Lo Stato arbitro dispone la vita dei sudditi

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di Luciano Lago

Nella lotta di resistenza ad uno Stato nemico che si arroga il diritto di entrare nella sfera individuale di tutti i cittadini e dettare arbitrariamente le sue direttive vessatorie senza alcuna base legale e costituzionale, bisogna essere consapevoli che l’assuefazione alla arbitrarietà ed alla usurpazione dei diritti apre la porta a vessazioni sempre maggiori e più pervasive come anche alla riduzione ad uno status di sottomissione inerte delle persone divenute disponibili, per paura o soggezione, ad accettare tutto per una sorta di quieto vivere.

Questo si percepisce dalla scarsa reazione che apparentemente si è riscontrata alle ultime misure di questo governo composto da Mario Draghi e dalla sua cerchia che, da quando si è insediato, continua ad emanare decreti a ripetizione esautorando il Parlamento e schiacciando qualsiasi principio di carattere generale e costituzionale.

La prima regola di coloro che si accingono ad una lotta di resistenza (pacifica ma determinata) è quella di non sottovalutare il nemico (lo Stato assolutista) e prevederne le mosse.

Di fatto l’obbligo vaccinale e le relative misure restrittive introdotte con l’ultimo decreto iniziano a rivelare la vera indole di Draghi e degli yes man che lo circondano: una personalità autoreferente che pretende di scavalcare qualsiasi ostacolo pur di perseguire le sue finalità politiche.

Anche se l’obbligo riguarda al momento una categoria anagrafica, gli ultracinquantenni, non si può escludere che questo venga esteso un domani a categorie diverse sulla base di una pretesa emergenza (ai quarantenni o ai trentenni) in una rincorsa verso il 100% della copertura della popolazione.

Tanto meno si può escludere che, una volta creato il precedente, si possa estendere l’azione dello Stato e del governo ad altri aspetti della sfera individuale sotto la spinta di pretese esigenze di “benessere pubblico”, quali ad esempio necessità di bloccare i conti correnti di persone ritenute non conformi o espropriare i loro beni, la casa ed altro per presunte necessità sociali o di ordine pubblico. Ci vuole soltanto la fantasia di prevedere quello che, nei loro piani di omologazione e controllo sociale, potrebbero decidere in futuro i prossimi governanti tecnocratici e mondialisti decisi ad assoggettare la popolazione ed educarla secondo il loro modello di ingegneria sociale. Si può andare dall’eutanasia per determinate categorie di malati o all’imposizione di microchip sottocutaneo, per esigenze di controllo, o finanche al sequestro di bambini dalle famiglie di appartenenza, qualora queste non siano ritenute in linea con i principi ideologici LGBT prevalenti e considerati obbligatori.

In un prossimo futuro si potrebbe assistere a molte altre forme di imposizioni, una volta che sia accettato il principio di uno Stato onnipotente che può attuare i suoi interventi nella sfera individuale con il pretesto della tutela di interessi collettivi o benessere pubblico.

Se oggi lo Stato o il Governo si arroga il diritto di escludere dal lavoro e dalla vita sociale coloro che non accettano di inocularsi un siero genico sperimentale che può produrre reazioni avverse, incluso la morte, sulla base di esigenze di “salute pubblica”, non si vede per quale altro motivo questo o un altro governo non possa un domani inventarsi altre imposizioni arbitrarie su pretese esigenze di interesse pubblico o di stato di eccezione.

Il principio viene stabilito con un decreto e, se questo non trova opposizione, diventa un precedente che fa giurisprudenza e diventa una costante nell’azione del Governo.

La stessa imposizione di una sanzione una tantum di 100 euro a coloro che non si vaccinano, potrebbe sembrare poca cosa ma in realtà è il presupposto per altre sanzioni o misure di espropriazione che lo Stato può imporre a sua discrezione per ridurre all’obbedienza categorie di soggetti che non rispondono ai mezzi ordinari. Accettare tutto questo significa legittimare l’azione di uno Stato usurpatore ed entrare di fatto in un regime totalitario che non rispetta i diritti dei cittadini.

Sembra chiaro che a questo punto leggi e norme e costituzione non hanno più alcun valore ma tutto viene travolto dall’arroganza del potere che supera ogni limite e si costituisce come assoluto senza controlli di garanzia (latitanti da tempo) e senza una resistenza attiva dei cittadini, obnubilati da una ossessiva propaganda ed ingannati da dati statistici falsati e manipolati.

Il vero problema è quello del metodo con cui il governo pseudo tecnocratico, prima impersonato da Conte e soci e oggi da Mario Draghi, sotto la spinta di una perpetua emergenza, ha operato con la tecnica della “rana bollita” facendo poco a poco riscaldare le misure senza provocare strappi troppo bruschi in modo di assuefare la popolazione. Questo si è ottenuto passando dai blocchi totali (lock down) che hanno rinchiuso la gente in casa, alla chiusura delle attività commerciali (con rovina di migliaia di aziende), con l’imposizione di tamponi obbligatori a cui è seguita la direttiva che proibiva le cure preventive o domiciliari per imporre un unico protocollo di cure ministeriale (vigile attesa e paracetamolo) assurdo e controproducente, un’impostazione che non ha riscontri negli altri grandi Paesi europei perché nessuno di essi ha varato linee guida come quelle volute da Roberto Speranza”. Il tutto senza contare una propaganda ossessiva e manipolatoria che ha prodotto il suo effetto di paura e assuefazione.

Il tutto studiato da esperti di psicologia delle masse (spin doctor) che hanno attuato le consuete tecniche di manipolazione dell’opinione pubblica molto efficaci nel preparare il terreno. Non è quindi una novità ma un sistema preciso di ottenimento del consenso da parte di un potere che può contare sul controllo di tutti i quasi i media, allineati per convenienza ed interesse con il governo.

L’alternativa è resistere, opporsi pacificamente ma in modo determinato e non sottomettersi a imposizioni illegittime.

Foto: stateofmind.it

12 gennaio 2022