L’oligarchia al potere nella UE ha indicato la “strada giusta” agli elettori

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di Luciano Lago 

Le elezioni politiche in Italia non rappresentano una vera sfida all’ordine esistente, visto che i partiti accreditati di maggioranza sono entrambi al servizio delle élite di potere dominanti: la UE, la NATO, il regime di Washington i grandi gruppi finanziari/industriali presenti nella Penisola.

Nonostante questo, esiste preoccupazione sia a Bruxelles che a Washington per un possibile cambio di equilibri in Italia per effetto della crisi economica incombente e per il malcontento dovuto alle politiche antipopolari attuate dai governi liberal ispirate da Bruxelles e dalle centrali finanziarie. Il blocco seguito al covid e le incredibili emarginazioni che a questo sono seguiti, con l’imposizione del “green pass” e il divieto di lavoro e di circolazione per coloro che non si sono sottoposti alle vaccinazioni di rito, ha esasperato ancora di più questo malcontento.

Tuttavia, una massiccia opera di propaganda e di manipolazione dei media, tutti al servizio delle stesse centrali di potere dominanti, ha fatto credere alla massa dei cittadini italiani che i problemi si possano risolvere con un cambio di partiti da sinistra a destra, confondendo l’opinione pubblica sui reali centri di potere che guidano la politica italiana.

Per quanto celato dalla sua retorica europeista, ultimamente il centro di potere rappresentato dalla oligarchia di Bruxelles si è scoperto con le improvvide dichiarazioni della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, la quale, parlando all’Università di Princeton, ha detto testualmente quanto segue:

“Vedremo il risultato della votazione in Italia. Le elezioni si sono svolte anche in Svezia. Se le cose vanno in una direzione difficile, abbiamo gli strumenti, come nel caso di Polonia e Ungheria”.

Questa affermazione, fatta da un personaggio di potere della UE (non eletto da nessuno), rappresenta a tutti gli effetti una minaccia neppure velata per la società italiana, nel caso in cui i cittadini italiani osino votare “nel modo sbagliato”, non gradito agli oligarchi di Bruxelles, e se le forze politiche “sbagliate” dovessero salire al governo nel Paese.

Con questa dichiarazione l’oligarchia di Bruxelles si è incautamente scoperta ed ha mostrato ai cittadini italiani quale sia il “vincolo esterno” sulle elezioni italiane. Più accorti a Washington dove, il segretario di Stato Blinken e il suo ufficio si sono limitati a pronunciare frasi di rito sulla fedeltà dell’Italia alla NATO e persino la ex segretaria di stato USA, Hillary Clinton, considerata uno dei più influenti membri della oligarchia liberal del regime di Washington, ha fatto uno spot di investitura a favore della candidata di destra, maggiormente favorita, Giorgia Meloni.

Questo la dice lunga sul reale orientamento di queste forze politiche, di destra o di sinistra, apparentemente divise e in polemica su tutto ma in realtà fermamente decise a difendere gli interessi del sistema attuale e dei suoi referenti esterni ed interni.

Ciò non toglie che l’intero establishment liberal-globalista-filo-americano in Europa abbia qualche preoccupazione che si manifestino in Italia, come in altri paesi europei, movimenti o partiti che possano mettere in questione la fedeltà della politica italiana alle linee stabilite di subordinazione alle centrali di Bruxelles, della NATO e dei grandi gruppi finanziari dominanti per rivendicare una diversa politica che favorisca una autonomia nelle scelte decisive e che si sottragga alle politiche sciagurate fatte dal governo Draghi in tema di sanzioni alla Russia e partecipazione alla guerra, quelle che rappresentano un vero suicidio per l’economia italiana e per le possibilità di pace in Europa.

Dall’inizio della operazione bellica in Ucraina, in Europa abbiamo assistito in una forsennata campagna di russofobia pilotata dalla propaganda mediatica ispirata da Washington e da Londra per sospingere i paesi europei nel partecipare alla guerra contro la Russia (inviando armamenti), celando gli obiettivi veri fra cui la rapida distruzione delle risorse energetiche, dell’industria e dell’economia nel suo insieme, con la conseguenza della destabilizzazione dello stesso sistema sociale.

Tutto questo nell’interesse delle centrali di potere di Washington e nella prospettiva di una guerra di logoramento per indebolire la Russia e subordinare l’economia del vecchio continente agli interessi dei padroni USA d’oltre Atlantico.

Gli effetti nefasti di questa destabilizzazione sociale iniziano a manifestarsi e la profondità dell’abisso in cui le decisioni del governo e quelle di Bruxelles stanno sospingendo le famiglie e le imprese e iniziano a raggiungere la popolazione dei paesi europei. Questo spiega la fretta con cui in Italia si sono imbastite le nuove elezioni politiche anticipate.

Le proteste di massa e il malcontento avranno presto una grande rilevanza ed a Bruxelles i “guardiani del potere” come la von der Leyen lanciano i loro ammonimenti, prevedendo l’instaurazione di regimi speciali e misure apposite per “punire” i popoli che si vogliano sottrarre alla dittatura delle oligarchie liberal atlantiste.

Come diceva alcuni anni fa, Vladimir Bukowski, scrittore russo ex-dissidente dell’URSS e reduce da 13 anni di carcere, l’Unione Europea è un “mostro” che va distrutto prima che diventi uno stato totalitario. Bukowski, in una conferenza nell’ottobre del 2000, aveva fatto affermazioni che allora sembrarono esagerate, ma che – alla luce degli ultimi eventi – rischiano di essere semplicemente profetiche.

Foto: Idee&Azione

26 settembre 2022

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