L’obiettivo condiviso dell’ONU esclude i palestinesi

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di Ramona Wadi

Ciò che il popolo palestinese vuole è ben lontano da ciò che viene deciso dai governi e dai funzionari delle Nazioni Unite. Quando la Lega Araba ha tenuto il suo primo vertice, ad Algeri, dopo la firma degli Accordi di Abraham, i leader arabi hanno riaffermato il loro “impegno” per la “causa” palestinese. Un linguaggio così vago era necessario, perché parlare di resistenza anticoloniale non corrisponde al tono diplomatico richiesto dagli accordi di normalizzazione che alcuni Paesi arabi hanno firmato con Israele.

“La nostra causa principale e prima, la madre di tutte le cause, la questione palestinese, sarà al centro delle nostre preoccupazioni e della nostra principale priorità”, ha dichiarato il presidente algerino Abdelmajid Tebboune. Dato che la Lega Araba segue ancora la politica dei due Stati, ora soggetta agli Accordi di Abraham, come stanno deducendo anche i leader globali, i palestinesi avranno bisogno di molto di più della grande retorica – anche se fa notizia – se vogliono una qualche forma di azione. Il mantenimento del paradigma dei due Stati facilita l’espansione coloniale di Israele, nel qual caso la complicità araba può essere chiamata in causa per il fallimento di uno dei suoi. La reporter di Al Jazeera Zeina Khodr ha riassunto così la tattica: “Abbiamo sentito i leader esprimere sostegno ai palestinesi e al loro diritto alla statualità, ma nessuna condanna di Israele”.

Il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, quindi, non deve affrontare l’opposizione dei Paesi arabi e il loro sostegno a Israele. Il compromesso dei due Stati rimane un fattore unificante per la comunità internazionale ma non per i palestinesi, a parte l’Autorità Palestinese. Nell’ennesima dimostrazione di come i palestinesi non contino nulla quando si tratta delle loro richieste politiche, il discorso di Guterres al vertice arabo ha riaffermato il paradigma defunto: “Il nostro obiettivo comune rimane quello di due Stati – Israele e Palestina – che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza, con Al-Quds/Gerusalemme come capitale di entrambi gli Stati”.

Anche se il coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente Tor Wennesland ha dichiarato che il 2022 è “in procinto di essere l’anno più letale per i palestinesi in Cisgiordania” dal 2005, quando l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari ha iniziato a tenere il conto dei palestinesi uccisi da Israele, Guterres e i leader arabi hanno dissociato la violenza dalla “soluzione” dei due Stati. Hanno tolto ai palestinesi il diritto di essere coinvolti in un processo politico che dovrebbe iniziare e mantenere la decolonizzazione della loro terra e la sicurezza per la popolazione della Palestina occupata.

Quando Guterres dice “il nostro obiettivo comune”, esclude tutto ciò che è palestinese. La storia del popolo palestinese, le sue narrazioni, la sua resistenza anticoloniale, il suo diritto a un governo democraticamente eletto e, soprattutto, il suo diritto al territorio, non fanno parte della narrazione dei due Stati portata avanti dall’ONU e che la comunità internazionale chiede ai palestinesi di rispettare.

In che modo la riaffermazione del sostegno a un’imposizione politica fallita aiuta i palestinesi? La Lega Araba è sulla stessa lunghezza d’onda del resto della comunità internazionale, ma sicuramente non dalla parte della legittima resistenza anticoloniale contro la presenza coloniale di Israele sulla terra palestinese. Allo stesso modo, Guterres parla solo per dire ai palestinesi che qualunque cosa accada della Palestina è un’aspirazione internazionale condivisa, che emula le richieste coloniali di Israele. Il fatto che l’Autorità palestinese sia incapace di denunciare questo tradimento – anzi, che partecipi volentieri alla farsa – è una ragione in più per cui i palestinesi dovrebbero avere lo spazio per esprimere le loro legittime richieste politiche e l’opportunità di realizzarle.

Traduzione a cura della Redazione

Foto: Idee&Azione

7 novembre 2022

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