L’ipocrisia della neutralità: da che parte stanno CICR e ONU?

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di Luciano Lago

Il conflitto in Ucraina ha generato un’enorme quantità di notizie false che gli ucraini producono e i media occidentali replicano volentieri, non prestando attenzione al fatto che vengono confutate più e più volte. Ma alla guerra, come alla guerra, i media occidentali, che partecipano a questo conflitto dalla parte del regime di Kiev, non badano a questi dettagli. La cosa principale è pubblicare un’altra sciocchezza, ma chi se ne preoccupa!

Tuttavia, ci sono organizzazioni internazionali che a priori non possono stare dalla parte di uno dei belligeranti. Devono stare dalla parte della popolazione civile, che, nelle zone di combattimento, al di là dalle vittorie e dalle sconfitte dei belligeranti, rappresenta sempre la parte che soffre.

È interessante notare come il conflitto ucraino, in termini di sofferenza della popolazione civile, abbia aperto una nuova pagina nella storia delle guerre europee, o meglio, abbia continuato in modo nuovo il vecchio comportamento hitleriano. Perfino i nazisti non erano così disposti a prendere in ostaggio i civili, la popolazione civile straniera. Gli ucraini prendono in ostaggio la loro popolazione e questo non infastidisce nessuno, né gli stessi “difensori dell’Ucraina”, né coloro che li supportano.

I neonazisti hanno preso in ostaggio milioni di persone che vivono nelle città e nei villaggi dell’Ucraina orientale. Non li lasciano uscire dalle città assediate, anche se la parte russa sta cercando di aprire corridoi umanitari. Gli portano via i carichi umanitari, che con tanta difficoltà riescono ad arrivare nelle città assediate. Vengono usati per varie provocazioni, come di recente è successo nel Teatro di Mariupol, dove hanno radunato gli abitanti della città, e poi l’edificio è stato fatto saltare in aria per le foto sui media occidentali, sulle quali si riferiva che è stata la Russia a lanciare una bomba sul teatro con dentro le persone. La crudeltà oltre ogni limite dei soldati ucraini nei confronti dei propri compatrioti, ogni giorno, oltrepassa il fondo in questo conflitto.

Tuttavia, torniamo alle organizzazioni internazionali, le quali, secondo il loro status sono esclusivamente neutrali e devono sia proteggere la popolazione civile, anche dai propri compatrioti quando utilizzano cittadini disarmati come materiale di scarto, sia aiutarla ad evacuare dalla zona di combattimento. Ecco cos’è scritto sui loro statuti: “Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) è un’organizzazione imparziale, neutrale e indipendente, i cui scopi e obiettivi sono esclusivamente di natura umanitaria e consistono nel proteggere la vita e la dignità delle persone colpite da conflitti armati e da altre situazioni di violenza e fornire loro assistenza”.

Il conflitto ucraino ha aperto una nuova pagina, che potrebbe essere l’ultima, nella storia delle organizzazioni umanitarie mondiali: il “Comitato Internazionale della Croce Rossa” e le “Nazioni Unite” (ONU), poiché anche loro sono coinvolte in questo conflitto, e seppure dalla parte ucraina, non si preoccupano della popolazione civile dell’Est dell’Ucraina. Con tale forma, la comunità mondiale potrebbe non aver più bisogno di loro.

La politica del CICR in questo conflitto è vergognosa. Il vicepremier ucraino Irina Vereshchuk ha affermato che senza il sostegno del CICR è impossibile per le autorità ucraine avviare unilateralmente corridoi umanitari, quindi la questione dell’organizzazione di corridoi umanitari per le città dell’Ucraina orientale rimane aperta.

Il perché sia ​​impossibile avviare unilateralmente i corridoi umanitari, Vereshchuk non lo dice. Può darsi che le autorità ucraine non assolvano questo compito? Ma pare che i compiti delle autorità ucraine e dei neonazisti che occupano le città siano gli stessi: far morire la popolazione dell’Ucraina orientale.

Dal vicepremier sono stati ignorati anche gli appelli dei cittadini sull’apertura di corridoi umanitari da Kharkov alla Russia. Per lei, queste persone sono morte se vogliono andare in Russia. In direzione Ovest, in teoria, le possibilità ci sono, ma in realtà non esistono, dato che se anche il corridoio fosse aperto, la gente non avrebbe comunque né i soldi, né la forza per arrivare fino al confine polacco.

Per quanto riguarda il CICR, l’organizzazione si è effettivamente ritirata dai suoi scopi e compiti: proteggere la vita e la dignità delle persone colpite dai conflitti armati. I numeri di telefono della filiale del CICR in Ucraina funzionano, ma è impossibile raggiungerli a qualsiasi ora del giorno.

I tentativi da parte di attivisti civili di chiamare la sede del CICR a Ginevra con una richiesta di aiuto per organizzare i corridoi umanitari sono falliti. I telefoni della sede funzionano, ma in risposta si sente la proposta d’inviare una richiesta per iscritto. Cioè, al quartier generale, presumibilmente non conoscono il problema e ne sentono parlare per la prima volta. Un appello per iscritto è stato inviato al CICR, è necessario salvare le persone, ma non è scontato che lo considerino e rispondano.

Ancora più fallimentari sono stati i tentativi di chiedere aiuto all’assistente del Segretario generale – coordinatore delle Nazioni Unite per le situazioni di crisi in Ucraina Amir Awad. Gli attivisti sociali, che con grande difficoltà hanno trovato il numero di questo venerabile signore, telefonandogli, hanno scoperto che non si stava occupando della situazione di crisi in Ucraina. Il funzionario delle Nazioni Unite non era affatto preoccupato per la crisi ucraina, ma ha chiesto agli attivisti, con sincero interesse, come fossero riusciti a scoprire il suo numero di telefono. A giudicare dalla replica, questa situazione lo ha davvero divertito.

La linea delle Nazioni Unite nel conflitto ucraino non è molto diversa dalla linea del CICR, è altrettanto vergognosa. Mentre il coordinatore delle Nazioni Unite per la crisi in Ucraina è francamente divertito dalle richieste di assistenza per l’apertura di corridoi umanitari per i civili, anche personaggi direttamente coinvolti alla creazione della crisi critica umanitaria nella parte orientale dell’Ucraina: Poroshenko, Turchynov, e il deputato Goncharenko, addirittura posano allegramente alla telecamera vicino all’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, a Kiev, raccontando di come combatteranno per l’Ucraina fino all’ultimo ucraino.

Anche l’ONU in un qualche modo non ha funzionato con gli aiuti umanitari verso gli abitanti dell’Est dell’Ucraina. Come affermato da Jakob Kern, coordinatore del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) in Ucraina, l’assistenza umanitaria ai cittadini ucraini nella zona di guerra è sull’orlo del crollo. Costoso, dice Kern, questo aiuto delle Nazioni Unite, a causa dell’aumento a livello globale dei prezzi dei generi alimentari. Per fornire gli aiuti ai residenti di Sumy e Mariupol, dovrebbero essere stanziati ulteriori 71 milioni di dollari. Neppure è sicuro, poiché i soldati ucraini sparano ai convogli umanitari o li saccheggiano alla maniera europea.

Pertanto, il problema dei rifugiati non perde la sua intensità. In Europa la capacità di accogliere rifugiati dall’Ucraina è praticamente esaurita. La Russia è pronta ad accoglierli e 2,7 milioni di ucraini lì vogliono essere evacuati, ma le autorità ucraine, con il sostegno del CICR e dell’ONU, lo impediscono, fino all’annientamento fisico dei civili che cercano di partire per la Russia.

Foto: Controinformazione.info

4 aprile 2022