrore contro l’Etiopia, guidata dagli Stati Uniti e dal TPLF, per stabilire i cosiddetti “fatti sul campo” e avanzare le sue screditate pretese su quel territorio conteso. Forse, all’epoca, il Sudan aveva previsto che il partito etiope precedentemente al governo e ufficialmente designato come terrorista sarebbe tornato al potere e avrebbe ceduto il diritto legale di Addis su quella terra, forse come contropartita per il sospetto contrabbando di armi di Khartoum a quel gruppo. Qualunque fosse la ragione, comunque, era indiscutibilmente illegittima e provocatoria.

Comunque sia, il comunicato stampa conferma che “l’Etiopia crede fermamente nelle relazioni fraterne di lunga data tra i popoli dell’Etiopia e del Sudan e si impegna per una soluzione pacifica della questione dei confini”. L’Etiopia non vuole ricorrere a mezzi militari per riprendere il controllo di Alfashaga, ma qui sta la sfida posta dalle fake news di The Economist su questa disputa. Inventando dal nulla un trattato immaginario e spacciandolo per realtà, questa pubblicazione britannica sta deliberatamente ingannando le persone influenti di tutto il mondo che la sottoscrivono.

L’effetto finale è quello di provocare una guerra tra Etiopia e Sudan, inducendo i diplomatici e i politici stranieri che si affidano all’Economist a pensare erroneamente che Addis abbia già ceduto le sue rivendicazioni ad Alfashaga, il che renderebbe a sua volta illegittime le rivendicazioni recentemente riaffermate. Si tratta di una realtà alternativa, poiché non è successo nulla del genere, ma questa provocazione informativa è molto probabilmente volta a sostenere l’ex colonia britannica che la ospita nella sua disputa con il leader del Corno d’Africa. Si tratta di una perniciosa operazione di gestione della percezione che doveva essere stroncata sul nascere senza indugio.

Per questo l’ambasciata etiope a Londra ha risposto immediatamente, ma è importante che chi è interessato alla questione condivida il suo comunicato stampa per correggere le percezioni di chi potrebbe essere stato fuorviato dall’attacco infowar dell’Economist. La transizione sistemica globale verso il multipolarismo sta diventando sempre più caotica, avendo già portato a una crisi alimentare globale artificialmente prodotta dall’Occidente guidato dagli Stati Uniti, quindi una delle ultime cose di cui l’Africa ha bisogno è una pubblicazione britannica che inganni il mondo nel tentativo di innescare una guerra tra Etiopia e Sudan per Alfashaga.

Pubblicato in partnership su One World

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Foto: Idee&Azione

13 giugno 2022