L’Occidente e le armi di Hollywood

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di Maurizio Ulisse Murelli

Alla fine, in Ucraina l’Occidente impiega le armi più potenti: le telecamere di Hollywood.

Le truppe russe hanno lasciato Bucha il 30 marzo dopo i negoziati in Turchia. Il 31 marzo in un video passato anche sui TG italiani, il sindaco Anatoli Fedoruk annuncia:

“Il 31 marzo passerà alla storia della nostra comunità di Bucha come il Giorno della Liberazione. La liberazione da parte delle nostre Forze Armate dell’Ucraina dagli orchi russi, dagli occupanti russi. Quindi oggi, dichiaro che questo giorno è gioioso. Gioioso e questa è una grande vittoria nella regione di Kiev! E aspetteremo sicuramente in modo che ci sia una grande vittoria in tutta l’Ucraina”. Nessuna menzione di atrocità, nessun video/foto di quel che avrebbe trovato per le strade della cittadina.

Magicamente il 3 aprile, 4 giorni dopo, le scene che avete visto ieri in TV sulle quali risparmio l’analisi logica di ogni singola foto. Sta di fatto che quel che ci fanno vedere gli ucraini viene subito preso per oro colato. C’è un video di Bucha in cui un soldato ucraino chiede via radio il permesso al suo comandante di sparare a chiunque non abbia al braccio la fascia blu. Permesso accordato. Nessun cadavere ha al braccio la fascia blu. Il video non fa teso, non lo passano in TV. C’è un altro video in cui un operatore riprende dalla sua auto i cadaveri sulla strada. Ad un certo punto la telecamera inquadra lo specchietto retrovisore e quel che prima avanti il parabrezza era un cadavere sull’asfalto lo si vede nello specchietto retrovisore rialzarsi. In tutta evidenza il video prima di andare in mondovisione non è stato sottoposto al “controllo di qualità” dei laboratori hollywoodiani. E si potrebbe continuare.

Ho già detto che sono poco interessato al teatro di battaglia in Ucraina rispetto alla Guerra Mondiale iniziata dalla Potenza Atlantica in modalità “bassa intensità” agli inizi degli ani Novanta e oggi entrata nella nuova fase, quella di “media intensità”, prodromica a quella di più “alta intensità” a cui la potenza tassalocratica d’oltre oceano tende, per conseguire il suo immaginifico Nuovo Ordine Mondiale. Ho ripreso la “cronaca di Bucha”, una cittadina di uno stato periferico in cui è in corso una “guerra regionale”, cioè una battaglia della guerra mondiale, perché la cronaca hollivoodiana che se ne sta facendo in queste ore mette ben a nudo la psicopatia degli leader europei che, mentre invocano un’inchiesta indipendente, già esprimono condanna (accertato e dando per buono quel che le hollywodiane telecamere ucraine fanno vedere) e utilizzano quella cronaca per chiamare “alle armi” i propri sudditi, paventando loro giustificate lacrime e sangue. Dicono dalla Germania: “fate questo sacrificio, invece di farvi una doccia calda fatevela fredda che noi non prenderemo più gas dalla Russia”. Insomma, saranno le telecamere in modalità Hollywood a promuovere l’impiego del vettore atomico? Siamo nelle mani di inrecuperabili psicopatici e dunque la cosa si fa probabile.

Sia chiaro, io non escludo aprioristicamente che un qualche reparto russo sia capace di commettere atrocità e ritorsioni. Ogni esercito si porta dietro reparti e uomini capaci di atroci barbarie. Ma una cosa è mettere in conto che fatti del genere sono nella logica di una qualsiasi impresa militare, e altro è sostenere, come si sta sostenendo, che questi fatti sono preordinati dal comando supremo militare o dall’apparato politico (vale ovviamente anche per gli USA o la Gran Bretagna), in questo caso, Putin, come sostengono oggi i media. In ogni caso, amici miei, preparativi al peggio.

Foto: Idee&Azione

5 aprile 2022