L’individuo e il suo rapporto con il mondo e il divenire della vita [2/3]

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di Fabrizio Manco

L’Apollineo e il Dionisiaco in Caroline e la porta magica e in Jurassic Park: parte sesta

La parte Dionisiaca del mondo è quindi una forza distruttrice: non ha scopi, non ha morale, non ha intenzione vere e proprie, distrugge e travolge ogni cosa che incontra: come un maremoto o un’eruzione vulcanica; ad essa non importa nulla dell’individuo e del suo cammino nel mondo e nella storia.  L’arte e le varie espressioni artistiche come il canto, la musica, la pittura, la letteratura, il cinema, sono soltanto all’apparenza Apollinee: è un inganno perché dietro questa bellezza apparente dimora il vero lato di ogni cosa: l’orrore e la paura sono appena dietro l’angolo.  Bisogna squarciare il Velo di maya dell’Apollineo e guardare in faccia il Dionisiaco per capire il Mondo. 

Ho notato in due grandi racconti, la presenza dell’Apollineo e del Dionisiaco: nel primo racconto, Coraline e la porta magica di Neil Gaiman, (2002, Edizioni Mondadori) l’intera storia è equilibrata in questi due aspetti:

Coraline è una ragazzina di 12 anni che nella nuova casa dei genitori scopre una porta segreta.  Poiché era annoiata dal comportamento dei genitori, decide di entrare in quella porta, curiosa di scoprire cosa ci sia dietro. Attraverso un cunicolo, che sembra un condotto vaginale, Coraline entra in una casa identica a quella sua. Con due genitori identici ai suoi, che hanno al posto degli occhi due grandi bottoni: L’altra madre e l’altro padre.  All’inizio, sono molto gentili e cortesi col Coraline, e la riempiono di attenzioni e di buone cose da mangiare. Tutto il mondo sembra all’apparenza migliore: i genitori, il cibo, i giochi, il giardino di casa e i divertimenti.  Tutto è apparentemente colorato e felice, gli Insetti giocano con la ragazzina, e lei gioca con le piante carnivore. Ma non appena rifiuta il ricatto di mettersi i bottoni sugli occhi, ecco che il falso mondo Apollineo a poco alla volta si schiude e si svela per quello che è in realtà: un mondo Dionisiaco travestito da Apollineo. 

L’altra madre all’apparenza così buona e premurosa si rivela subito essere una Strega malvagia che vuole solo nutrirsi come un parassita della vita di Coraline. Lentamente, quell’altro mondo Apollineo perde i connotati e si trasforma in una trama assurda di trappole, malvagità e orrore.

 

Il lato perturbante del Dionisiaco

Sia il racconto scritto da Gaiman che la trasposizione cinematografica del regista Henry salick sono attraversati da una strana inquietudine leggera e sottile, prima dello svelamento del terrore panico. In psicologia e in psichiatria, questo stato emotivo prende il nome di Perturbante. Il Perturbante è lo strato sottocutaneo dell’Apollineo, situato poco prima di scoprire e svelare il lato sopracutaneo   del Dionisiaco.  Il Perturbante venne analizzato per la prima volta da Sigmund Freud (1965- 1939), in un saggio dedicato a questo tema: il Perturbante (1919).

Freud concepisce il saggio analizzando un racconto di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (1776- 1822), L’uomo della sabbia, che fa parte della raccolta I Notturni (1815). Il racconto di Hoffmann serve a Freud per delineare le caratteristiche del sentimento del Perturbante; scrive infatti Freud:

“il Perturbante è quel qualcosa di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a quanto ci è familiare “.

Il termine compare comunque per la prima volta grazie allo psichiatra tedesco Ernst jentsch (1867- 1919), il quale ha coniato questa parola per indicare il sentimento che si avverte di fronte a un qualcosa che non si comprende bene se sia un oggetto vivente o artificiale. Infatti, Freud fa riferimento alla bambola Coppeila del racconto di Hoffmann per indicare il Perturbante: il personaggio Coppeila di Hoffmann è il primo esempio di intelligenza artificiale nella letteratura occidentale, in quanto Coppeila è una bambola meccanica che si comporta da essere umano. Il senso del Perturbante si avverte non a caso nella nostra epoca, dominate dell’intelligenza artificiale e da numerosi robot umanoidi. Perturbante è l’aspetto di molte bambole per bambini, le quali sono ormai uguali all’aspetto umano: molti robot artificiale dall’ aspetto antropomorfo, come gli androidi giapponesi, sono perturbanti, soprattutto quando si osservano per lungo tempo. A questo proposito uno studioso di robotica giapponese, Masahiro mori, ha chiamato lo stato emotivo che un essere umano nei confronti di robot troppo umanizzati, The uncally valley, cioè la valle sconosciuta o misteriosa, in un articolo uscito sulla rivista Energy, nel 1970, dal titolo The uncally valley. 

Secondo il mio parere, il mondo dei Mass media nel quale siamo oggi immersi è molto inquietante e perturbante: molte pubblicità, molti film, molti spettacoli televisivi, trasmettono un senso di inquietudine continua, contro la quale gli individui/massa, amorfi, senza capacità di giudizio e privi di difese contro il mondo Dionisiaco che li avvinghia perfino nelle loro case, non riescono a riconoscere. 

Il lato Perturbante   e Dionisiaco compaiono molto anche nella pittura: infatti ho recentemente scoperto un dipinto del pittore surrealista belga Rene ‘ Magritte, (1898- 1967) il quale dipinse nel 1942 un bellissimo molto inquietante dipinto: I compagni della Paura, realizzato durante l’occupazione del Belgio dei Nazisti nel 1942. In questo dipinto realizzato in olio su tela, si osservano cinque gufi che germogliano spontaneamente dalle foglie dei cespugli del terreno. I gufi hanno un aspetto molto minaccioso; soprattutto i due più grandi centrali. E come se Magritte volesse comunicare che ovunque nel mondo, può germogliare la minaccia e il male. Il Dionisiaco è nascosto in ogni angolo del mondo. 

Nel racconto e nel film Coraline e la porta magica, il senso di inquietudine che precede il Dionisiaco, si percepisce alla prima apparizione dell’altra madre con i bottoni sugli occhi: un individuo allenato, riconosce subito che qualcosa in quella donna non quadra. Infatti, a poco alla volta il mondo Dionisiaco riaffiora, e l’altra madre si rivela un essere dalle sembianze di un Ragno con la testa e il collo di una brutta strega.

 

Il Dionisiaco in Jurassic Park

L’altra opera, dove i due aspetti di Apollineo e Dionisiaco sono molto presenti, è il romanzo fantascientifico Jurassic Park, scritto da Michaeal Crichton e pubblicato per la prima volta nel 1990. Nel 1993, il regista Steven Spielberg ne fece la versione cinematografica. Anche in entrambe le versioni, sia nel libro che nel film, gli aspetti dell’Apollineo e del Dionisiaco sono molto evidenti. Se nel romanzo, l’elemento inquietante e Dionisiaco della natura si percepisce fin dal prologo, nel film di Spielberg i due aspetti compaiono in due sezioni distinte. Soltanto l ’introduzione nel film mette subito all ‘ erta lo spettatore che c’è qualcosa di spaventoso nella storia: anche se nessun mostro all’inizio si intravvede.

Quando il Paleontologo Alan Grant e i suoi collaboratori arrivano sull’isola Isla nublar, subito la scena che si presenta è Apollinea e Idilliaca: un placido Brachiosaurus altithorax (Riggs, 1903) mangia tranquillamente le foglie di un altissimo albero; sullo sfondo branchi di dinosauri erbivori pascolano tranquillamente: è un qualcosa di meraviglioso, la natura del mesozoico è stata ricreata in modo perfetto. Quando però sull’isola a causa del corrotto programmatore informatico Dennis Nedry, i recinti fortificati vengono disattivati, ecco che il Dionisiaco con tutto il suo carico di orrore, morte e disperazione viene fuori: prima appare il Tyrannosaurus rex (Osborn, 1905), in una atmosfera notturna e piovosa, mentre divora in un solo colpo una capretta.  Da questo momento in poi, l’atmosfera Idilliaca e Apollinea sull’isola viene distrutta: i Deinonychus anthirropus (Ostrom, 1969) dai recinti non più elettrificati e si scatena il panico.  Molti impiegati alla sicurezza del parco vengono divorati e i superstiti devono lottare fino alla fine per sfuggire alla loro ferocia: il lato Dionisiaco ha preso il sopravvento. 

 

La dicotomia degli opposti

Per la nostra concezione occidentale, il bene è posizionato tutto in un lato, e il male si trova in un altro lato. Distinto e separato. È così che ragiona la nostra cultura di matrice cristiana. Ma se analizziamo a fondo i due aspetti del mondo, bene e male, essi sono in simbiosi l’uno con l’altro. Se si osserva attentamente, dietro la parte Apollinea dimora il Dionisiaco: è Dionisiaco un animale carnivoro che sbrana un erbivoro, un gufo che caccia e divora la sua preda, un uccello che nutre i suoi pulli; dovunque si gurda si scorge il lato orrendo della vita.  E questo lato dell’esistenza che vuole rappresentare la letteratura e il cinema Horror. 

E la forza vitale che fa scaturire la guerra e la violenza è lo stesso che mantiene la bellezza e l’armonia: l’Eros.  L’ Eros non a caso è un sentimento, un’emozione, un impulso vitale, che può essere anche distruttivo oltre che costruttivo. Il colore con il quale viene rappresentato è il rosso, il colore della passione, del fuoco, della fiamma, del magma, del vulcano e della distruzione. 

Siamo fin dall’infanzia allevati e cresciuti in una monade Leibiniziana: il bene con il colore bianco e la purezza; il male con il colore nero e la tenebra. giorno e notte, morte e venere, Ares e afrodite, guerra e pace, eros e thanatos, dio e il diavolo: il dualismo cristiano, cartesiano, Leibiniziano e Newtoniano è difficile da superare. Certo, il mondo è sicuramente abitato da entrambe le forze, ma è un impasto omogeneo di queste due forze, l’una è dentro l’altra, come la rappresentazione simbolica dello Ying e Yang del pensiero Taoista: nel male alberga una goccia di bene, e nel bene alberga una goccia di male.  Perché come dice Eraclito di Efeso (535- 475 A.C.): 

Il Dio è giorno e notte, inverno e estate, fame e sazietà, guerra e pace, e muta come il fuoco quando si mescola ai profumi e prende nome dell’armonia di ognuno di essi” (Diels/ Khanz, frammento 6).

La stessa tensione degli Opposti la troviamo in un passo di Lao – Tze (571 A. C.):

“ciò che è spezzato diventerà intero, ciò che è curvo diventerà dritto, ciò che è vuoto diventerà pieno “(Aforisma 22). 

Sono affermazioni di due menti sincronizzate, anche se erano distanti sia per epoca che geograficamente. La svolta, la soluzione, il risultato, la creazione, giungono dagli opposti.  E da un opposto giunge un altro opposto. Tutto il mondo, ed entrambe le realtà di bene e male, sono la medesima cosa   perché:

“È la medesima realtà, il vivo e il morto, lo sveglio e il dormiente, il giovane e il vecchio; questi infatti mutando sono quelli, e quelli mutando sono questi “(Frammento 88 Diels/ Khanz). 

Questo, per esempio, è il vero assioma su quale si fonda il principio della legge di attrazione e la legge di vibrazione. Anche se la mente quando formula dei desideri è incompleta.  Il vero Individuo maturo è cosciente di essere nel mondo e soprattutto cosciente di fluttuare nell’ eterno divenire del mondo, non è attaccato al lato Apollineo del mondo perché sa che è un lato illusorio e passeggero: il vero Individuo pronto per vincere mentre cammina nel divenire del mondo, non combatte il lato Dionisiaco, ma diventa egli stesso parte del Dionisiaco. Tutto è Uno, e tutta la Realta’ è sorretta dal Mysterium Coniunctionis.

Parte 2 di 3

Foto: idee&Azione

24 febbraio 2022