L’egemone USA non ha più tempo per modificare il corso della Storia

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di Luciano Lago

La questione più importante da comprendere in questa fase tumultuosa della Storia è il fatto che stiamo assistendo ad un processo in cui l’egemonia USA anglosassone si sta gradualmente sgretolando nel suo dominio globale. Il sistema di dominazione che gli anglosassoni avevano costruito nel secolo 19°e 20° sta arrivando alla sua fine naturale.

Nonostante il predomino ideologico, il controllo del grande apparato dei mass media , la enorme influenza politica ed economica, nonchè il potere finanziario esercitato attraverso gli organismi sovranazionali (da loro controllati), ci sono molti sintomi di questa discesa nel potere di controllo che le elite occidentali atlantiste stanno sperimentando.

Questo processo viene testimoniato dall’emergere di nuovi blocchi (BRICS, SCO) antagonisti rispetto all’occidente, guidati da Russia e Cina che stanno assumendo il loro ruolo sulla scena mondiale e che contestano le regole dettate ed imposte da Washington e dai suoi satelliti europei ed occidentali.

Ne derivano due conseguenze essenziali. In primo luogo, rendendosi conto dell’imminente collasso, l’Impero USA è più pericoloso che mai, perché la posta in gioco è la sua dominazione e la stessa capacità di controllo delle risorse globali, a partire dal primato del dollaro come moneta di scambio e di riserva.

In secondo luogo, a causa dell’inevitabilità storica del processo di declino occidentale, la strategia vincente per i suoi concorrenti geopolitici, non consiste nell’attaccare frontalmente ma deve essere quella di creare una linea di difesa comune e contribuire gradualmente allo sfaldamento del predominio anglosassone, nell’attesa del momento in cui processi di degrado avranno il loro esito inevitabile.

I paesi come la Russia, la Cina e anche l’India, che in questo momento si contrappongono all’”ordine mondiale basato sulle regole”, quelle create dagli Stati Uniti, hanno un vantaggio non secondario: il tempo lavora a loro favore e contro le aspettative delle potenze anglosassoni.

Ormai tutti hanno compreso che il mantra dell’ordine basato sulle regole, stabilite dagli USA, è lo slogan di copertura retorica che viene ripetuto di continuo indistintamente dai vari esponenti dell’Amministrazione di Washington per giustificare l’ordine unipolare dominato dagli USA. Tale sistema di fatto consiste nell’ordine globalista liberale, quello che comprende le istituzioni dominate dall’Occidente, come la Banca Mondiale, il FMI, il WTO, l’ONU, la OMS, la UE, la NATO e altri organismi che hanno regolato l’ordine internazionale, la diplomazia e il commercio dalla fine della II guerra mondiale.

Come ha commentato il presidente Vladi Putin, in un suo recente discorso, “questo presunto ordine, piuttosto che giovare al mondo, è stato realizzato come uno strumento di egemonia unipolare, utilizzato dagli USA per convertire il resto dei paesi del mondo come propri vassalli con il fine di sottomettere tutti gli altri paesi ai propri interessi….”

Il tempo per l’egemone USA sta ormai scadendo e, se il conflitto allargato fra la Russia e gli Stati Uniti e NATO, come tutto lascia prevedere, sarà inevitabile, la Russia dovrà coinvolgere quanto più possibile gli altri paesi antagonisti del potere USA, in modo diretto o indiretto, avvisando questi che la battaglia contro gli imperialisti riguarda tutti. Verrà anche il loro turno e non è possibile mantenere uno status neutrale.

Questo fronte comune è l’unico che può frenare le ambizioni espansionistiche di Washington e obbligare i guerrafondai della Casa Bianca a desistere dai loro propositi di aggressione contro paesi sovrani.

La questione riguarda paesi come l’Iran, la Siria, la Corea del Nord, il Venezuela, la Bolivia ed anche paesi dell’Africa che hanno da poco iniziato un processo di affrancamento dalla dominazione neocoloniale delle potenze occidentali.

La lotta per l’affrancamento dal dominio dell’egemone sarà vinta quando prevarrà nel fronte dei paesi antagonisti la volontà di voler costruire un nuovo ordine multipolare dove le varie potenze debbano convivere fra di loro su un piano di parità e di rispetto delle diverse culture e le dispute fra stati si debbano risolvere all’interno delle norme di diritto internazionale, senza le interferenze e le sordide manovre di ingerenza e destabilizzazione attuate della potenza egemone.

Soltanto allora si potrà ricreare un sistema di stabilità, di equilibrio e di pace, esattamente quello che è mancato da quando la superpotenza egemone si è lanciata nelle guerre dirette o per procura (vedi Ucraina ) per ristabilire quello che i guerrafondai di Washington chiamano l’”Ordine basato sulle regole”.

Foto: Idee&Azione

9 dicembre 2022

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