Lo scontro fra Russia e Occidente atlantista determina il mondo di domani

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di Luciano Lago

Con l’inizio dell’operazione militare russa in Ucraina il 24 febbraio non tutti hanno compreso che questa data segna la fine di una fase storica in Europa e l’inizio di una nuova epoca che sarà più turbolenta ed agitata rispetto al passato, analogamente a quanto accaduto nel corso della storia dell’ultimo secolo passato. Sono in molti a ritenere che ci sarà un prima e un dopo rispetto a questo conflitto. In definitiva stiamo assistendo a quello che si può definire un cambio di era, così come era avvenuto con il crollo dell’URSS del 1991 e alla fine della Seconda guerra mondiale nel 1945. Queste sono le grandi tappe che fanno la Storia e determinano un cambiamento nell’assetto mondiale.

A tutti gli effetti il conflitto in Ucraina rappresenta un cambiamento sismico dell’ordine mondiale che produrrà i suoi effetti per qualche generazione a venire. Per quanto riguarda la sequenza degli avvenimenti, si deve interpretare l’azione della Russia di Putin come il tentativo di creare un diverso ordine internazionale con l’obiettivo di costruire una sfera di influenza euroasiatica alternativa all’Occidente a guida USA. In questo scenario non deve meravigliare il fatto che, nel preciso momento in cui Putin ha lanciato la sfida all’Occidente con l’attacco all’Ucraina, il fronte atlantista si è ricompattato ed ha sollevato una cortina di ferro attorno alla Russia per isolare questa dall’Europa.

Non bisogna farsi ingannare dalla mascheratura ideologica definita dalla propaganda di Washington come “la lotta fra democrazie e autocrazie”, una narrazione di comodo fatta ad uso e consumo del pubblico occidentale. Di sicuro si profila lo scontro questa volta definitivo ed irrimediabile, fra l’Occidente liberal globalista e la Russia che si ispira ai valori della sua tradizione e identità nazionale. L’Ucraina è il campo di battaglia prescelto dagli USA per una guerra per procura. Una guerra a tutto campo dove la posta in gioco è l’annientamento dell’avversario, la sua disarticolazione e decapitazione del vertice di comando.

Superfluo osservare che l’Europa è ostaggio degli USA in un conflitto in cui il vecchio continente doveva avere un profilo proprio, conforme ai propri interessi, del tutto differenziati e opposti agli interessi egemonici degli Stati Uniti. L’Europa ha tutto da perdere da una vittoria delle forze globaliste ma in questa fase non ha una sua consapevolezza e lavora per la sua stessa distruzione. Tuttavia la sobillazione fatta da Washington ha fatto abilmente credere agli europei che la Russia fosse il nemico, il male da abbattere. Quella che non appare è l’essenza dello scontro in atto: con l’operazione militare in Ucraina Putin ha rotto l’accerchiamento globalista e l’assedio militare (ed ideologico) che stava soffocando la Russia.

Il confronto oggi è divenuto globale fra i due poli, quello globalista dell’Occidente (in cui è incastonata l’Europa) e quello rappresentato dalla Russia che si richiama alla tradizione, alla cultura e identità che sono incompatibili con la visione transumanista, materialista e tecnologica del polo occidentale dominato dagli anglo USA. Dal risultato di questo scontro dovrà emergere lo scenario del nuovo ordine mondiale e, in ogni caso, non si potrà tornare al mondo di prima. Quello è definitivamente terminato il 24 Febbraio 2022.

Foto: TsargradTV

14 aprile 2022