L’individuo e il suo rapporto con il mondo e il divenire della vita [1/3]

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di Fabrizio Manco

Introduzione: parte prima

La vita degli esseri viventi inizia con l’incontro di uno spermatozoo e un ovulo: dopo un rapporto sessuale, lo sperma attraversa con energia il canale dell’utero, dove deve superare molti ostacoli per giungere alla sua meta: l’ovulo. Gli spermatozoi sono milioni, e corrono ad alta velocità per sfuggire agli acidi malefici delle mucose delle pareti dell’utero, e vengono attaccati anche dal sistema immunitario del corpo della donna, ed è anche per questo che soltanto pochissimi riescono a raggiungere l’ovulo. 

Una volta arrivati nelle sue vicinanze, soltanto uno riesce a penetrare la spessa membrana protettiva di esso: una volta entrato, lo spermatozoo perde la coda e il flagello e si immerge nel buio dell’ovulo. Inizia la fecondazione. La prima parte della sua vita ha termine. Incomincia quella dello zigote. Inizia la prima vera fase di vita dell’Individuo: sia essere umano, animale o vegetale. La sua vita intesa come insieme di organi e pulsioni vitali, inizia con la formazione di una piccola sfera, invisibile e nascosta, la morula, che se all’inizio invisibile, ben presto come una pianta, incomincia a espandersi e germogliare come una grande pianta.  La blastocisti è la fase successiva di questa sfera primigenia: la prima forma vitale dell’individuo si sta formando. 

L’unione del gamete aploide maschile e del gamete aploide femminile, da inizio alla formazione di un nuovo individuo. L’ ontogenesi degli esseri viventi inizia da questo incontro. 

 

L’origine ed evoluzione della specie umana: dai primi primati all’individuo umano: La classificazione scientifica dell’Individuo. parte seconda

I mammiferi placentari (Eutheria, Huxley, 1880), discendono da un piccolo mammifero placentare vissuto nelle foreste della Cina preistorica durante il cretaceo inferiore, circa 125 milioni di anni fa.: l’Eomaia Scansoria. Nel corso dei dieci, quindici milioni di anni successivi, si diversificarono tutti i principali gruppi di mammiferi placentari come i canidi, gli artiodattili, i proboscidati, le proscimmie e i primati. Gli antenati dei primati possono essere rintracciati in piccoli mammiferi placentari simili agli scoiattoli che vivevano sugli alberi come il Purgatorius (Van valen and sloan, 1965) e il recente Torrejona. Essi appartengono ai Plesiadapiformes vissuti tra i 64 e i 65 milioni di anni fa, tra il periodo paleocene e l’eocene. È da questi mammiferi placentari che si diversificarono successivamente in Africa i primati come il Proconsul (Hopewood, 1933), vissuto nel miocene in Kenya e in Uganda, il Kenyapithecus wickeri (Leakey, 1962) e l’Aegyptopithecus zeuxis (Simons, 1965).

La specie Homo sapiens (Linnaeus, 1758) è discendente di quei primi ominidi che si evolsero in Africa, e dai quali circa 5/ 6 milioni di anni fa si evolsero gli Australopithechi (Dart, 192). Da essi discendono gli Homo abilis, Homo ergaster, Homo Neandhertalensis e Homo sapiens: sia Homo Neandhertalensis che Homo Sapiens vissero negli stessi periodi, e alla fine per numerosi fattori fu la nostra specie a conquistare la terra. Gli individui della specie Homo Sapiens sono mammiferi placentari, fanno parte degli Hominini e sono catarrini, cioè hanno il naso che pende di sotto, che è la tipica caratteristica delle scimmie del vecchio mondo, cioè l’Africa, del gruppo originatosi 40 milioni di anni fa, al quale noi apparteniamo. Gli individui di quelle epoche così remote, non avevano sviluppato una profonda consapevolezza dell’esistere, avevano tuttavia sviluppato alcune forme simboliche di rappresentazione del mondo.

Gli individui umani sono quindi mammiferi placentari vivipari, partoriscono i loro piccoli vivi e li nutrono con il latte fino allo svezzamento. Questa è la classificazione scientifica della specie umana.   Ma la vera evoluzione dell’individuo, cioè quella interiore e profonda, doveva ancora cominciare.

 

Apollineo e Dionisiaco: due aspetti eterni del mondo: parte terza

In un mio studio / articolo, diviso in due parti (Coralina et ianua magica: 22/ 11/ 2021 e 29 / 11/ 2021) e che ho pubblicato in lingua latina sulla rivista Ephemeris dedicato alla favola nera di Neil Gaiman, Caroline e la porta magica (2002, Edizioni Mondadori), ho analizzato alcuni aspetti filosofici e psicologici relativi a tale racconto fantastico. Ho individuato la presenza costante di due aspetti psicologici e filosofici fondamentali per capire la filosofia occidentale: L’ Apollineo e il Dionisiaco. L’analisi di questa fiaba, prossimamente la pubblicherò in versione originale in italiano. Mentre più sotto, nel presente testo, ne farò alcuni accenni. 

Quando si parla di questi due termini, Apollineo e Dionisiaco, dobbiamo interpretarli con tanti significati intrinsechi e nascosti: essi sono le due Essenza del mondo manifestato, una di loro è più presente dell’altra: è il Dionisiaco.  Questi aspetti sono sia la manifestazione del mondo, che essi stessi manifestazioni; i quali possiamo interpretarli anche con i termini della filosofia Taoista Yin e Yang, cioè il bene e il male, il giusto e lo sbagliato, la bellezza e la disarmonia; sono suoi aspetti dicotomici eterni del mondo in divenire.  Ma la parte Dionisiaca è la vera essenza del mondo, per i motivi che ora andremo ad analizzare. 

 

Nietzsche e la Filosofia dell’Apollineo e del Dionisiaco: parte quarta

Il filosofo Tedesco Friedrich Nietzsche (1844- 1900), espresse il suo pensiero sulla dicotomia dell’Apollineo e del Dionisiaco principalmente in due opere: nello scritto La Filosofia tragica dei greci e soprattutto nella Nascita della tragedia.  

Il mondo è pervaso da questi due aspetti: il lato Apollineo del mondo e il lato Dionisiaco del mondo.  Gli individui vengono educati fin dalla nascita a guardare un solo ed unico aspetto del mondo: l’Apollineo. Possiamo scorgere tale aspetto apparentemente in ogni ambito della natura.  Friedrich Nietzsche, nella Nascita della tragedia, contrappone per la prima volta nel pensiero occidentale, la dicotomia di Apollineo e Dionisiaco: attraverso la cultura greca, come il teatro, la tragedia, la scultura e la pittura, l’Apollineo è tutto ciò che incarna la bellezza e l’armonia. Il Dionisiaco è invece tutto ciò che incarna innanzitutto la parte dell’ebbrezza orgiastica, dell’orrore e della paura panica.

 

Come si presentano l’Apollineo e il Dionisiaco nel mondo e nella vita: parte quinta

Ma io mi spingo oltre con la dicotomia di Apollineo e Dionisiaco.  La bellezza apparente del mondo è Apollinea. I paesaggi, la natura il mare, i colori dei fiori, delle piante, del piumaggio degli uccelli, degli Insetti, sono tutti elementi Apollinei: ma cosa succede se guidiamo oltre questo schermo apparente della realtà? ecco che scorgiamo il Dionisiaco; il vero aspetto del mondo. L’abisso si spalanca nei nostri occhi. Un terrore panico ci travolge. Ed ecco che la terra, e con essa la natura, se prima erano così tranquille, dolci e colorate, improvvisamente si disintegrano dinnanzi ai nostri occhi: maremoti, cataclismi, terremoti, si abbattono sul mondo. Gli animali si sbranano e si divorano gli uni con gli altri. Guerre e pestilenze si susseguono nelle epoche storiche. Le storie di amore si svelano essere soltanto storie di sesso orgiastico e sfrenato, e i vulcani sono in costantemente in eruzione.  Ecco il vero volto del mondo e della natura: il Dionisiaco è entrato in scena.

Se guidiamo all’origine dell’universo, del sistema solare e della terra, osserviamo che all’origine tutto è nato dal caos e con il caos.  L’universo, nei suoi primi minuti, era un concentrato di atomi, molecole, elettroni in un movimento caotico e infernale. Il sistema solare durante la sua formazione era pieno di collisioni con altri corpi celesti. Il nostro pianeta terra, all’inizio della sua esistenza, era un pianeta infuocato e terribile. Infatti, il primo periodo geologico della formazione terrestre, fu denominato Adeano.

L’ eone adeano riceve il nome da Ade= Il mondo infero della mitologia greca.  È il primo periodo geologico della storia della terra, e il primo del ciclo del Precambriano: questo periodo geologico della terra, infatti, è diviso in Adeano, Archeano, Proterozoico e Fanerozoico. L’ Adeano è durato circa 600 milioni di anni; la terra si è formata circa 4 miliardi e 600 milioni di anni fa; e I primi 600 milioni di anni sono stati caratterizzati da eruzioni vulcaniche, magma infuocato e tempeste di piogge acide per millenni e millenni. La sfera terrestre era una palla di fuoco incandescente e terrificante.  La storia della terra inizia con il Dionisiaco, è il Dionisiaco è il primo aspetto ad apparire nel mondo e nella storia.  Una delle prime manifestazioni del Dionisiaco nella natura animale, lo troviamo in un fossile della Fauna del Cambriano: l’Anomalocaris saron (Walcott, 1913- Morris, 1978), il quale fa parte della Fauna di Burgess shale, dal nome della località in Canada dove per la prima volta fu scoperta questa fauna.  

Gli animali di Burgess shale furono scoperti da Sir Charles Walcott (1850 – 1927) nel 1913, e rappresentano la prima testimonianza di una struttura bilaterale e complessa della storia evolutiva del mondo animale. L’ Anomalocaris, che fu trovato anche negli strati geologici della Groenlandia e della Cina, era sicuramente un predatore, e dalla forma dell’apparato boccale si deduce che era anche molto feroce. 

Si nutriva e attaccava anche i trilobiti, infatti nella parte destra dei loro corpi furono trovati dei segni riconducibili alla forma della bocca dell’AnomalocarisDa ciò si può dedurre che questo animale aveva sviluppato un sistema nervoso già in grado di riconoscere la lateralità degli oggetti dello spazio intorno a sé. E ciò significa che già 523/ 521 milioni di anni fa, nel regno dei Metazoa (Haeckel, 1874) si stava sviluppando la complessità della percezione dello spazio. La prima percezione della spazialità è stata dettata dal Dionisiaco. 

Tutta la storia della vita sulla terra è contrassegnata dal rapporto conflittuale tra Dionisiaco e Apollineo. E una buona parte di questa storia, è segnata dal Dionisiaco.  Anche se subito dopo la Fine dell’era Infernale, ci fu una sorta di congelamento della sfera terrestre, dove sia il lato Apollineo che il lato Dionisiaco erano congelati, il lato orrorifico e terribile della vita era onnipresente in ogni cosa. Tracce di quella vita primordiale caratterizzata dal Dionisiaco, sono conservate nelle formazioni rocciose di 3 miliardi e 800 milioni di anni fa, delle attuali regioni del Canada nordoccidentale, Australia nordoccidentale e della Groenlandia nord. A quei tempi la terra era un unico ammasso informe.  Il primigenio aspetto della terra era infatti caotico, informe e tenebroso.  Forse la vita cominciò lentamente a sorgere in mezzo a questo caos, circa 3 miliardi e 800 milioni di anni fa.  La prima fase della nascita della vita, con le prime strutture di cellule e con le prime creature di forma sferica, è caratterizzata dall’ Apollineo.  

forse l’Apollineo, è soltanto un aspetto falso creato apposta dal Dionisiaco stesso per camuffarsi; per nascondere la sua presenza terribile nel mondo. 

Accompagnati dalla coppia di opposti Apollineo e Dionisiaco, possiamo osservare questi Opposti nel regno animale (Metazoa, Haeckel, 1874- Animalia, Linnaeus 1758): gli animali carnivori (Carnivora, Bowdich 1821), siano essi anfibi, rettili, mammiferi e uccelli, incarnano il lato Dionisiaco. Il lato Dionisiaco degli animali nasce nelle profondità marine con o pesci: le prime forme di pesci più sviluppati erano carnivori e feroci come il Dunkleusteus e gli squali (Selachimorfa,): in particolare il Carcharodon carcharis (Linnaeus, 1758), che sono I pesci piu feroci in assoluto. 

Gli animali erbivori, come per esempio I mammiferi placentari e alcuni uccelli, rappresentano il lato Apollineo. I pascoli, il canto degli uccelli, il brucare, sono aspetti Apollinei. Mentre, la ferocia dei carnivori, il loro cacciare e dilaniare le loro prede, lo squarciare la carne e il divorare le ossa, sono la rappresentazione del lato Dionisiaco del mondo.

Nel mondo del mesozoico, abbiamo la stessa dicotomia della vita: i dinosauri carnivori, principalmente i teropodi (Theropoda) come Allosauri, Tyrannosauri, Velociraptor e Deinonychus, sono il lato terrificante della vita preistorica, principalmente del mesozoico; i dinosauri erbivori (Saurischi et ornitischi), come sauropodi, argentinosauri, diplodochi, brachiosauri e paralophosauri, incarnano il lato Apollineo della vita mesozoica. 

Anche i dinosauri avevano evoluto le stesse tecniche di sopravvivenza degli animali attuali: i carnivori possedevano zanne e artigli a forma di falce per lacerare la carne come il Deinonychus anthirropus (Ostrom, 1969), ma anche gli erbivori avevano sviluppato armi per difendersi: per esempio placche ossee e spuntoni come gli Stegosauria (Marsh, 1877) e gli Ankylosauria (Osborn, 1923)   servivano per difendersi dagli attacchi dei predatori.  E nel mondo degli erbivori attuali come i rinoceronti e i cervi, non mancano le armi per combattere: il lungo corno del rinoceronte e le lunghe corna ramificate dei cervi e delle renne ne sono la dimostrazione.

Parte 1 di 3

Foto: Idee&Azione

23 febbraio 2022